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March 14, 2008

MONTEPASCHI: SCONFITTA E CONTENTA. CENTRATI I PLAYOFF

ATENE - La Montepaschi Siena è stata battuta 77-76 sul campo del Panathinaikos Atene (27-17, 45-43, 61-62 i parziali per i greci) nella quinta e penultima partita della Top 16 dell’Eurolega di basket maschile (gruppo D). Siena ha perso all’ultimo secondo la possibilità di vincere a Oaka, sul campo dei detentori del trofeo: Lavrinovic e Sato hanno avuto in mano la palla del successo, ma non sono riusciti a metterla dentro, dopo una partita vibrante, punto a punto per tutta la seconda metà. Drammatico l’ultimo minuto di gioco, quando Thornton ha portato Siena a -1: 75-74. 77-74 per una schiacciata di Batiste, poi Siena ha avuto palla in mano e non hanno rischiato da tre: Ilievski ha segnato invece da due (77-76). I greci, con palla in mano e vittoria teoricamente già in tasca, sono incappati però in un fallo in attacco a 5« dalla fine; sulla rimessa ci ha provato invano Ilievski da tre, con Lavrinovic e Sato che non ne hanno saputo approfittare.  Tuttavia alla squadra di Pianigiani basterà una vittoria mercoledì 19 in casa contro l’Efes Pilsen, aritmeticamente eliminata, per passare: la Montepaschi è comunque ancora in testa alla classifica per la migliore differenza canestri. Per Siena 19 punti e 7 rimbalzi di Thornton, 15 punti e 5 assist di Mc Intyre, 12 punti e 7 rimbalzi di Lavrinovic; da parte greca 18 punti di Batiste, 13 di Spanoulis e 12 di Jasikevicius.

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March 14, 2008

ELEZIONI: SARANNO UTILI I VOTI PER LA DESTRA

SIENA - «I voti de La Destra, dopo la campagna elettorale, saranno certamente utili per non consegnare l’Italia al centrosinistra, ma sbaglia chi pensa a trattative su persone e poltrone». E’ quanto dichiara il presidente de La Destra, Teodoro Buontempo, che aggiunge: «Noi ce la metteremo tutta, per reagire agli irresponsabili veti messi contro La Destra nel Pdl, ma quando si aprirà un confronto questo verterà sulle idee, sulla politica e sulle proposte, che La Destra sosterrà per il bene comune dei cittadini. La nostra è una battaglia di libertà, di idee ed è anche una battaglia contro la casta, contro le oligarchie, contro chi si ritiene onnipotente e, quindi, rappresenteremo quell’Italia senza voce che nessuno vuole ascoltare, né nel centrosinistra, né nel Pdl».

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March 14, 2008

ELEZIONI: RINO DAUS PLAUDE FORZA NUOVA

L’ unica formazione costretta a raccogliere firme in tutta Italia, (dopo che il Governo aveva fatto passare in extremis un decreto legge truffa che permetteva ad una serie di formazioni minori di presentarsi alle elezioni senza raccolta) è stata Forza Nuova.
Dopo un mese di tenace sforzo militante, capillarmente diffuso su tutte le regioni, la segreteria nazionale di Forza Nuova dichiara con orgoglio di aver presentato liste e sottoscrizioni sul 96% del territorio nazionale.
Si apre oggi per noi, dettata da  amore per la nostra gente e dalla radicale volontà di cambiare l’ Italia, una campagna elettorale volta a convincere gli Italiani sulla necessità di una svolta radicale su immigrazione , disagio sociale, e sulla necessità di buttare a mare l’ attuale classe politica e sconfiggere una volta per tutte mafie e clientele.
Il protagonista e candidato premier per Forza Nuova sarà Roberto Fiore, segretario nazionale dello stesso Movimento ed esponente storico di un mondo politico, orgogliosamente antagonista e nazionale, cattolico e rivoluzionario. 

