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April 1st, 2008

SIENA: ASSALTO A FURGONE PORTA VALORI

SIENA - Questa mattina un commando composto da circa otto persone ha assalito un furgone portavalori nel senese.
I malviventi hanno esploso alcuni colpi di Kalashnikov riuscendo a portare via un bottino di oltre 600mila euro. Da quanto si è appreso da fonti
investigative, sembra che il commando fosse composto da sardi. Il commando ha bloccato il furgone blindato con tre mezzi, ovvero con una Fiat
Punto, un Nissan Payero ed un furgone, ritrovati successivamente dalla Polizia completamente bruciati. I rapinatori hanno sparato contro il parabrezza
del furgone blindato per fermarlo.

 Secondo quanto hanno riferito le fonti investigative, sembra che questo sia lo stesso modus operandi usato in un’altra rapina avvenuta lo scorso 7
gennaio, nella zona di Grosseto. In quell’occasione fu uccisa anche una guardia giurata. Gli inquirenti stanno puntando il dito sulla ’Primula rossà delle
rapine ai furgoni portavalori in Toscana, Liguria, Umbria ed Emilia Romagna, con a capo Raffaele Arzu. Questo pregiudicato, fanno sapere gli
investigatori, è inserito nella lista dei trenta latitanti più pericolosi. Sul caso stanno indagando gli uomini della Squadra mobile di Firenze e di Siena e la
Polizia scientifica.

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April 1st, 2008

SIENA: MAXISEQUESTRO DI GRATTA E VINCI FALSI

SIENA - La Guardia di Finanza di Poggibonsi, vicino Siena, nell’ambito di un vasta attività di monitoraggio estesa a tutto il territorio della provincia a tutela delle
disposizioni in materia di «lotterie nazionali ad estrazione istantanea» e «manifestazioni a premio», ha effettuato numerosi interventi nei confronti di
attività commerciali della Valdelsa: sono stati sequestrati oltre mille tagliandi irregolari rinvenuti in due bar di Poggibonsi. I biglietti, riconducibili a
concorsi a premio riprodotti con il meccanismo del ’Gratta a vincì, erano privi dell’autorizzazione dell’amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato.

L’intero ammontare dei biglietti venduti ha un valore complessivo alla vendita pari a circa 1.600.000 euro: l’operazione, oltre all’ingente sequestro degli
irregolari Gratta e vinci, ha portato alla denuncia a piede libero di 17 persone per i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato, frode in commercio ed
esercizio abusivo di attività di giuoco o di scommessa.

I tagliandi sequestrati erano venduti, accanto a quelli legali, a prezzi che variavano da 1 a 5 euro ed il raggiro avrebbe portato ad un mancato introito da
parte dell’erario nazionale quantificabile in almeno 370.000 euro.

Sono in corso ulteriori accertamenti anche sotto il profilo finanziario, per sottoporre a tassazione tutti i proventi derivanti dall’illecito giro d’affari.

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April 1st, 2008

UN OMAGGIO A TUTTI I LETTORI DI RINO DAUS

SIENA - Rino Daus è riuscito a trovare una grande, bellissima e originale testimonianza sul Fascismo e Benito Mussolini. E' stata realizzata molti anni fa da Vittorio Mussolini, primogenito del Duce. Una bella opera, in video, per raccontare il padre attraverso le parole della mamma, Donna Rachele Guidi, moglie di Mussolini.

Rino Daus ha deciso di pubblicare integralmente il video quale omaggio ai lettori del blog, ma anche per rendere giustizia al più importante statista che l'impero Romano abbia avuto dopo Giulio Cesare. Si tratta di una storia a puntate, di 7 video che saranno inseriti in questo sito nei prossimi giorni a cadenza settimanale.

Alla famiglia Mussolini, in particolar modo alla memoria di Vittorio Mussolini e alla gentilissima moglie, i ringraziamenti di Rino Daus che rinnova la propria vicinanza spirituale.

