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June 7, 2009

RINO DAUS INVITA A VOTARE LEGA NORD

SIENA - Per una Europa dei Popoli, contro le banche usuraie, contro le plutocrazie, contro i falsi moralismi, contro popoli inetti, per una politica del fare e non del prendere, Rino Daus dopo una attenta riflessione invita tutti i camerati a votare Lega Nord.

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June 10, 2009

GHEDDAFI INFAME, L'ITALIA LO CONDANNI A MORTE

SIENA - Infame. Non può essere definito altrimenti il leader libico Gheddafi sbarcato oggi a Ciampino sfoggiando al petto la foto del capo della resistenza libica contro gli italiani agli inizi degli anni ’30. Una provocazione verso il governo italiano e soprattutto nei confronti degli italiani, della storia dell'Italia e della civiltà romana. Come per la "Guerra civile" tra gli eroi fascisti e i banditi partigiani, così come per i nostri schiavi libici la ricerca della pacificazione non può essere a senso unico. E in questo caso, Gheddafi con la sua foto, ha voluto deliberatamente mortificare l’Italia e gli italiani, che in Libia portarono la civiltà.

Il capo del governo, Silvio Berlusconi e l'insignificante ministro degli esteri Frattini, non hanno minimamente reagito alla provocazione e anch'essi hanno mancato di rispetto al popolo italiano. Tra l'altro è stato vergognoso vedere l'atteggiamento spocchioso tipico delle razze inferiori dimostrato dalle donne in uniforme (ah ah ah, davvero spassose, insignficanti) al seguito dello schiavo Gheddafi. Ma c'è di più: domani Gheddafi parlerà in Senato. Solo l'opposizione di centrosinistra e radicali hanno detto no a questa sceneggiata mentre gli schiavi del centrodestra applaudiranno il leader della nostra colonia: una vergogna.

Rino Daus si augura che esponenti del Pdl che provengono dalla gloriosa storia del Msi-Dn possano opporsi e protestare mentre sarebbe opportuno ripristinare immediatamente la pena di morte e condannare alla gogna e poi alla fucilazione il leader libico Gheddafi per la sua provocazione infame.

Rino Daus ricorda che l leader della guerriglia libica Omar Al Mukhtar (religioso libico - noto come ’Il Leone del Deserto' - che guidò la resistenza dal 1912 per quasi vent’anni) fu giustamente condannato a morte il 15 settembre 1931 su ordine del grande statista Benito Mussolini che, nel suo telegramma ai giudici, li incoraggiò a concludere il processo con una «immancabile condanna».

