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August 2nd, 2008

BADANTE SENESE DENUNCIATA PER FURTO AGGRAVATO

Il personale della Stazione carabinieri di Sovicille (si), a seguito di attivita’ investigativa, denunciava in stato di liberta’ una 45/enne senese, operatrice sanitaria, poiché responsabile di furto aggravato di un carnet di assegni della banca “monte dei paschi dei siena”, nonche’ di monili in oro, per un valore complessivo di circa 7,000 €, ai danni di una anziana 94/enne che accudiva.

In particolare la citata operatrice, durante l’esercizio dell’attivita’ di badante presso l’abitazione dell’anziana si era impossessata in più circostanze indebitamente del predetto materiale che veniva rinvenuto dai militari operanti, a seguito di perquisizione domiciliare presso l’abitazione dell’operatice e successivamente restituito alla malcapitata.

 

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August 2nd, 2008

SIENA, TENTA DI RUBARE CELLULARI AL PRONTO SOCCORSO

SIENA - Al pronto soccorso per una visita specialistica, un uomo di 48 anni ha tentato di rubare due cellulari a una paziente ma è stato individuato e arrestato dagli agenti del posto di polizia dell’ospedale. È accaduto al al policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena.  I cellulari erano di una donna, anche lei in attesa di una visita specialistica. Per andare in bagno, la donna ha lasciato i telefonini incustoditi sulla barella, posta dietro un paravento, sulla quale era stata portata al pronto soccorso.  Rientrata nella stanza, la donna ha segnalato la scomparsa dei cellulari agli infermieri ed è stata avvertita la polizia.  Giunti sul posto, gli agenti hanno ascoltato le persone presenti nel locale e, dalle testimonianze, sono risaliti al presunto autore del furto che intanto si era spostato in un’altra stanza.  Avvicinato dagli agenti, il 48enne ha subito consegnato i due cellulari dicendo di averli trovati casualmente sulla poltrona dove era seduto in quel momento. Secondo quanto appreso dagli agenti, invece, l’uomo si era impossessato dei cellulari facendo un vero e proprio balzo dal proprio posto di attesa quando la donna è andata in bagno. L’arresto è stato convalidato e l’uomo sarà giudicato per direttissima lunedì mattina.

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August 2nd, 2008

SIENA: PERSEGUITA E MINACCIA IL SUO BENEFFATORE, ARRESTATO

SIENA - Personale della squadra mobile della questura, venerdì mattina, ha sottoposto a fermo di polizia giudiziaria un 53enne, originario della provincia di Livorno, senza fissa dimora, che da tempo aveva preso di mira un noto professionista senese sottoponendolo ad un vero e proprio tormento. Il professionista era infatti stato preso di mira da G.M., queste le iniziali della persona fermata, con vere e proprie azioni intimidatorie perché quest'ultimo, dopo aver beneficiato di alcune elargizioni di denaro a titolo di pura beneficenza, da qualche giorno si era visto ridurre i soldi. La riduzione della somma di denaro offerta ha fatto scattare in G.M. una violenta quanto ingiustificata reazione posta in essere con minacce di morte, molestie telefoniche, atti vandalici e tentativi di estorsione contro il suo benefattore. I primi episodi risalgono al maggio di quest'anno e, protratti nel tempo fino ad oggi, si sono concretizzati con continue richieste di denaro accompagnate da minacce dirette e telefoniche anche di morte, danneggiamenti all'autovettura e veri e propri tentativi di estorsione per convincere il citato professionista a "donare" una somma di denaro più consistente. L'uomo fermato dalla Polizia sottoponeva il malcapitato benefattore ad una vera e propria azione di "stalking" quotidiano, pedinando, molestando e perseguitando senza tregua il professionista, causando a lui ed la sua famiglia un profondo stato di prostrazione ed angoscia. L'escalation intimidatoria posta in essere dal G.M. con l'ultimo episodio in ordine di tempo (risalente alla notte scorsa con la rottura di un faro e la rigatura del parabrezza della vettura del malcapitato, ovviamente mirato a sfinire psicologicamente la parte offesa seriamente intimorita e preoccupata per la propria sicurezza), ha indotto gli uomini della Squadra Mobile ad intervenire in maniera risoluta rintracciando il persecutore e, dopo averlo sottoposto a fermo quale indiziato di delitto, accompagnandolo in carcere a disposizione della magistratura, mettendo così fine alla persecuzione.

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August 2nd, 2008

2 AGOSTO 1980-2 AGOSTO 2008: RIAPRIRE IL PROCESSO DI BOLOGNA

 