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April 1st, 2008

VIA I MENDICANTI: SIENA SEGUA L'ESEMPIO DI FIRENZE

Firenze dice basta ai mendicanti. Dopo la dura battaglia contro i lavavetri, praticamente scomparsi dalla città, gli amministratori di Palazzo Vecchio (guidato dal centrosinistra) hanno deciso di scrivere un nuovo regolamento della polizia municipale per arginare il fenomeno della questua. "L'accattonaggio non è un reato - ha spiegato l'assessore comunale alla sicurezza Graziano Cioni - ma i mendicanti distesi per terra sono un grave ostacolo ai pedoni".

 

"Non stiamo pensando a un'ordinanza, come quella che ha bloccato i lavavetri - prosegue l'assessore - , ma a un nuovo regolamento della polizia municipale che preveda anche nuove norme sul fenomeno e che dovrà poi essere approvata dal Consiglio". Cioni non parla apertamente di racket dell'elemosina, ma fa intuire che dietro al fenomeno qualcosa ci sia.

"Quando vediamo questi mendicanti stesi tutto il giorno nelle strade principali del centro storico - dice l'assessore - pensiamo quantomeno a uno sfruttamento ignobile: l'accattonaggio individuale è una cosa, ma le sue forme organizzate sono una storia diversa". Il nuovo regolamento, quindi "dovrà prevedere delle modalità per contrastare chi chiede l'elemosina intralciando i pedoni". Nel nuovo regolamento ci saranno anche altre misure.  "Vorremmo proibire ai turisti - ha spiegato Cioni - di toccare la porta del Battistero. Sono norme di convivenza civile in una città che vuole essere civile".

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April 1st, 2008

LE INDICAZIONI DI VOTO SOLTANTO VENERDI'

SIENA - Rino Daus si scusa con i propri lettori, ma solo venerdì sarà pubblicata l'indicazione di voto per le elezioni politiche 2008. Ciò è dovuto ad una richiesta esplicita da parte di alcune forze politiche di centrodestra che hanno chiesto un incontro proprio a Rino Daus.

Pertanto, la correttezza morale che contraddistingue il buon Rino, lo ha portato a posticipare la pubblicazione ormai ufficiale delle sue scelte.

Venerdì sarà pubblicato, nello spazio video, anche il filmato dei candidati che Rino Daus ha deciso di appoggiare in questa tornata elettorale.

Ad majora

 

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April 2nd, 2008

MONTALCINO: DENUNCIATO UN MAROCCHINO AMBULANTE

Continuano i controlli ad ampio raggio del territorio da parte dei Carabinieri di Montalcino e, proprio nel corso di tali controlli, nella matttinata odierna, veniva deferito in stato di libertà E.M.E., 22enne marocchino, munito di regolare permesso di soggiorno, residente in Siena.

Nel corso di un servizio di pattuglia nel centro abitato Ilcinese, l’attenzione dei militari si appuntava su un giovane magrebino che, con fare sospetto, avvicinava alcuni passanti, per lo più turisti, offrendogli accessori e capi d’abbigliamento.

Insospettitisi da tale atteggiamento, i militari procedevano al controllo e, nel corso dello  stesso, rinvenivano all’interno di un borsone cinture, portafogli, e svariati capi di abbigliamento con marchi contraffatti di note case di moda italiane ed estere.

A questo punto il suddetto veniva condotto in caserma per ulteriori accertamenti e, nel corso della perquisizione effettuata al veicolo di proprietà dello stesso, venivano rinvenuti e sottoposti a sequestro ulteriori capi di abbigliamento e scarpe con marchi contraffatti.

 A questo punto il suddetto veniva deferito in stato di libertà per commercio di prodotti contraffatti e ricettazione.

La merce in suo possesso, sotttoposta a sequestro, è stata stimata avere un valore conmmerciale di oltre 5.000 euro.