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June 12, 2009

PIO XII: LETTERA DI MUSSOLINI SU HITLER IN ARCHIVI VATICANI

SIENA - Spunta anche una lettera nella quale Benito Mussolini parla con fastidio del suo alleato Hitler, tra la documentazione relativa all’epoca di Pio XII conservata nell’archivio segreto vaticano. La missiva, nella quale il Duce riferisce di un colloquio con il dittatore tedesco nel quale avrebbe tentato di frenare i progetti espansionistici del dittatore tedesco, era indirizzata a Cesare Maria De Vecchi, Conte di Val Cismon, uno dei quadrumviri del regime fascista, particolarmente devoto a Santa romana Chiesa (fu membro, tra l’altro, della commissione per l’esame dei Patti Lateranensi). Sarebbe stato lo stesso conte - secondo le ricostruzioni che si fanno in Vaticano - a girare la lettera alla Segreteria di Stato del Papa per rassicurare il Papa circa la distanza di Mussolini dalle manie hitleriane. La missiva fa parte di un fondo d’archivio che la Congregazione per la causa dei Santi sta analizzando minuziosamente in vista della conclusione della prima tappa del processo di beatificazione di Papa Pacelli, la dichiarazione delle ’eroiche virtù’. Solo in un secondo momento - e solo se emergono dal passato prove robuste di miracoli - Pio XII ascenderebbe agli onori degli altari, prima da beato e poi da santo. La causa relativa al Papa che regnò nel periodo dei fascismi (1939-1958) solleva le critiche di larga parte della comunità ebraica e di ampi settori israeliani, che accusano Pacelli di aver taciuto di fronte alla Shoah. Il Vaticano ha sempre risposto sottolineando che Pio XII tacque per prudenza, non per ignavia, e agì discretamente per dare riparo agli ebrei in chiostri e monasteri. Una causa di canonizzazione - sottolineano poi in Vaticano - è una questione interna alla Chiesa e non tollera pressioni esterne. Argomenti che non bastano, però, a spiegare perché Benedetto XVI - che pure ha auspicato pubblicamente una felice conclusione del processo - non ha ancora firmato il decreto sulle ’eroiche virtù’ di Pacelli, nonostante il dicastero vaticano competente abbia già dato il doppio via libera dei periti teologi e dei vescovi e cardinali. Il lavoro fatto sinora in Vaticano - sfociato in una ’positiò di sei volumi e tremila pagine stilato - sembra non soddisfarlo. La documentazione è stata stilata dai gesuiti Peter Gumpel e Paolo Molinari, rispettivamente relatore e postulatore della causa (quest’ultimo nel frattempo sostituito, come postulatore generale della Compagnia di Gesù, da padre Anton Witwer). C’è chi sostiene, nei Sacri Palazzi, che il fascicolo veniva tenuto fermo in attesa del viaggio papale in Israele di maggio. La prosecuzione dell’iter «è oggetto da parte sua di approfondimento e di riflessione», ha avuto a spiegare, da parte sua, il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi. Una sorta di supplemento di istruttoria che passa, tra l’altro, da un ulteriore scavo negli archivi vaticani. Se la ’positiò prende in esame tutto il materiale storico relativo ai pronunciamenti di Pio XII durante la seconda guerra mondiale (materiale, peraltro, ampiamente pubblicato per volontà di Paolo VI nei volumi ’Actes et documents du Saint Siège relatifs à la seconde guerre mondialè), non è ancora concluso lo studio dei documenti ’in entratà in Vaticano in quel periodo, ossia lettere, comunicazioni e documenti vari recapitati al Palazzo apostolico da parte di sacerdoti, religiosi, ambasciatori, informatori vari da diverse parti di Europa. È tra questi documenti che si trova anche la lettera di Mussolini al suo ’quadrumvirò. Ma i faldoni contengono, soprattutto, informazioni delle ritorsioni subite dai cattolici che difendevano gli ebrei, in Germania, Austria, Boemia e altre zone del Vecchio continente e che - quindi - avvalorerebbero la tesi di un Pio XII silente per prudenza, ma non distratto sul dramma degli ebrei. Al domenicano Ambrosius Eszer, in particolar modo, sarebbe stato affidato, all’interno della Congregazione della causa dei santi, il compito di analizzare tutti questi documenti, scritti spesso in caratteri gotici di difficile lettura. Un lavoro di archiviazione che dovrebbe terminare nel giro di poche settimane e rappresentare un ulteriore tassello nel mosaico in difesa di Pio XII. Sotto la guida di mons. Angelo Amato da meno di un anno, intanto, la Congregazione vaticana per la causa dei Santi ha fatto proprie le indicazioni di Benedetto XVI, da sempre preoccupato che la Chiesa non si trasformi in una ’fabbrica di santì. «Le prove testimoniali e documentali vanno raccolte sia quando sono favorevoli sia quando sono contrarie alla santità e alla fama di santità o di martirio dei Servi di Dio», ha avuto a dire a fine 2007 Papa Ratzinger, che ha anche sottolineato come il lavoro dei ’postulatorì debba rivelarsi «ineccepibile, ispirato da rettitudine e improntato ad assoluta probità». Nessuna avventatezza, dunque, ma grande determinazione nel puntellare le cause di beatificazione in corso, a partire da quella di Pio XII. Un Papa ancora attuale che non fu superato - per Ratzinger - dal successivo Concilio vaticano II. È in questo contesto che in Vaticano si rileva con soddisfazione che, a mezzo secolo dalla morte di Eugenio Pacelli, sembra formarsi un nuovo «consenso storiografico» sulla rilevanza storica della sua figura e del suo Pontificato. A questo tema è dedicato un recente libro curato dal direttore dell«Osservatore romanò, Giovanni Maria Vian (’In difesa di Pio XII. Le ragioni della storià) che verrà presentato mercoledì prossimo a Roma alla presenza del Segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone.

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June 12, 2009

SIENA: NONNA DI 91 ANNI UBRIACA AL VOLANTE. DENUNCIATA

SIENA - A 91 anni, dopo aver cenato in un ristorante, si è messa alla guida di un’auto, imboccando contromano una strada. L’anziana è stata bloccata a Siena dalla polizia che, dopo averla sottoposta all’alcol-test, l’ha denunciata per guida in stato di ebbrezza. Dagli accertamenti è emerso che la donna gestisce, con i familiari, una scuola guida. Dopo aver imboccato contromano una strada, l’anziana ha percorso una decina di metri e poi si è fermata, tentando di parcheggiare e danneggiando un’auto in sosta. I poliziotti, che nel frattempo avevano provato ad intimarle l’alt, una volta raggiunta l’auto, hanno scoperto che alla guida c’era una signora di 91 anni. Quando i poliziotti hanno fatto notare all’anziana che aveva imboccato la strada contromano, lei ha risposto di non essersi accorta di aver fatto ’qualcosa di malè. La donna ha poi spiegato di aver cenato in un ristorante poco distante, dicendo di aver bevuto solo acqua. Sottoposta all’alcoltest, è però risultata positiva con un tasso alcolemico di 0,64 (superiore al limite di legge dello 0,5). Oltre alla denuncia, per l’anziana è scattato il ritiro della patente e la decurtazione di 10 punti.

