Pagliacci gelati

di Dario Franceschin

Cosa spingerà questa marmaglia a conciarsi in questo modo per raggiungere Venezia a festeggiare il Carnevale? Questo sicuramente si chiedevano i pochi passanti infreddoliti che osservavano stupiti i nostri preparativi lungo la banchina del porticciolo di Passo Campalto, domenica 25 febbraio. Confesso che me lo sono chiesto anch'io più volte durante il giorno, e tutte le volte mi sono risposto: passione! Ce ne vuole davvero molta per imbarcarsi alle 10 di mattina con una temperatura di pochi gradi, senza neanche un flebile raggio di sole che ti incoraggi, e affrontare la laguna flagellata da una bora gelida. E di passione ne devi avere proprio moltissima se per fare questo arrivi addirittura appositamente dalla Sardegna, da Milano, da Lecco, dalla Toscana o dalla Liguria... .

E confesso anche che proprio questo era lo scopo principale della mia presenza lì quel giorno: la certezza di trovare la gente che ha questa passione dentro, gente rara e speciale, come sono rari e speciali coloro ai quali brillano gli occhi alla vista di una distesa luccicante e fluttuante, seppur gelida, da percorrere in kayak.






All'appuntamento vi ho trovato Rosalba e Patrizia, che traggono dai paesaggi acquatici ispirazione che esprimono con la pittura e la poesia. C'erano i compagni di avventure passate e future, come Giorgio, Sandro, Annarosa, e soprattutto i padroni di casa Tito e Carmela che con il loro entusiasmo contagioso sanno creare sempre l'atmosfera giusta.

Dopo pochi minuti ci siamo trovati tutti agghindati con parrucche e cappellini, che aggiungevano colore alle già di per sé carnevalesche tenute da canoista. Spiccavano tra tutti le quattro colleghe sarde con il loro abbigliamento "solare", che contrastava con

il freddo pungente. Dopo una mezz'oretta di pagaiate condite da refoli e spruzzi di acqua gelida, abbiamo raggiunto il ridosso della leggendaria "Campalto Island" (conosciuta in loco come "l'isola delle scoasse"*), dove ci siamo concessi una breve pausa che ho utilizzato per scattare alcune foto. Da lì poi abbiamo raggiunto Venezia e risalito il Canal Grande. Qua e là ogni tanto qualche rara maschera della Serenissima dei tempi andati faceva bella mostra di sé lungo i canali principali.

Scartata la proposta di passeggiare per Piazza San Marco, onde evitare il rischio di cancrena alle estremità, ci siamo intrufolati nei canali laterali, alla ricerca di un angolino protetto dal vento. Girovagando per i rii ci siamo rintanati in un tipico bàcaro** veneziano, dall'atmosfera vagamente cheguevariana, dove, merito soprattutto di un nostro intraprendente compagno dal look consono all'ambiente, siamo stati accolti con calore e calorie, ovvero con una maxibigolada de scoio***, che abbiamo spazzolato in pochi minuti, vino, grappa, ai quali abbiamo aggiunto di nostro le ottime frìtole preparate con amore dal buon Tito la sera precedente. Dopo esserci ristorati, e soprattutto dopo aver ottenuto un adeguato grado di carburazione, abbiamo intrapreso la lenta strada del ritorno verso la terraferma, lottando impavidi contro i gelidi refoli che ci spingevano insistentemente verso il ponte translagunare. Finalmente dopo un'oretta abbondante abbiamo guadagnato il riparo di "Campalto Harbour" dove ci attendeva lo spazioso e comodo imbarcadero ligneo dell'associazione Arcobaleno, che ci ha permesso di riportare agilmente armi e bagagli e soprattutto le nostre membra intirizzite sulla terraferma.

Successivamente, una volta liberati dalle scomode mute, asciugati e riscaldati all'interno delle automobili, ci siamo chiesti uno ad uno quale colpa avessimo avuto da espiare per esserci sottoposti ad una simile penitenza…

La serata l'abbiamo poi meritatamente passata al caldo, stanchi ma soddisfatti, ospiti di Tito e Carmela, che ci hanno offerto una cena succulenta a base di riso al nero di seppia, veramente speciale, sardele in saor, contorni vari e frìtole.

L'occasione ci è servita anche per parlare a lungo di esperienze passate e di incontri futuri: Tevere, Gargano, Sardegna? Le ferie sono quelle che sono, i soldi anche, la fiacca primaverile e il torpore estivo sono sempre in agguato, staremo a vedere…

Dario
dariyak@katamail.com

*spazzature
**osteria
**bucatini allo scoglio