Bologna, 2 agosto 1980. Ero rientrato in Italia il primo agosto dopo un mese di ferie. Per me viaggio premio, per aver superato gli esami di terza media, in Thailandia e Singapore. Erano circa le 11 quando la televisione annunciava con edizioni straordinarie di una orrenda strage avvenuta alla stazione di Bologna. Poche ore dopo l’allora ministro dell’Interno, poi Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, annunciava agli italiani ed al mondo intero che si trattava di un attentato. E che questo attentato era di chiara marca fascista. Proprio come recita la scritta che ancora campeggia oggi nella sala d’aspetto alla stazione di Bologna.
Ancora con ricordi personali potrebbe dire giustamente qualcuno. Purtroppo non posso farne a meno perché la mia vita, privata, professionale e politica si intraccia continuamente con la storia di quell’Italia di cui, nel mio piccolo, a destra, sono stato un attore. Così come tanti altri militanti. Anni che hanno profondamente segnato il mio futuro e quello di tanti come me.
Nell’agosto di quel 1980 avevo quasi 14 anni, pochi si dirà, abbastanza invece per tutti coloro che in quegli anni cominciavano a fare politica. Da pochi mesi, infatti, avevo iniziato a frequentare quella destra extraparlamentare che fu poi travolta dagli eventi e dal sangue. Pochi mesi prima avevo partecipato ad alcune manifestazioni militanti di Terza Posizione. Avrei rivisto molti di quegli amici, al quale sono rimasto legato tutt’ora, soltanto 11 anni dopo. Tanti di loro furono arrestati nella ormai famosa retata del 23 settembre, scontando molti anni (5 se non ricordo male) di carcere preventivo per essere poi assolti per non aver commesso il fatto. Altri ancora erano riusciti a fuggire all’estero. Io mi salvai perché ero “troppo piccolo”. Sarebbe bastato 1 anno di più e probabilmente anche io avrei onorato le patrie galere della mia presenza. Ma il mio percorso non si interruppe. Mai. E 28 anni dopo sono qui a raccontare una storia che sembra lontana un secolo e che invece è solo dietro l’angolo.
Bologna travolse tutto e tutti. Fu l’epilogo tragico, anzi, l’inizio della fine di un intero mondo, di un intero ambiente militante (inutile fare distinzione di sigle o gruppi sarebbe stupido), di una intera generazione. Una generazione “votata al macello” come dice una canzone di Gabriele Marconi che stenta ancora oggi a riprendersi da quella croce di cui venne caricata. Una croce troppo grossa, troppo pesante, troppo ingiusta ed infame. Certo, alcuni hanno fatto strada, sono arrivati in Parlamento e nelle Istituzioni. Altri non ci sono più… Il tributo di sangue a quella guerra non dichiarata che furono gli Anni di piombo è stato elevato. Troppo. E troppo spesso voluto scientemente a tavolino da qualcuno che ha l’animo da puparo. Mangiafuoco d’altri tempi con l’unica differenza che questa non è una favola da raccontare ai bambini.
85 vittime che continuano ad essere senza giustizia nonostante la sentenza passata in giudicato per Francesca Mambro, Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini.
Una condanna infame ed ingiusta, una condanna di comodo fondata sul nulla. Una sentenza politica come il teorema accusatorio costruito piano piano negli anni, nei decenni. Un teorema, come dicevamo, costruito sul nulla. Niente prove, niente riscontri, testimonianze inascoltate, alterate, depistagli, morti strane e decisione dei giudici basate solo deduzioni. Servivano dei colpevoli per la strage più orrenda mai avvenuta in Italia. Sono stati trovati. Erano dei ragazzini. Certo, ragazzini che sparavano ed ammazzavano. Reati per cui hanno pagato e che mai hanno negato. Ma una strage è un’altra cosa…. Nessuno, soprattutto Ciavardini, all’epoca minorenne, arrestato insieme a Nanni De Angelis a Roma (Nanni morì suicida(to) il 5 ottobre 1980 nella cella in cui era stato rinchiuso dopo essere stato massacrato di botte durante l’arresto ed in Questura perché sospettato dell’omicidio del capitano della Digos Straullu), e considerato l’esecutore materiale della strage, colui che portò materialmente la bomba nella sala d’aspetto della stazione bolognese, avrebbe mai commesso un gesto del genere. Non rientrava e non rientra nella mentalità di un militante di destra, nemmeno di quelli che avevano scelto la lotta armata.
Oggi sono sempre di più quelli che chiedono una revisione del processo. Anche l’allora ministro Kossiga, quello con la k e le ss di hitleriana memoria, afferma che non sono loro gli esecutori e che ci sono cose mai dette. Ustica, la battaglia nei cieli siciliani per abbattere l’aereo di Gheddafi, il mig libico schiantatosi sulla Sila, le dichiarazioni (e le botte subite per non farle) dell’ex terrorista internazionale Carlos, la pista palestinese. Sono tante le cose che non quadrano in questa triste vicenda. In questo mistero italiano. Tante, troppe. Soprattutto perché ci sono delle persone accusate e condannate che non c’entrano nulla. Ed una di queste, Luigi, è ancora rinchiuso in carcere a scontare una condanna assurda. Sarebbe potuto scappare ancora Ciavardini, non lo ha mai fatto. Non lo ha voluto fare. “Io non scappo per una cosa che non ho fatto. Sono innocente e lo dimostrerò finché campo”, mi disse alcuni anni fa Luigi.
Oggi, a distanza di anni, nonostante sia ancora in carcere con l’unica accusa di aver vissuto in anni sbagliati, di essere stato attore di un film che altri hanno interpretato per lui, di aver vissuto qualcosa più grande di lui, non posso che dare ragione a Luigi. Io so che lui e gli altri sono innocenti. Io so che è tempo di mettere sul tavolo della giustizia la verità. Quella vera. Io so che il tempo della giustizia verrà. Soprattutto per quelle 85 innocenti vittime di uno Stato per troppo tempo colpevole, reticente ed insabbiatore.
E’ l’ora della verità. Una verità per cui tutti dobbiamo lottare. Per non lasciare solo Luigi Ciavardini, per dare giustizia a lui a Francesca a Valerio e, soprattutto, ai morti di Bologna e ai loro familiari.
2 agosto 1980 – 2 agosto 2008, per non dimenticare mai quello che fu lo Stato Italiano e quanto male fece agli italiani. Tutti.

Stefano Schiavi

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August 2nd, 2008

ANCHE RINO DEVE RIPOSARE, OGGI NIENTE NEWS

Rino Daus si scusa con i propri lettori, ma oggi nessuna news. Il buon Rino ha deciso di trascorrere ancora una giornata in famiglia per riposarsi e ritemprarsi dall'afa che sta attanagliando Siena. Le news su Siena, politica e attualità tornano domani.

