Flora
I frutti delle mie incursioni nel mondo della natura e nei giardini.
Ma ci sono anche fiori e piante del mio balcone ;-)
Ho recentemente tolto le rose per dedicar loro un album a parte
Stessa cosa per la flora spontanea
Ma ci sono anche fiori e piante del mio balcone ;-)
Ho recentemente tolto le rose per dedicar loro un album a parte
Stessa cosa per la flora spontanea
i fiori della mia erba cipollina ...
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in piena esplosione in questi giorni.
Il paese d'origine dell'erba cipollina (Allium schoenoprasum) sembra essere la Cina, ove quest'erba, che predilige come substrato un terreno fresco e ricco, era apprezzata già quattromila anni or sono ed è comunemente usata in cucina.
Si tagliano le foglie a seconda delle proprie necessità, avendo l'accortezza di non reciderle alla base, ma di lasciarne qualche centimetro in modo da favorire la ricrescita.
Chi gradisce il sapore della cipolla, ma non la digerisce quando la aggiunge cruda alle insalate, può sostituirla con qualche foglia di erba cipollina ben affettata. La digestione è assicurata, anzi facilitata, e inoltre l'alito non darà problemi :)
Explored
luce
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una calla nel giardino di Vanda.
Per "guadagnarmi" le foto vado a fare ogni tanto un po' di pulizia togliendo le cartacce portate dal vento :)
Explored
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viole del pensiero
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buon tutto a tutti !
Explored
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ribes sativum
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Trumpet flowers
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Bignonia capreolata - Crossvine
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Bignonia capreolata
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Trumpet flowers - Crossvine
Explored
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Je pleur ?
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no, ho indossato dei gioielli, grazie alla pioggia :)
Canna indica o canna d'India (conosciuta anche come achira, achera, sagú, capacho, biri, cucuyús, juquián o papantla) è una pianta perenne appartenente alla famiglia della Cannaceae nativa dei Caraibi e delle aree centrali dell'America.
Curiosità
Si coltiva principalmente come pianta ornamentale e per i suoi rizomi, che sono importanti per l'alimentazione umana e per l'agroindustria.
Il suo amido è di facile digestione e la farina si usa per produrre pane, biscotti, gallette, torte. Le cime della achira possono essere mangiate stufate o bollite. Il decotto delle radici si usa come diuretico e le foglie come cicatrizzante; il succo di queste si usa come antisettico. Le foglie appena recise si usano sopra le bruciature per rinfrescare la pelle. Il tallo e le foglie servono come foraggio per il bestiame. Le foglie si usano anche per avvolgere il mangiare tipico.
Inoltre, i semi si usano per comporre collane, collari, sonagli o maracas.
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alcea rosea
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Alcea rosea, Alcea dal greco alkè = forza, vigore.
Cresce alta fino a 2 metri, ha fiori grandi di 6 – 8 cm di diametro, con colori che virano dal bianco, al giallo, al rosa, al rosso, al bordeaux, al viola, fin quasi al nero. Un tempo veniva coltivata negli orti e piantata lungo i muri delle case e lungo le strade. Era spesso presente nelle nostre campagne, essendo un fiore povero, ma molto ornamentale e facile da coltivare. Basta raccogliere la semenza, farla germinare in primavera e poi trapiantarla in autunno. Si riproduce anche da sola con estrema facilità ed ha bisogno di pochissime cure. Ha proprietà medicinali simili a quelle della Malva e dell’Althea.
In realtà spesso i botanici scambiano nei loro testi queste ultime due specie, definendo Alcea quella che altri classificano come Althea. Io mi riferisco alla classificazione proposta da Acta plantarum.
Anche il termine Malvone è usato talvolta per indicare L’Alcea.
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oleandro
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buon weekend a tutti !
Nerium oleander
L'oleandro è una delle piante più tossiche che si conoscano. Tutta la pianta (foglie, corteccia, semi) è tossica per qualsiasi specie animale. Se ingerita porta a:
- tachicardia con aumento della frequenza respiratoria
- disturbi gastrici, tra cui vomito, nausea e bruciore
- disturbi sul sistema nervoso centrale, tra cui assopimento.
