Philip M. Parker, docente di marketing, è probabilmente il più veloce scrittore del mondo: in poco più di cinque anni ha pubblicato almeno 85.000 titoli, e cioè circa 46 al giorno. Il suo segreto? Un software in grado di comporre libri in automatico e a costi ridottissimi.
Così, nel giro di qualche anno, ha messo a punto una "macchina per scrivere libri". Il funzionamento, almeno dal punto di vista teorico, è piuttosto semplice: bastano un ricco archivio di dati e un programma in grado di selezionarli e trasformarli in un libro. Il software di sua invenzione pesca informazioni su un argomento a scelta in un database e poi, con una serie di procedimenti, realizza direttamente il testo. Il costo finale dell'operazione, stima Parker, è di circa 0,12 sterline (16 centesimi di euro). Anche le spese per il magazzino sono quasi inesistenti: il volume viene stampato esclusivamente quando qualcuno lo richiede.
Almeno per ora, il software non può scrivere romanzi ed è in grado di realizzare solamente libri di un certo tipo.

In un futuro possibile, potrebbe allora realizzarsi l'immaginario di Borges che aveva rappresentato nella sua fantasia la Biblioteca di Babele come un infinito succedersi di spazi esagonali raccoglienti tutti i libri di 410 pagine contenenti tutte le combinazioni di caratteri possibili. Lo sviluppare una sequenza finita in uno spazio infinito produrrebbe così una replica continua dello stesso universo. Tra i libri inutili di sequenze incomprensibili avremmo certo ottenuto tutte le grandi opere mai scritte dal genere umano contenute in 410 pagine. Tutto questo sarebe stato ideato dai fenomenali progettisti della straordinaria architettura al fine di realizzare il libro contenente tutte le verità. Considerando un calcolo ipotetico del numero di copie presenti in una intera sola ripetizione dei testi, la realizzazione sarebbe stata inutile senza un provvidenziale indice. Per la catalogazione dello stesso sarebbero state necessarie milioni di vite, in pratica ognuna avrebbe dato la sua informazione e avremmo metamoricamente riprodotto la storia del genere umano, in cui ognuno è portatore di un messaggio. Sempre che qualcuno sia in grado di riconoscerla la verità. Ragionando infatti sulla struttura dell'intuizione, la biblioteca doveva contenere, oltre quello contenente la Verità, i testi con tutte le ipotesi possibili, cadendo nel paradosso che qualcuno che non avesse saputo scrivere la Verità avrebbe potuto almeno riconoscerla. Obiettando poi che la Verità possa essere raccolta in 410 pagine possiamo estendere le pagine a 1000 o ad un numero infinito così che insieme e sotto insieme coincidano ed esista un solo percorso infinito in cui la conoscenza di tutte le cose sia impossibile. Questo mi rappresenta l'uomo. Un uomo. Stabilendo invece un massimo di pagine e considerando come massimo il testo più lungo della storia dell'uomo, avremmo anche tutti i testi mai scritti replicati un numero di volte pari al numero di tutti gli altri testi di cui ne porterebbero il titolo. Praticamente tutto lo scibile umano. Praticamente, tutti i libri sono già stati scritti, basterebbe combinarli.
E forse anche questo post proviene da Babele..