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August 4, 2008

STRAGE DI BOLOGNA: LUIGI CIAVARDINI E' INNOCENTE

Molto spesso il 2 agosto, anniversario della efferata strage di Bologna, ci si sofferma soprattutto (e forse giustamente!) nel ricordare che la strage non è fascista, che Luigi Ciavardini (ed anche Francesca e Valerio) è innocente. Come ha recentemente scritto Stefano Schiavi in un articolo su Ladestranews “Bologna travolse tutto e tutti. Fu l’epilogo tragico, anzi, l’inizio della fine di un intero mondo, di un intero ambiente militante (inutile fare distinzione di sigle o gruppi sarebbe stupido), di una intera generazione.” Il 2 agosto è dunque una data infausta per il nostro “ambiente”, che ha sempre vissuto la condanna di Luigi come una condanna infame ed ingiusta, tanto da far dimenticare spesso che il 2 agosto del 1980 sono morte 85 persone innocenti! Pertanto il mio ricordo in questo momento è rivolto alle vittime. Ciò non toglie, però, che il mio pensiero è anche rivolto a Luigi, che in questo momento si trova in carcere a scontare una pena ingiusta. Perchè Luigi è innocente! Occorre ricordare che Luigi è stato coinvolto nella vicenda dalla testimonianza di Angelo Izzo, uno dei mostri del Circeo, arrestato nel 1975 per stupro e omicidio!!! Occorre inoltre ricordare che in tanti anni non è stata trovata alcuna prova schiacciante che potesse ricondurre a Luigi, non sono state ascoltate testimonianze importanti, mentre sono state ascoltate le testimonianze di persone come Angelo Izzo o Massimo Sparti, altro testimone chiave del processo (!): "Mio padre nella storia del processo di Bologna ha sempre mentito". A dirlo è il figlio di Massimo Sparti, Stefano!!! Ecco sulle testimonianze di queste persone si è basato il processo!!! Da ultimo anche il Presidente della Repubblica emerito, Francesco Cossiga, l’8 luglio scorso al “Corriere della Sera” dichiara (nuovamente) che la strage di Bologna sarebbe stata causata da un “incidente” avvenuto durante il trasporto di esplosivi da parte di terroristi mediorientali. Ebbene, la strage di Bologna non è fascista, pertanto occorre anche cancellare la scritta che campeggia sulla targa alla stazione di Bologna, così come occorre SUBITO riaprire il processo: è L’ora della Verita’! LUIGI CIAVARDINI E’ INNOCENTE!

Michele Arnoni

www.ladestrapiazzabologna.blogspot.com

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August 4, 2008

SIENA, ESTORSIONE E CALUNNIA: ARRESTATI CONIUGI

 

SIENA - Intorno alle ore 14.00 di sabato 2 agosto u.s. la squadra della Sezione Anticrimine del Commissariato di Polizia di Poggibonsi, diretto dal Vice Questore Aggiunto Mauro Mancini Proietti, in seguito ad un’intensa attività d’indagine, con appostamenti e pedinamenti, ha arrestato una coppia, R.C., italiano di  51 anni, e B.P., cittadina equadoregna di 49 anni, convivente e residente ad Arezzo, resasi responsabile di estorsione aggravata e calunnia nei confronti di  una cittadina di nazionalità peruviana di 43 anni,  residente a Poggibonsi.

In particolare i due malviventi avevano tentato più volte di farsi consegnare dalla donna 3000,00 euro, promettendole in cambio di ritirare una denuncia “fittizia” sporta da loro nei suoi confronti,  nonché  assicurandole di poterle impedire la propria espulsione dal territorio nazionale, attraverso amicizie influenti che sostenevano di avere tra le forze dell’ ordine.

Negli ultimi tempi l’italiano, che esercita l’attività di macellaio, avvalendosi della proprie attitudini professionali, aveva anche minacciato la peruviana di decapitarla, rappresentandole di avere tutti gli “arnesi” necessari allo scopo.

La straniera  a quel punto si era rivolta alla Polizia così che  gli agenti del Commissariato di Poggibonsi, d’ intesa con l’ Autorità Giudiziaria,  avevano avviato un’accurata  attività d’indagine.

Il 2 agosto dopo aver nuovamente richiesto denaro alla peruviana con un’ ultima telefonata, la coppia si è accordata per la consegna in  quello stesso giorno.

Gli estorsori, giunti a Poggibonsi si sono prima presentati presso il Commissariato per sporgere querela contro la vittima per presunte molestie, probabilmente al fine di crearsi un alibi, dopodiché si sono recati sul luogo dell’ appuntamento.

Gli investigatori della Sezione Anticrimine li hanno pedinati fino a via Trento ove la donna ha avvicinato la vittima, mentre il compagno aspettava in macchina, e si è fatta consegnare i “falsi” contanti,  appositamente forniti alla donna dagli agenti.

Una volta ricevuto il denaro si è allontanata a piedi, voltandosi più volte come per verificare di non essere seguita, fino alla stazione ove l’ attendeva il complice convivente. A questo punto gli investigatori li hanno fermati e, dopo averli perquisiti e aver rinvenuto nella borsetta di lei la somma estorta, li hanno tratti in arresto.

La donna è stata accompagnata alla casa circondariale femminile di Sollicciano a Firenze e l’uomo presso la casa circondariale di Siena.