Responsabile di questa estrema tossicità è, insieme agli alcaloidi, l'oleandrina, un glicoside cardiotossico (con struttura simile alla ouabaina) e inibitore della pompa sodio-potassio a livello di membrana cellulare.
Ma l'oleandro contiene una serie di altri principi tossici, che si conservano anche dopo l'essiccamento.
L'oleandro fa parte delle piante che contengono cardenolidi.
Le specie animali più colpite sono gli equini, i bovini e i piccoli carnivori. Nel cavallo abbiamo anche la comparsa di gravi e profonde lesioni a livello della mucosa orale. La morte sopraggiunge per collasso cardio-respiratorio solo nel caso in cui se ne ingeriscano grandi quantità.
Curiosità : le sue proprietà tossiche sono state usate come "arma" per l'omicidio descritto nel film White Oleander.
E al riguardo la storia racconta che diversi soldati delle truppe napoleoniche morirono per avvelenamento dopo aver usato rami di oleandro come spiedi nella cottura della carne alla brace, durante le campagne militari in Italia.
fonte Wikipedia
Explored - Front page # 1
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le persiane
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La persiana è un particolare tipo d'infisso che serve a proteggere una finestra.
A differenza dello scuro è fatta da stecche, fisse od orientabili, inclinate in modo da far passare la luce, ma fermare la pioggia e il vento, proteggere dalla luce eccessiva e dal calore senza impedire la circolazione dell'aria.
Queste che vedete in foto sono caratteristiche nella mia regione, sono corredate con uno sportello apribile a bascula verso l'esterno, detto persianina o "gelosia", dietro ad esso si può osservare senza essere visti :)
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fiori e nuvole
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Oggi giornata dedicata all'Oleandro - Nerium oleander
Non so perché, ma a molti non piace ...
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quasi bn :)
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complice il cielo bigio così frequente in questi giorni.
Oleandro - Nerium oleander
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sundeville red
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(varietà Sunmandecrim)
mandevilla sanderi
gelsomino del Brasile
Brazilian jasmine
dipladenia sanderi
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water lily
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fratellini siamesi
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Cattura reale, NESSUN effetto !!!
Explored
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DOF e bokeh con Bignonia :)
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Istruzioni per principianti: come ottenere una macro o un close up con buona profondità di campo utilizzanto una fotocamera compatta.
- Prima di tutto ci vuole una fotocamera dotata di uno zoom abbastanza elevato (la mia arriva a 20X)
- bisogna assicurarsi che tra il soggetto e lo sfondo ci sia una certa distanza (almeno 50 cm)
- si imposta la funzione macro
- ci si mette ad almeno un metro di distanza dal soggetto
- si mette a fuoco il soggetto zoommando (si dovrebbe già notare l'effetto voluto) e ... click !
- se lo sfondo non è uniforme si dovrebbe ottenere anche un bel bokeh.
Fare delle prove, le varie distanze necessarie dipendono dalla macchina.
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Lavanda di fine esate
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bella di notte
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e buona notte a tutti :)
Explored
La leggenda del fiore più bello
Una notte, tanto tempo fa, un pianto lungo e sommesso si aggiungeva ai rumori dell’oscurità. Questo pianto si ripeté a lungo, finché la Luna decise di trovarne la fonte.
A lungo girò intorno a tutto il pianeta e, quando aveva ormai perso del tutto le speranze, lo scorse.
Un piccolo punto luminoso: era da lì che proveniva il pianto.
La Luna scese dal suo cocchio e si avvicinò.
Accanto ad un pozzo, ai margini del bosco, era seduta una lucciola. “Chi sei tu? E perché rattristi con il tuo pianto tutte le mie stelle? “ chiese la Luna. La lucciola spaventata alzò gli occhi e rimase stupita nel vedere il suo interlocutore.
Allora disse: “Deve scusarmi, signora Luna, non volevo mettere tristezza alle sue stelle! Io sono Lumil, il principe delle lucciole!”
“Perché piangi principe Lumil?” chiese la luna.
“Si avvicina la primavera e il mio popolo comincerà a vagare per i prati e i giardini, per illuminare le calde notti” disse Lumil “Ma noi non troveremo nessuna corolla dischiusa ad attenderci. Solo tanto verde!”