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April 2nd, 2008

FAI: VISITA STRAORDINARIA A PALAZZO SANSEDONI DI SIENA

SIENA - Il 5 e il 6 aprile il FAI, benemerita Fondazione per la tutela del patrimonio artistico e paesaggistico italiano, organizza a livello nazionale la 16ª Giornata di Primavera tesa a scoprire o a riscoprire monumenti importanti ma di norma difficilmente visitabili.

La Delegazione FAI di Siena ha trovato nella Fondazione Monte dei Paschi, sempre attenta a sostenere gli eventi culturali, una collaborazione felicissima che ha permesso la realizzazione proposta dal FAI di un evento mai accaduto prima. Infatti la Fondazione stessa aprirà al pubblico la sua storica sede di Palazzo Sansedoni per il giorno domenica 6 aprile.

«Ben volentieri – rileva il presidente della Fondazione Monte dei Paschi, Gabriello Mancini – abbiamo accolto la proposta dei responsabili del Fai di aprire le porte di palazzo Sansedoni alle visite. Un’occasione per rinsaldare ancora di più il legame con la città mostrando locali ed opere che a causa delle esigenze di operatività della nostra istituzione purtroppo sono raramente fruibili».

Dalle ore 10 alle ore 18 lo splendido Palazzo affacciato su Piazza del Campo (ingresso da Banchi di Sotto, 34) sarà visitabile nella sua parte monumentale a gruppi di persone condotte da guide molto speciali: gli alunni della Classe III A di Architettura dell’Istituto Statale d’Arte “Duccio di Buoninsegna” e delle Classi V A, B e C della Scuola Elementare “Giovanni Duprè” di Siena. Queste scuole infatti hanno aderito in maniera entusiastica alla proposta del FAI di Siena di partecipare attivamente alla Giornata di Primavera realizzando così il progetto fondamentale dell’Associazione di sensibilizzare i giovanissimi verso la tutela del patrimonio artistico nazionale. I bambini più piccoli avranno il compito di illustrare ciascuno una piccola sezione della visita, mentre i più grandi sovrintenderanno. Ci sarà la possibilità di visitare il Palazzo Sansedoni anche per i sordomuti, il servizio di interpretariato è a cura della Dott sa.  Rita Sala (ore 11.12,ore 15-16).

Il Palazzo Sansedoni rappresenta un episodio di eccezionale rilievo nel contesto artistico e architettonico di Siena. La facciata su Piazza del Campo è fra le più rappresentative espressioni di quella corrente gotica dell’età barocca che non poco peso ha avuto per l’immagine medievale della Siena di oggi. Gli ambienti interni furono rinnovati nel XVII e XVIII secolo da alcuni dei maggiori artisti del tempo, con una magnificenza che ha pochi riscontri nella città. Un ulteriore e definitivo restauro è stato effettuato da parte della Fondazione MPS, con intervento che è terminato nel 2004.

 

Dal giorno precedente, sabato 5 aprile con prosecuzione la domenica, sempre nell’ambito della Giornata di Primavera, il FAI ha coinvolto il Borgo di Sarteano in provincia di Siena, che aprirà alcuni dei suoi più interessanti monumenti. Saranno visitabili la Rocca quattrocentesca, il Museo civico archeologico nel Palazzo Gabrielli, contenente le ampie collezioni provenienti dai recenti scavi realizzati nel territorio limitrofo ricco di necropoli etrusche e di vestigia preistoriche (fra tutte spicca la famosa Tomba della quadriga infernale del IV sec. a. C.), e il delizioso, settecentesco Teatro Comunale degli Arrischianti. All’interno di quest’ultimo, sabato 5 aprile alle ore 18 i visitatori potranno ascoltare un concerto offerto dalla Scuola di Musica di Fiesole (previa prenotazione al numero 0578.269217 dalle ore 9 alle ore 13).

 

Negli stessi giorni a San Gimignano sarà aperto un altro Bene recentemente donato al FAI: la Casa Torre Campatelli, fra le più antiche della cittadina, nel cuore del centro storico.