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August 4, 2008

AGGREDITI TIFOSI DEL SIENA: ARRESTI E INDAGINI. VERGOGNA

 

SIENA - Doveva essere una tranquilla amichevole estiva, invece è finita un arresto e diversi contusi, a causa di vecchie rivalità tra tifoserie. È accaduto a Norcia dove alle 17 di oggi era in programma una partita di calcio, che è stata sospesa, tra Cosenza e Siena, entrambe in ritiro nella cittadina umbra. Poco prima del calcio d’inizio, intorno alle 16.30, decine di tifosi del Cosenza hanno fatto partire una violenta sassaiola nei confronti dei senesi. Secondo il racconto dei carabinieri di Norcia, intervenuti immediatamente per evitare il contatto tra gli ultras, i tifosi del Cosenza, all’arrivo dei militari, sono riusciti a fuggire a bordo delle proprie auto.  Un tifoso del Cosenza è stato fermato e arrestato sulla base delle nuove norme sulla violenza negli stadi. Mentre anche un carabiniere è rimasto ferito negli incidenti. Contusioni, invece, per un altro spettatore. Della vicenda si sta occupando la Procura di Spoleto.
I carabinieri di Norcia, con la collaborazione dei loro colleghi di Cosenza, stanno visionando foto e filmati degli incidenti avvenuti ieri pomeriggio nella città umbra prima dell’amichevole tra Siena e Cosenza che poi non è stata disputata. Negli incidenti era rimasto ferito alla fronte un tifoso del Siena, mentre un carabiniere era rimasto contuso. Dalle prime indagini è emerso che sono stati una trentina i sostenitori della squadra calabrese che dopo avere lanciato sassi, bastoni ed altri oggetti, alcuni con casco in testa, hanno cercato di raggiungere il settore del campo dove si trovavano più numerosi i tifosi toscani. Sei dei presunti aggressori erano stati fermati dai carabinieri mentre in auto, subito dopo gli incidenti, cercavano di allontanarsi da Norcia. Uno di questi è stato poi arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Gli altri cinque sono stati rilasciati dopo l’identificazione ma le indagini sulla loro posizione proseguono.
«Si è trattato di un gesto di pura inciviltà, per di più perchè premeditato e rivolto alla tifoseria più corretta d’Italia che, con tanti bambini e donne al seguito, aveva raggiunto il ritiro del Siena a Norcia per vivere una tranquilla domenica sportiva». Così il sindaco di Siena, Maurizio Cenni, stigmatizza l’aggressione dei tifosi cosentini a quelli del Siena avvenuto ieri pomeriggio a Norcia. Alle parole di Cenni si aggiungono quelle del presidente della provincia, Fabio Ceccherini: «Un fatto di gravità inaudita verso i tifosi del Siena, un’aggressione criminale e irresponsabile. Ritengo che le forze dell’ordine e la magistratura debbano dare una risposta esemplare e durissima contro i delinquenti. Agli sportivi senesi coinvolti esprimo la piena solidarietà». Solidarietà che viene ribadita anche dal sindaco che poi aggiunge: «I tifosi bianconeri avevano anche segnalato la pericolosità dell’amichevole contro il Cosenza in virtù di episodi che risalgono a qualche stagione fa. La tifoseria bianconera ha sempre dato il buon esempio, come confermano i riconoscimenti attribuiti per il tifo più corretto e per il fair play dimostrato su tutti i campi di tutta Italia nella stagione calcistica scorsa. La speranza - aggiunge il sindaco - è che finalmente anche altre tifoserie mettano da parte atteggiamenti indegni e interpretino il calcio esclusivamente come un momento di sana competizione sportiva».

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August 4, 2008

LA STORIA DI MUSSOLINI: DOCUMENTO INEDITO DI MOGLIE E FIGLIO

Da oggi, sul sito di Rino Daus, è possibile vedere, sentire e consultare la STORIA DI BENITO MUSSOLINI scritta da Vittorio Mussolini, figlio del Duce e a cui Rino era molto affezionato (è stato ricevuto più volte nella sua residenza di Forlì ed è stato testimone ai funerali) con la collaborazione della moglie di Mussolini, Donna Rachele. Un documento straordinario, inedito, bellissimo con la voce di due testimoni che hanno scritto la storia d'Italia, ma che purtroppo sono ormai deceduti. Sette video della durata di circa un'ora, per capire chi era ed è stato lo statista e l'uomo più grande d'Italia dopo Cesare Augusto.

Per facilitarvi nella consultazione è stato realizzato un album: andate nella sezione album, cliccate due volte sopra l'icona e in fila, dall'1 al 7 troverete i video in ordine cronologico.

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August 5, 2008

RINO DAUS A ROMA, NIENTE NEWS

Rino Daus, questa mattina è a Roma per motivi di lavoro e poi sarà a pranzo alla Camera dei Deputati. Dopodichè alle ore 14 assisterà alle dichiarazioni di voto sulla manovra economica. pertanto le news torneranno domani. Rino si scusa con i suoi lettori.

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August 6, 2008

SIENA, TENTATA VIOLENZA SESSUALE: LO PICCHIA COI TACCHI A SPILLO

SIENA - Ha messo in fuga il giovane che stava cercando di violentarla, colpendolo e ferendolo al volto con il tacco del sandalo. È quanto ha raccontato alla polizia, nei primi di luglio, una donna di 40 anni. Il fatto sarebbe avvenuto alla stazione di Poggibonsi. Dopo una serie di accertamenti, con l’accusa di violenza sessuale, la polizia ha denunciato un italiano di 24 anni. La donna ha raccontato che un giovane l’aveva seguita mentre attendeva il treno diretto a Siena, nella stazione di Poggibonsi. Attraversando il sottopasso, l’uomo l’aveva affiancata, appoggiandole una mano sulle parti intime e sul seno. Poi l’aveva spinta al muro, tentando di baciarla sul collo e, premendole il corpo contro, imitando l’atto sessuale. La donna era riuscita ad allontanarlo colpendo il giovane al volto, usando il tacco del sandalo che calzava. L’aggressore, ferito al volto, era fuggito. Le indagini della polizia hanno permesso di identificare il presunto autore della violenza, grazie al materiale di archivio su casi analoghi e a riscontri fotografici.