 

www.forzanuova.org
www.robertofiore.org

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March 14, 2008

ELEZIONI: ECCO DOVE SONO LE LISTE DI FORZA NUOVA

FORZA NUOVA E' PRESENTE ALLA COMPETIZIONE ELETTORALE DEL 13- 14 APRILE NELLE SEGUENTI CIRCOSCRIZIONI

CAMERASENATO
LOMBARDIA 2 3
VENETO 1 2
FRIULI
EMILIA ROMAGNA
TOSCANA
MARCHE
UMBRIA
LAZIO
ABRUZZO
CAMPANIA 1
MOLISE
PUGLIA
CALABRIA
SICILIA 1 2
SARDEGNA
LOMBARDIA
VENETO
FRIULI
EMILIA ROMAGNA
UMBRIA
ABRUZZO
LAZIO
CAMPANIA
MOLISE
PUGLIA
CALABRIA
SICILIA
SARDEGNA


 

LOMBRDIA 1 PIEMONTE 1 CAMPANIA 1 PIEMONTE SENATO SONO SUB JUDICE FINO A VENERDI 14

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March 14, 2008

IL PDL? UNA ACCOZZAGLIA DELLA PEGGIOR POLITICA

“Consegniamo agli italiani un promemoria con le principali dichiarazioni rilasciate negli anni dagli esponenti del neo costituito Popolo delle libertà che così si giudicavano”. Inizia così il documento che La Destra-Fiamma tricolore di Milano destina agli elettori. “Perché – si legge a premessa delle dichiarazioni dei leader del Pdl rilasciate negli scorsi anni - chi fa politica dovrebbe dare per primo l’esempio agli elettori cominciando dalla coerenza, dalla lealtà e dalla trasparenza delle scelte. Non solo. Silvio Berlusconi alla nostra assemblea costituente di Roma a novembre aveva definito La Destra un alleato fedele da rispettare. Purtroppo a distanza di qualche mese si accordava con Fini e ci chiedeva di morire per entrare nel Pdl. Ma noi non siamo in vendita”.  Queste le dichiarazioni….


“Non esiste nessuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi… Siamo alle comiche finali…Berlusconi con me ha chiuso, non pensi di recuperarmi, io al contrario di lui non cambio posizione. Se vuole fare il premier, deve fare i conti con me che ho pure vent’anni di meno. Mica crederà di essere eterno…Lui a Palazzo Chigi non ci tornerà mai, per farlo ha bisogno del mio voto, ma non l’ho avrà mai più. Mai. Si faccia appoggiare da Veltroni”.                                                                           Gianfranco Fini,18 novembre 2007


“In autunno si terrà il congresso di Alleanza nazionale e li stabiliremo le tappe e le regole che porteranno a un soggetto unico. Lo scioglimento di An passerà da quel congresso. Ovviamente la stessa cosa dovrà farla Forza Italia”.                                                                            Libero-Gianfranco Fini, 16 febbraio 2008


“Con la Mussolini nessuna alleanza, nemmeno nel 2006, non mi faccio imbalsamare a destra”. 
                                                                                         Gianfranco Fini, 29 gennaio 2005


“Quella di Fini non è mollezza, è mosceria, il suo inno dovrebbe essere mi vendo di Renato Zero”.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            


“Bossi? Un personaggio detestabile, protervo e ignorante. A me non è mai andato giù ci vedevamo certo ma di lui non mi sono mai fidato”.                                        

 Il Messaggero-Gianfranco Fini, 15 settembre 1996


“Un errore che non faremo più è quello di dare fiducia a un’autentica vergogna della politica italiana: Bossi”.
Ansa- Gianfranco Fini, 29 settembre 1995

“Con Bossi non siamo più disposti a prendere neanche un caffè insieme”.
Ansa-Gianfranco Fini, 21 dicembre 1994

“Umberto Bossi è inaffidabile”. Ansa - Gianfranco Fini, 22 febbraio 1994

“Fini, un cretino”. Umberto Bossi a Mixer, 25 marzo 1996


“Il signor Berlusconi è un serpente che avvelena la democrazia”.    