“E qual è il problema? “ chiese la Luna. “Il tuo popolo, da quando è stato creato, è sempre stato il popolo della notte! Voi avete un ruolo importante: dovete illuminare, come me e le stelle, le notti degli alberi”.
“E questo compito ci onora !” rispose Lumil. “Ma, vede signora Luna, c’è un sogno che ogni lucciola ha da quando nasce: io questo sogno lo faccio da sempre!”
“E qual è questo sogno?” chiese la Luna.
“Uscire dalla nostra casa, volare in un prato e trovare, almeno per una volta, un fiore che ci attenda e poterci posare sui suoi petali!” esclamò Lumil.
“Ma è un sogno, e solo un sogno rimarrà. Buona notte signora Luna e mi perdoni se l’ho disturbata”. E così dicendo Lumil volò via.
La Luna ritornò in cielo, ma non riusciva a smettere di pensare a Lumil e al sogno delle lucciole.
Le notti passavano e il pianto di Lumil le riempiva, ma all’improvviso il pianto cessò.
Sirio, una delle stelle, andò dalla luna e le disse: “Mamma ascolta!”e la invitò a tendere l’orecchio.
“Cosa devo ascoltare?” chiese la Luna.
“Il principe triste! Questa notte il suo pianto non si sente.” rispose Sirio.
“E’ vero ! esclamò la Luna . Non odo il suo lamento!”
“E se gli fosse accaduto qualcosa?” aggiunse Sirio molto preoccupata. “Ti prego mamma va a vedere!”
E cosi fu. La Luna salì sul suo cocchio e andò in cerca del pozzo presso il quale aveva incontrato Lumil per la prima volta.
Quando lo ebbe trovato, si fermò e si avvicinò.
Ferme, vicino al pozzo, trovò tante lucciole e ad una di loro chiese:
“Cosa accade?”la risposta la rattristò.
“Il nostro principe si è ammalato. Era molto triste perché sapeva che i suoi giorni stavano finendo, e che non sarebbe mai riuscito a realizzare il sogno del suo popolo. E il dispiacere lo ha consumato.”
La Luna rimase lì ferma ad attendere di poter vedere il principe Lumil.
Quando la vide il principe disse: “Signora Luna, come mai è ritornata? Io non ho pianto questa notte!”
“Ero preoccupata per te, ragazzo mio e volevo assicurarmi che tu stessi bene!” rispose la Luna dolcemente.
“Non deve preoccuparsi per me. Il mio tempo ormai è finito.
Raggiungerò i miei antenati con un unico rimpianto: non aver potuto realizzare il sogno del mio popolo. Spero che il prossimo principe ci riesca!”
Le forze stavano abbandonando il principe delle lucciole.
Tutto il suo popolo era preso da grande tristezza.
L’amore che le lucciole dimostravano al loro principe e la dolcezza di Lumil colpirono al cuore la Luna.
“Lumil la tua luce si spegnerà presto, questo io non posso evitarlo, ma – disse la Luna – andrai via sapendo di aver realizzato il sogno del tuo popolo. Guarda……..”
La Luna si strappò una ciglia, la prese tra le mani e la posò in terra di fianco a Lumil.
Come d’incanto dalla terra cominciarono a spuntare foglie.
Le foglie presero a germogliare, d’improvviso una gemma si schiuse e fece capolino un bel fiore giallo e fucsia.
“Ecco Lumil! Questo sarà il fiore delle lucciole, per sempre, e si chiamerà come te: Lumil, che nella lingua delle lucciole significa colui che rende bella la notte!” Lumil pianse di gioia e disse: “Grazie o luminosa Luna, sarà bella di notte per il mio popolo!”
E con tutta la forza che gli rimaneva, accese la sua lucina e volò sul suo fiore. E lì si spense felice.
Da quella notte, tante volte la Luna si è levata in cielo, ma ancora oggi quando, nelle notti d’estate guarda i prati, sorride.
Ogni notte le lucciole raggiungono le belle di notte che si schiudono solo per loro e c’è soltanto una pianta, la più bella, che non permette a nessuna lucciola di sedersi sui suoi petali e illuminarla: è la pianta nata vicino al pozzo ed è la sola che non ha bisogno di luce perché nei suoi fiori vive Lumil.
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