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August 6, 2008

FOLLIA A NORCIA: ARRESTI E CONDANNE

 

SIENA - Due persone sono state arrestate dai carabinieri, ad Amantea, nel cosentino, in relazione agli incidenti verificatisi a Norcia prima dell’amichevole Siena-Cosenza. Si tratta di Fabio Besaldo, di 38 anni, e Rocco Caruso, di 28, entrambi incensurati, tifosi del Cosenza. Per loro le accuse sono di lesioni aggravate, rissa e violazione della normativa sugli incidenti in occasione di avvenimenti sportivi. I due sono stati riconosciuti dai carabinieri di Amantea, dipendenti dalla Compagnia di Paola, nelle foto e nei filmati effettuati durante gli incidenti. I carabinieri, tra l’altro, dispongono di una foto che ritrae Caruso con una mazza in mano. Besaldo e Caruso sono stati portati nel carcere di Paola a disposizione del pm Berni Canani. Un altro tifoso di 37 anni, invece, è già stato condannato a 1 anno e 4 mesi di reclusione (pensa sospesa) e a 3 anni di Daspo.

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August 6, 2008

SIENA, SPIAVA LE CLIENTI IN BAGNO: DENUNCIATO ALBERGATORE

SIENA - Spiava le clienti attraverso un computer portatile collegato a una microcamera wireless installata nei bagni delle camere ma una turista americana di 28 anni ha scoperto il sistema e l’ha denunciato. L’uomo, 36 anni, titolare di un albergo a Siena, dovrà rispondere di interferenze illecite nella vita privata. Lo scorso 2 agosto l’americana ha raccontato alla polizia che mentre si guardava allo specchio del bagno della sua camera, si era accorta di uno strano luccichio proveniente da una piantina posta su una mensola e dopo averla spostata aveva scoperto la microcamera. A quel punto ha abbandonato la struttura e non trovando nessuno alla reception ha lasciato sul bancone le chiavi e il denaro relativo al periodo di soggiorno. Rintracciato dagli agenti, il titolare dell’albergo ha dichiarato che aveva acquistato su Internet il sistema di video-ripresa per controllare i clienti ma di averlo poi posizionato nei bagni perchè gli piaceva osservare le donne.  L’uomo ha anche raccontato di aver gettato nella spazzatura il sistema dopo aver intuito di essere stato scoperto. Sul suo computer gli investigatori hanno trovato alcuni brevi filmati di donne riprese nei bagni delle camere tra i quali anche quello che ritrae l’americana sotto la doccia. L’uomo ha garantito di non aver divulgati i video a terzi.

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August 6, 2008

SIENA, SALVATO CITTADINO EXTRACOMUNITARIO

Verso le ore 10,00 di questa mattina, presso gli uffici della Compagnia Carabinieri di Poggibonsi, si è recata una donna di origini Lituane, perché il figlio S.A., di anni, 31 circa, abitante in S. Gimignano, nel corso della notte non aveva fatto rientro a casa. L'uomo lavora in un noto ristorante di Poggibonsi.
Subito sono scattate le ricerche in tutta la Val d'Elsa. I Carabinieri si sono fatti spiegare la strada che il giovane percorre per tornare a casa ed hanno avviato indagini approfondite anche sulla vita privata dello stesso, temendo il peggio.
La vicenda si è risolta positivamente in quanto la pattuglia dei Carabinieri di San Gimignano ha trovato il giovane in via ex S.P.44 di San Lucchese, meglio nota come via della Fortezza Medicea.
I Carabinieri hanno ricostruito la vicenda ed hanno accertato che il giovane, verso le ore 01,30 circa di questa notte, dopo aver finito il turno di lavoro nel ristorante, a bordo del proprio ciclomotore, una Yamaha, nel rientrare in casa, per motivi ancora al centro delle investigazioni, ha perso il controllo del veicolo ed era finito in una scarpata della citata strada.
Lo stesso, quindi, è rimasto tutta la notte ferito, abbandonato a se stesso nella scarpata. In fatti, il giovane, seppur munito di telefono cellulare non era in grado di utilizzarlo a causa delle gravi ferite riportate nell'incidente stradale.
Subito i Carabinieri hanno richiesto l'intervento dell'ambulanza che ha trasportato l'infortunato presso l'ospedale " le Scotte " di Siena. I sanitari non hanno ancora sciolto la riserva.
L'attività ha portato il plauso della popolazione Valdelsana che ha visto i Suoi Carabinieri, sempre all'opera, per salvare una vita umana, e non solo per le richieste delle note vicende dei movimentati fine settimana.
 

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August 6, 2008

RINO DAUS FA I COMPLIMENTI AL COLONNELLO COLOZZA

SIENA - E stato promosso al grado di Tenente Colonnello il Maggiore dei Carabinieri Maurizio COLOZZA. La gratificazione giunge dopo 35 anni di carriera militare di cui 19 quale Ufficiale.
Originario di Roma, ha svolto una carriera ricca di soddisfazioni e di sedi di servizio importanti. Si ricorda l'attività in missione presso il comando NATO di SHAPE in Belgio, il Comando del Nucleo Operativo e Radiomobile e della Compagnia di Torre Annunziata (NA), in un'area caratterizzata eminentemente dalla lotta alla camorra. Nel 1994 giunge in provincia di Siena (con la moglie Patrizia ed i 3 figli), al comando della Compagnia di Poggibonsi e successivamente nel 2004 viene trasferito nel Capoluogo a reggere il Reparto Operativo del Comando Provinciale.
 

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August 6, 2008

STRAGE DI BOLOGNA: RINO VUOLE LUIGI CIAVARDINI LIBERO

CIAVARDINI LIBERO!

 
 
 

Ciavardini libero!