Alessandra Mussolini, 31 marzo 2005

“Io non sono una starlette fallita e non ci sono foto in giro in cui corro nudo”. Maurizio Gasparri a proposito della Mussolini, 14 marzo 2005


“Bossi è un dissociato. Bossi ti dice una cosa in faccia e poi ne dichiara un’altra quando esce dalla porta. Le sue dichiarazioni uno spettacolo comico”.                                   

Ansa-Silvio Berlusconi, 23 febbraio 1995


“Berlusconi è una brutta persona. Pericolosa…Berlusconi è uno che mente, mentre Fini è un furbetto, un politico di piccolo cabotaggio…”                                                         

Ansa-Umberto Bossi, 7 aprile 1995

 

“Ma possibile che non abbiamo ancora capito che la canaglia di Arcore è un uomo legato a Cosa Nostra?”.
                                                                                                           

Ansa-Umberto Bossi, 19 aprile 1995

 

“L’Europa vuole che Fini e Berlusconi siano fermati sulla battigia e buttati a mare”.
                                                                                                        

Ansa-Umberto Bossi, 16 febbraio 1995

“Bossi un caso umano e nulla più di questo”. Gianfranco Fini a Mixer, 18 marzo 1996

 

…questo è il Popolo della Libertà, la libertà di tradire e di pugnalare alle spalle per la poltrona.
La Destra può guardare negli occhi gli elettori. Altro che voto inutile… meditate gente, meditate…

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March 14, 2008

ELEZIONI: SONDAGGI INCORONANO BERLUSCONI. BENE LA DESTRA

Il distacco tra la coalizione guidata da Silvio Berlusconi e quella guidata da Walter Veltroni e' del 7,5% a vantaggio del Cavaliere: il Pdl e i suoi alleati arrivano a quota 44% (con un lieve calo rispetto al 44,5% della precedente rilevazione), mentre il Pd e l'Idv si pongono a quota 36,5% (perdendo un punto e mezzo sul precedente 38%). E' quanto rileva il sondaggio dell'Ispo di Renato Mannheimer pubblicato oggi dal 'Corriere della Sera', che mette pero' in primo piano l'alto numero degli indecisi e la crescita delle ''estreme'', in particolare Sinistra Arcobaleno e La Destra.
Questi i dati della rilevazione effettuata da Mannehimer l'11 marzo (tra parentesi le previsioni della rilevazione del 4 marzo con il relativo incremento o decremento percentuale):

CENTRODESTRA 44% (44,5%; -0,5%):
    
Pdl 39% (39,5%; -0,5%);
Lega Nord 4,5% (5%; -0,5%);
Mpa 0,5% (0%; +0,5%);

CENTROSINISTRA 36,5% (38%; -1,5%):

Pd 33,5% (35%; -1,5%);
Idv 3% (3%; invariato).

SINISTRA ARCOBALENO: 8,5% (6%; +2,5%)

UNIONE DI CENTRO: 5,5% (5,5%; invariato)

LA DESTRA: 3,5% (2,5%; +1%)

PARTITO SOCIALISTA: 1% (0,5%; +0,5%).

ALTRI: 1% (3%; -2%).

Secondo Manneheimer molto rilevante e' la presenza degli indecisi. Dalla rilevazione emerge che per il Pdl hanno confermato il voto il 70% degli elettori che avevano votato
quelle forze nel 2006 (quindi, gli indecisi sono ancora il 30%). La percentuale dei ''decisi'' scende al 60% per il Pd (con quindi ancora il 40% di ex elettori indecisi).
Il sondaggio e' stato realizzato dall'Ispo per il 'Corriere della Sera' l'11 marzo scorso, attraverso un campione rappresentativo della popolazione italiana in eta' adulta per
sesso, eta', titolo di studio, condizione professionale, area geografica, ampiezza comune di residenza. E' stato utilizzato il
metodo Cati su 801 casi, con un margine di approssimazione del 3,5%, con elaborazione dati Spss.