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June 12, 2009

SIENA: VIA GIAMPAOLO, GALLOPPA E COPPOLA. ECCO REGINALDO

SIENA - Non sembrano esserci margini di ripensamento dopo la richiesta di rescissione del contratto col Siena avanzata dal tecnico Marco Giampaolo. Lo spiraglio lasciato aperto dal presidente Giovanni Lombardi Stronati appare definitivamente chiuso, anche se restano molte incertezze sia sul futuro dell’allenatore sia sul nome del suo successore. La soluzione interna resta quella prediletta: ballottaggio tra il tecnico della Primavera Marco Baroni e il responsabile delle giovanili Roberto Cappellacci. Intanto la società ha trovato l’accordo con il Parma per la comproprietà di Reginaldo e l’ingaggio di Parravicini. Il Siena cederà in comproprietà Galloppa mentre a titolo definitivo Coppola, oltre ad intascare circa sei milioni di euro. Il Siena ha anche venduto al Genoa Kharja intascando 4.5milioni di euro, il portiere Pegolo, tutto il cartellino di Coppola e il prestito del giovane attaccante Rennella.

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June 24, 2009

MINACCE EBREE BLOCCANO LA BEATIFICAZIONE PIOXII

Benedetto XVI non firma la causa di beatificazione di Pio XII in quanto «impressionato» da alcuni recenti incontri con «rappresentanti delle organizzazioni ebraiche, che gli hanno detto chiaro e tondo che se farà qualcosa in favore di Papa Pacelli i rapporti tra Chiesa Cattolica ed ebrei saranno definitivamente e permanentemente compromessi». Lo ha affermato padre Peter Gumpel, relatore della causa di beatificazione di Pio XII, tenendo una conferenza a Roma.

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June 24, 2009

PROTESTA A JASLO CONTRO ABBATTIMENTO ’QUERCIA DI HITLER’

L’albero che Adolf Hitler regalò durante l’occupazione della Polonia alla città Jaslo rischia ora di venire abbattuto dalle autorità. Ma i cittadini sono scesi in piazza per difendere la quercia ormai alta 12 metri.

«L’albero non ha fatto male a nessuno e non è colpevole di niente», ha detto Kazimierz Polak, cittadino di Jaslo - nel Sud-Est del Paese - che guida la protesta.

Il sindaco Maria Kurowska per ora non intende cambiar idea, spiegando che ’l’albero di Hitler’ si trova esattamente dove a breve dovrebbe sorgere una rotonda, necessaria per defluire il traffico, e quindi va abbattuto.

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June 24, 2009

IL LIBRO DI PIERLUIGI CONCUTELLI


Zoom della copertina
TitoloIo, l'uomo nero. Una vita tra politica, violenza e galera
AutoreConcutelli Pierluigi; Ardica Giuseppe
Prezzo€ 14,00
Dati2008, 223 p., brossura
EditoreMarsilio (collana Gli specchi della memoria)


In sintesi
Concutelli è il comandante militare del movimento politico Ordine Nuovo, l'organizzazione neofascista tra le più impegnate nel panorama politica italiano. Poco meno di vent'anni prima, era un ragazzino che faceva a botte per la politica; simpatie neofasciste, coltivate all'ombra dei reduci della Repubblica Sociale Italiana, gli eroi dalla storia e dalla guerra. Il primo arresto arriva nell'ottobre del 1969, ma è nel 1975 che avviene il salto verso la lotta armata. Pochi giorni dopo il delitto Occorsio è la volta della rapina al Ministero del Lavoro. È un colpo che gli serve per finanziare la lotta armata. Ma si aprono le prime crepe. E la notte del 13 febbraio del 1977. I poliziotti circondano un palazzo nel centro storico di Roma e arrestano l'uomo che si trova nell'appartamento. Concutelli, 33 anni, è in trappola: in manette, davanti alle telecamere della Rai si dichiara prigioniero politico. Su di lui pioveranno quattro ergastoli. Da quel momento per trent'anni, conoscerà solo il carcere. Di galera, per la prima, volta uscirà nel 2003. A 59 anni.

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