Luigi è innocente. La strage è antifascista: come ogni strage
 
 
 
 
 
 
 
 
 
28 anni fa la strage più efferata del dopoguerra in Italia. A ventisette anni di distanza non si è voluto scoprire nulla, solo offrire alle aule di tribunale un colpevole di comodo per fingere che la pratica sia chiusa. Mentre un innocente è prigioniero e sottoposto a un regime carcerario da capo mafia, le piste concrete continuano a non essere seguite. Non parliamo di quelle fornite da certa destra con mentalità partigiana ma di quelle davvero tangibili al di là di ogni fantasia. Così non sono stati mai interrogati i dirigenti dei servizi segreti che furono condannati per calunnia per aver deposto sul Taranto-Milano un borsone contenente lo STESSO esplosivo utilizzato per la strage di Bologna (il cui possesso doveva essere attribuito a “neofascisti”, ora di Avanguardia Nazionale, ora dei Nar, ora di Terza Poszione). Essi deposero QUELLO STESSO ESPLOSIVO PRIMA DI CONOSCERE GLI ESITI DELLA PERIZIA. COME SAPEVANO CHE ERA LO STESSO? Nessuno glielo ha mai chiesto. E mentre ci si perde in ipotesi da libro giallo, anche con vergognose ipotesi di coinvolgimento di militanti avversari dallo spirito combattente e dal comportamento lineare pur nell'accanimento antifascista (come Pifano) nessuno ha mai posto una seconda domanda: PERCHE' I SERVIZI ORGANIZZARONO IL DEPISTAGGIO TRE SETTIMANE PRIMA DELLA STRAGE? CHE SAPEVANO DI UNA STRAGE IMMINENTE? E COME FACEVANO A SAPERLO? Inoltre nessuno si è mai posto la briga di ripercorrere a ritroso la storia dello stragismo in Europa dal XIX secolo in poi; avrebbe scoperto che lo stragismo è il sugello del compromesso storico, del consociativismo, della Repubblica ANTIFASCISTA ed è, al contempo, l'arma più efficace per l'avanzamento strisciante del partito destabilizzatore del Mediterraneo dal 1967 al 1990, che tutto è tranne che un partito arabo. Tutto ciò era molto semplice da dedurre ma nessuno, davvero nessuno, ha voluto farlo. In troppi hanno preferito accontentarsi di risposte di comodo che rientravano negli schemi della politica per profani e che, cosa che non guasta, permettevano qualche inizio o qualche consolidamento di carriera all'ombra dei potenti. Sicché la battaglia per Luigi non ha trovato sponda reale, non è stata utile per lui e men che meno per la verità. Luigi è prigioniero, condannto da innocente, sequestrato dall'antifascismo degli altri e dal pavore  di molti “amici” che continueranno a lamentarsi – quando di tanto in tanto se ne ricorderanno – per la sua sorte ma che niente sono disposti a fare per lui se controcorrente. La verità è che Luigi è solo e che è stato strumentalizzato dai nostri sentimentalismi. In molti potranno raccontare ai nipoti di avre conosciuto una persona eccezionale che li ha messi a loro agio, una persona solare, armoniosa, tenace, pulita. Ebbene, Luigi ci ha dato tanto, ma cosa abbiamo dato noi a lui? Cosa gli stiamo dando? Ho paura che la risposta sia agghiacciante.
 
Articolo di Gabriele Adinolfi

 
 
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August 6, 2008

ALLE OLIMPIADI TIFIAMO CONTRO L'ITALIA

SIENA - "Per noi atleti la storia del boicottaggio è un argomento lontano". Lo afferma Francesca Piccinini, azzurra di punta dell’Italvolley. "Tra noi non abbiamo mai parlato di questa possibilità - dice - anche perchè non ci passa per la testa di perderci la cerimonia d’apertura dei Giochi,
che è sempre una cosa fantastica. Sono alla terza olimpiade e per me è sempre come la prima volta: essere alla manifestazione inaugurale è una grande emozione".

Questi, quindi, sono i rappresentanti dell'Italia nel Paese del Terrore Comunista dove solo lo 0,5% della popolazione può permettersi qualche soddisfazione mentre tutto il resto muore di fame e non conosce la libertà d'espressione. I fasti delle Olimpiadi, come testimoniato in un bel servizio giornalistico del Tg1, sono solo a discapito della popolazione.

Rino Daus, come già fatto per gli Europei di calcio, invita tutti i suoi lettori e gli italiani non sono a boicottare le olimpiadi in nome dell'anticomunismo e dell'indipendenza del Tibet, ma soprattutto a tifare contro l'italia. Rino Daus rimane allibito dalle parole di una persona insignificante come questa Piccinini che si definisce "atleta". Ella è l'esempio dell'italiano medio dei nostri giorni: pur di divertirsi sono pronti a tutto. La cultura del sacrificio e i valori del cameratismo sono sconosciuti.

W il Tibet libero, w l'indipendenza dei popoli, w il Nazionalsocialismo.

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August 6, 2008

SIENA, SVIZZERI DENUNCIATI PER POSSESSO DI ESPLOSIVI

 

SIENA - Le Volanti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, hanno denunciato 6 cittadini svizzeri trovati in possesso di un ingente quantitativo di artifizi pirotecnici, privi del certificato di omologazione, accesi, esplosi e  lanciati sull’asfalto, dalla propria autovettura, tra le auto in transito.

Nella sera del 4 agosto u.s., intorno alle ore 19:20, durante un servizio ordinario di controllo del territorio, mentre la Volante percorreva via Massetana Romana in direzione Colonna San Marco, ha udito chiaro il rumore di una deflagrazione riecheggiare nella valle sottostante.