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March 14, 2008

TIBET: MONTA LA PROTESTA CONTRO L'INFAMIA COMUNISTA CINESE

Lhasa - Monaci buddisti ancora in rivolta, stavolta però nel Tibet occupato dalal Cina. Nella capitale Lhasa sono stati esplosi colpi di arma da fuoco e lanciati lacromogeni. Fiamme sarebbero divampate nel mercato di Tromsikhang e nei pressi del tempio di Ramoche. Diversi negozi sono stati incendiati. Da giorni, il Tibet è scosso da disordini in coincidenza con il 49° anniversario della rivolta contro Pechino.

Le forze di sicurezza cinesi hanno circondato tre dei principali monasteri buddhisti - quelli di Drepung, Sera e Ganden - per impedire ai religiosi di scendere in piazza e la situazione è molto tesa.

Secondo alcuni testimoni, i militari avrebbero esploso diversi colpi di arma da fuoco, ferendo alcuni manifestanti, poi ricoverati in ospedale. Sulla sparatoria non sono stati forniti ulteriori dettagli.

Nel capoluogo, un migliaio di persone avevano tirato sassi contri le forze dell'ordine ed i loro mezzi, e hanno dato alle fiamme negozi di proprietà di cinesi dell'etnia han.

Stando a Kate Saunders, un'attivista della Free Tibet Campaign, alcuni monaci di Sera hanno iniziato uno sciopero della fame per chiedere la liberazione dei loro compagni arrestati nei giorni scorsi, che sarebbero alcune decine. "Non sappiamo quanti sono - ha detto Saunders - ma pensiamo che siano molti".

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March 14, 2008

RINO DAUS: BLOG CHIUSO FINO A MARTEDI' CONTRO IL COMUNISMO

SIENA - L'ignavia comunista colpisce ancora. L'odio represso di una ideologia fallita, che ha reso poveri nella vita e nello spirito milioni di persone, ancora oggi provoca dolore. Il popolo tibetano viene linciato quotidianamente e l'Europa delle banche e l'America dei sionisti non si ribellano. Anzi, preferiscono annientare grandi popoli come gli afghani, iracheni e iraniani. Rino Daus protesta con la chiusura del proprio blog fino a lunedì quando riprenderanno gli aggiornamenti. Contro il comunismo, contro l'usura, contro il sionismo, per l'Europa dei popoli, per l'Europa della civiltà e dell'indipendenza, contro il maligno, la lotta di classe e il liberismo. Ordine Nuovo per la Terza Posizione.

ROMA - Gli scontri a Lhasa accendono ancora una volta i riflettori sulla dolorosa situazione del popolo del Tibet, sfiancato da mezzo secolo di occupazione cinese. Thupten Tenzin, presidente della comunità tibetana in Italia lancia l'allarme sul dramma che il suo Paese sta vivendo in queste ore.

La Cina cerca di non fare trapelare le informazioni dal Tibet, che cosa sta accadendo a Lhasa?
La situazione è estremamente grave. Ci sono scontri per le strade e già si contano i morti, i principali monasteri sono assediati dalle forze di polizia. Le proteste non avvengono solo nella capitale, però, ma si sono già estese anche a molti altri centri delle regioni orientali.

Come è nata questa grande mobilitazione del popolo tibetano?
È un movimento che ha avuto inizio martedì 10 marzo, 49esimo anniversario dell'insurrezione contro l'occupazione comunista cinese. Un gruppo di monaci è partito da Dharamsala, sede del governo tibetano in esilio in India, per la Marcia del ritorno in Tibet. L'idea, ispirandosi alla Marcia del sale di Gandhi, era quella di arrivare al confine con il Tibet, alla vigilia delle Olimpiadi. Invece, cento persone sono state arrestate dalla polizia indiana, ancor prima di arrivare a destinazione.