Dopo aver arrestato la marcia cercando di individuare il luogo di provenienza dell’esplosione, gli agenti hanno visto transitare per la stessa strada un furgone rosso con targa svizzera con a bordo un gruppo di giovani che urlavano e ridevano.

A quel punto i poliziotti li hanno seguiti a breve distanza fino a che, all’altezza dell’intersezione tra via Massetana e la strada di Pescaia, li hanno visti lanciare sull’asfalto alcuni artifizi pirotecnici che scoppiavano tra le auto in transito provocando scintille e fumo.

Non appena si sono verificate le condizioni per non creare intralcio  e pericolo per la circolazione stradale  i poliziotti li hanno fermati e, con l’ausilio di un’altra volante inviata dalla Sala Operativa, li hanno identificati.

I sei giovani, tutti ventenni di nazionalità svizzera, si trovavano in stato di ebbrezza, ad eccezione del conducente, per abuso di bevande alcoliche, presenti in grande quantità a bordo dell’autovettura.

Gli agenti hanno perquisito il veicolo rinvenendo all’interno oltre 3000 artifizi pirotecnici, tra fumogeni, petardi ed altri oggetti esplodenti e scintillanti; nella parte posteriore del mezzo, dietro ai sedili, hanno inoltre notato che alcune scatole erano state fissate, in maniera artigianale, verosimilmente per utilizzarle come postazione di caricamento e di pronto impiego degli artifici.

A quel punto,  gli operatori hanno contattato i colleghi della Digos che, coordinati dal dirigente, Vice Questore Aggiunto Alessandra Belardini, hanno avviato i primi accertamenti.

I poliziotti hanno subito controllato i nominativi dei soggetti nella Banca Dati, allo scopo di verificare la loro provenienza, l’esistenza a loro carico di eventuali precedenti penali e di polizia e la loro pericolosità, per escludere o meno l’eventuale coinvolgimento o collegamento degli stessi con esponenti  del mondo antagonista.

L’approfondimento delle verifiche è stato determinato anche dalla provenienza, di nascita e residenza, dalla Svizzera dei giovani in quanto, nel corso delle identificazioni da parte della Digos durante recenti manifestazioni di protesta di area animalista, molti  contestatori erano risultati nati in Svizzera, anche se residenti nel Nord Italia.

Gli accertamenti sono stati effettuati con particolare attenzione, considerato l’avvicinarsi della carriera del “Palio”.

La successiva attività info – investigativa ha escluso peraltro ogni collegamento  con gli ambienti delle aree citate, anche in considerazione dell’evidente stato di ebbrezza degli stessi che fa presumere lo spirito puramente goliardico dell’accaduto.

Il possesso dell’ingente quantitativo di artifizi sarebbe verosimilmente collegabile alla Festa Nazionale Svizzera che viene celebrata ogni anno,  il primo di agosto, con spettacoli pirotecnici.

 

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August 7, 2008

DISERTARE LE OLIMPIADI: RINO PLAUDE A MELONI E GASPARRI

SIENA - Un appello a disertare la cerimonia di apertura dei Giochi e scoppia la polemica. La politica non entri nello sport, protestano da Pechino gli imbecilli azzurri (che non rappresentano la vera Italia, ma solo questa schifezza di Repubblica nata dall’occupazione anglo-americana appoggiata dai banditi, mascalzoni, assassini, poveri e negletti di partigiani di merda) che bocciano senza appello l’invito del ministro della Gioventù, la camerata Giorgia Meloni e del presidente dei senatori del Pdl, l’ex camerata (ma oggi finalmente tornato al suo neofascismo anni ’80) Maurizio Gasparri a compiere un «gesto forte» in favore dei diritti umani in Cina. Richiesta respinta anche dai leccaculo del Cio che la definisce «deplorevole» e che spacca anche il governo. Ad accendere la miccia è Gasparri che chiede agli atleti di prendere ad esempio «il gesto della tedesca Imke Duplitzer», che a suo dire avrebbe annunciato di non prendere parte alla cerimonia inaugurale dei Giochi. La notizia non trova conferma, ma il concetto politico è ugualmente forte. Un gesto, aggiunge il capogruppo del Pdl in Senato, «per protestare contro il mancato rispetto dei diritti umani in Cina» che dovrebbe essere di «stimolo per tutti gli atleti, compresi quelli italiani» perchè «anche con queste manifestazioni si può esprimere sostegno e solidarietà». Poco dopo è un ministro del governo a rincarare la dose, invitando esplicitamente gli azzurri a non andare alla cerimonia dell’otto agosto. «Dagli atleti serve un gesto forte ed in questo senso anche disertare l’inaugurazione sarebbe un segnale importante da dare, visto che il problema dei diritti in Cina sembra ormai caduto nel dimenticatoio», rilancia la Meloni.  Nel ricordare che tutti, atleti e tifosi, hanno la «responsabilità di rappresentare una democrazia che si basa su principi fondanti», il ministro di An sottolinea che «il presupposto di questi Giochi era proprio quello di cercare di chiedere con maggiore forza alla Cina passi avanti in materia di diritti umani e civili». Invece, conclude, «non si è mosso nulla ed anzi il problema sembra del tutto dimenticato». Le polemiche montano in un attimo. Anche all’interno della stessa maggioranza: il presidente della Camera, l'infame, traditore e Badogliano Gianfranco Fini, frena, sottolineando che «il boicottaggio non raggiunge l’obiettivo che ci si prefigge»; mentre il ministro degli Esteri, il riciclato, pretaccio Franco Frattini chiede di «non politicizzare» i Giochi e quello del Federalismo Umberto Bossi giudica «ipocrite» le parole dei colleghi della maggioranza. Ma è da Pechino che arrivano le reazioni più dure. In primo luogo dal Cio: «Deploriamo ogni invito rivolto agli atleti affinchè non prendano parte all’inaugurazione dei Giochi olimpici», è la reazione del Comitato olimpico internazionale attraverso la sua portavoce, Emmanuelle Moreau, nota nulla facente. «Le sole persone che potrebbero essere colpite da una simile decisione - aggiunge - sono gli atleti che da sempre sognano di partecipare a questo straordinario evento». Ma sono soprattutto gli azzurri a reagire. E la loro risposta è durissima. Il Ct della nazionale maschile di pallavolo: ’Mi offendo quando un politico parla di sport.  Perchè certi gesti dimostrativi non li fanno loro o non li chiedono ad altri? Perchè sempre a noi sportivi?«, si domanda Andrea Anastasi, che di domande non dovrebbe porsele nessuna, semmai spiegare quale politico lo ha spinto nel ruolo di Ct, lui un leccaculo di merda, elemosinaro. Anche il TERRONE Roberto Cammarelle scarta l’idea di non essere all’inaugurazione. “Disertare la cerimonia d’apertura?  Non ci penso proprio”, dice il campione del mondo dei supermassimi e grande favorito per l’oro di Pechino (noi tifiamo contro di lui, primo perchè Terrone, secondo perchè Italiano, terzo perchè ci sta sul culo quel cognome da Zulù). “Non sono qui solo per tentare di vincere - aggiunge il poliziotto che l’anno scorso vinse il titolo iridato a Chicago, però non va a rischiare la vita come tutti i poliziotti, questo infame terrone -, ma anche per partecipare alla cerimonia d’apertura. Alle Olimpiadi è un momento molto importante, e io voglio assolutamente esserci”.
Rino Daus spera sempre nell’ingegno dei camerati musulmani.