E a Lhasa, nel frattempo, che cosa è accaduto?
Contemporaneamente, nella capitale del Tibet, i monaci sono scesi in piazza, ma, anche lì, sono stati immediatamente arrestati. Dai monasteri ne sono arrivati altri, alcuni hanno iniziato lo sciopero della fame, che continuano tuttora. Sono di queste ore le terribili notizie di alcuni di loro che avrebbero tentato, perfino, di togliersi la vita. Intanto, però, ogni giorno è scesa più gente in piazza, per chiedere la liberazione dei religiosi arrestati. Ora anche i laici sfilano a fianco dei monaci e sembra proprio che il popolo tibetano abbia deciso di ribellarsi.

Alla fine anche la gente comune, dunque, sceglie di affiancare i monaci…
Si, e la reazione della Cina è stata, come sempre, durissima. Le notizie che arrivano sono molto preoccupanti. Nel 1989, le ultime grandi manifestazioni contro l'occupazione si conclusero con centinaia di morti e l'imposizione della legge marziale.

Sono passati quasi vent'anni, la Cina potrebbe scegliere una via diversa?
No. L'artefice della brutale repressione di allora fu proprio Hu Jintao, l'attuale presidente. Non ci sono dubbi, purtroppo, sulla violenza della reazione che sarà messa in atto. Pensoche verrà applicata presto la legge marziale e che il numero dei morti sarà destinato a salire.

Non ci sono speranze, dunque, per i tibetani?
Al contrario, il popolo è molto provato dopo cinquant'anni di occupazione e ha deciso di ribellarsi apertamente, quindi le speranze ci sono eccome. Dovete capire, per noi, è come avere dei ladri che sono entrati in casa nostra e che ora ci comandano…
Il problema è che ci sentiamo abbandonati dal mondo libero, che non sembra interessato a fare delle pressioni serie su Pechino perché allenti la morsa sul Tibet. La Cina usa ogni mezzo per ricattare, spaventare, blandire chi mostra solidarietà con noi. Bisognerebbe che l'Italia e l'Europa mettessero in agenda la soluzione della questione tibetana e che facessero sentire di più la loro voce. La popolazione è stanca, non ce la fa più a vivere senza diritti e senza libertà. Chiediamo davvero aiuto a tutti i Paesi liberi.

Che cosa si potrebbe fare in occasione delle Olimpiadi?
Le Olimpiadi rischiano di diventare un grande spot per il governo di Pechino. Lo sport dovrebbe simboleggiare pace, fratellanza, libertà. Che cosa c'entra la Cina con tutto questo? È una vergogna, per gli atleti, farsi premiare e ricevere le medaglie dai rappresentanti di questo governo brutale che nega i più elementari diritti umani.

Che cosa dovrebbero fare?
La cosa migliore sarebbe il boicottaggio, non andare ai Giochi. Ma, poiché questo è difficile che avvenga, bisognerebbe almeno avere il coraggio di criticare apertamente la politica cinese, proprio lì sotto gli occhi di tutto il mondo. La gente non sa che il governo di Pechino manda ogni giorno treni carichi di cinesi in Tibet, che tornano indietro vuoti per il 70 per cento. Il piano, perseguito negli anni, è quello di far diventare i tibetani una minoranza a casa loro. Si tratta di un vero e proprio genocidio culturale che tende a trasformare il nostro Paese in una grande Chinatown, distruggendo le nostre tradizioni, la nostra identità. Purtroppo è un piano che sta riuscendo e in molte aree del Paese siamo già una minoranza…

Avete in programma qualche azione di solidarietà al popolo tibetano anche in Italia?
Sì. Domani mattina, alle 11, faremo una manifestazione in piazza della Scala a Milano e invitiamo tutti coloro che hanno a cuore le sorti del Tibet a partecipare.

 

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