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August 7, 2008

CAMERATI: L'8 AGOSTO TUTTI IN PIAZZA PER IL TIBET

Gioventù Italiana, movimento giovanile de La Destra, venerdì 8 agosto scenderà in piazza a Roma in una manifestazione nazionale per il Tibet Libero.
Lo annuncia Luca Lorenzi a nome di tutta la dirigenza di Gioventù Italiana. La manifestazione sarà in concomitanza con la Cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Pechino e il ritrovo è fissato per le ore 15 a Largo dei Lombardi, su Via del Corso, nel cuore della Capitale.
"Saremo tantissimi – spiega Lorenzi - per protestare contro la Cina comunista e per chiedere che la nostra nazionale partecipi alla manifestazione olimpica non con il tricolore ma con la bandiera del Coni, in segno di protesta contro le violazioni dei diritti umani perpetrati da decenni dalla dittatura cinese. Alla manifestazione parteciperanno anche i dirigenti nazionali de La Destra".
"Esistono tragedie e comportamenti di fronte alle quali chi crede ancora di poter cambiare il mondo non può permettersi di assistere immobile!" sottolineano Aimone Ferrario Bonanni e Francesco Ciccone, ideatori dell’iniziativa "Stop Cina! Free Tibet, Free Europe", che aggiungono: "Non possiamo esimerci dal sentirci vicini alla sofferenza del popolo tibetano e dall’affiancarla a quella di chi nel nostro Paese è costretto alla soglia della povertà da uno stipendio da fame o da un licenziamento. Situazioni molto diverse, ma originate dalla stessa sprezzante violenza e ignoranza di quelle regole di rispetto per l’uomo e per i popoli che dovrebbero rappresentare le fondamenta di qualunque Stato. Ed è questa diversità congenita che ci impedisce di accettare questi Giochi Olimpici. Lo sport può e deve avvicinare e unire, serve a riscoprire una radice di valori comuni. Laddove questa radice non esiste, una manifestazione sportiva come le Olimpiadi perde il suo senso e rimane solo una vuota scatola pubblicitaria al servizio degli interessi di legittimazione e sdoganamento di un regime criminale".
"Di fronte ai recenti accadimenti in Tibet e alle proposte di boicottaggio che alcuni esponenti della società, del mondo sportivo o politico hanno avanzato – continuano Bonanni e Ciccone - si è levata una serie di voci contrarie, in nome degli ideali Olimpici, della non politicizzazione della manifestazione dei cinque cerchi. Un coro di 'the show must go on' che facilmente si impone di fronte al silenzio della stampa sul problema Tibet e alle timide voci dei principali esponenti politici. Ma quale show, quale spettacolo deve continuare? Quello dei massacri della popolazione tibetana che rivendica la propria indipendenza, violentemente usurpata e negata dalla Cina comunista fin dal 1949? Quello della carcerazione di oltre mille oppositori politici protagonisti delle manifestazioni di piazza duramente represse dalla Polizia cinese? Oppure a continuare deve essere lo show dell’Occidente, schiavo della volontà di dominio mondiale della Cina capital-comunista che sta riuscendo a farci calpestare gli ideali su cui si fondano le nostre democrazie?".
"Non è pensabile che le Federazioni boicottino le Olimpiadi? Allora chiediamo che tutte le Società che sponsorizzano la manifestazione o che grazie ad essa beneficeranno di lucrosi ricavi (pensiamo alle concessionarie pubblicitarie di tv e carta stampata…) devolvano una quota a sostegno del Tibet e della sua lotta non violenta per l’indipendenza. Gesto concreto che varrebbe forse più di mille parole. Combattiamo questa battaglia perché è la nostra battaglia, quella per la libertà dei popoli e per la difesa dei nostri valori. Se chi ha nelle mani i fili del potere ha timore di schierarsi pubblicamente contro il colosso cinese, noi non possiamo certo abbassare la testa e tacere, Noi non vogliamo renderci complici di un tale gioco, Noi non guarderemo le Olimpiadi" concludono i promotori dell’iniziativa.

 

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