 

Mecenati per un giorno  mecenati per tutto l’anno: questa è la proposta del FAI, diventare mecenati per l’Arte offrendo un contributo o iscrivendosi al FAI. Sarà possibile sia a Siena che a Sarteano che a San Gimignano, Per informazioni sulle aperture: 0141 720850 o www.fondoambiente.it

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April 2nd, 2008

BASKET: SIENA VEDE LO STORICO TRAGUARDO DI MADRID

SIENA - Un parziale di 15-2 tra il terzo e il quarto periodo dà alla Montepaschi l’impulso decisivo per vincere la gara di andata dei quarti di finale di Eurolega coi turchi del Fenerbahce Ulker.
 I turchi rimangono a lungo attaccati alla partita, pur nella giornata difficile del loro giocatore di riferimento Will Solomon, dapprima grazie al grande inizio al tiro da tre (7/9 nel primo quarto e mezzo di gara) poi bloccando l’attacco senese con una zona che tiene a secco i padroni di casa per quattro minuti.
 Sono i due frangenti in cui il Fenerbahce mette la testa avanti e impedisce il monologo a una Montepaschi che, aggressiva con i propri lunghi, aveva prima pagato con qualche fallo iniziale di troppo dei suoi centri Eze e Lavrinovic, poi però ha capitalizzato con importanti recuperi difensivi. Così Siena aveva costruito il 27-20 al 14’, prima della sfuriata da tre di Mrsic e Kinsey (12-2 di parziale) che ha dato al 17’ il vantaggio 29-32 al Fenerbahce.
 Capace con Lavrinovic di rimettere la gara sui propri binari al ritorno dagli spogliatoi (46-40 al 23’) la Montepaschi si blocca però contro il passaggio a zona dei turchi: per quattro minuti non segna dal campo e il Fenerbahce ne approfitta di nuovo per andare 46-49 al 27’. Siena si blocca perchè il tiro da tre non le entra, o almeno Š così prima di sbloccarsi: succede con le quattro triple tra la fine del terzo e l’inizio del quarto periodo, tra cui una di McIntyre che fin lì aveva tirato e sbagliato cinque tiri da tre. Qui Siena costruisce il parziale di 15-2 nei cinque minuti in cui il Fenerbahce non segna canestri su azione: 61-51 al 32’. Sulla tripla di McIntyre del 68-57 Siena comincia a spegnere il motore, vedendo rientrare i turchi fino a -4 nell’ultimo minuto, ma il primo punto dei quarti di finale è della Montepaschi: coach Pianigiani ha battuto il maestro Tanjevic. Il grande sogno di madrid è più vicino. Domani la sfida, forse, decisiva.

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April 2nd, 2008

NON FATEVI INGANNARE: GIORNALISTI VUOL DIRE DISOCCUPATI

SIENA - Apprendiamo da un articolo apparso nel sito del quotidiano l'Unità ( http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=74150 ) che il neopresidente del sindacato unitario dei giornalisti italiani, Roberto Natale, approva la linea scellerata dell'Ordine dei giornalisti il quale, negli ultimi anni, ha autorizzato il proliferare di scuole di giornalismo con praticantato incluso in tutta Italia. A Natale fa eco il presidente nazionale dell'Ordine, Lorenzo Del Boca: "l'Ordine già da anni insiste sulle scuole di giornalismo, che devono essere una fucina teorica ma anche pratica". Spiace dover rilevare che Natale, anziché fornire al quotidiano l'Unità i dati sugli iscritti negli elenchi Fieg- Fnsi dei disoccupati e rilasciare dichiarazioni su come il sindacato intenda risolvere il problema di migliaia colleghi senza lavoro e precari, plauda a un metodo di accesso alla professione che ha falsato sensibilmente il mercato del lavoro giornalistico. E suscita sconcerto la pervicacia con cui l'Ordine insiste in quella che appare, con ogni evidenza, una violazione della legge professionale: l'ipotesi dell'equiparabilità della frequenza di una scuola e della pratica in redazione fu scartata dal legislatore, come si evince dai lavori preparatori della legge 69 del 1963.  Il praticantato, quindi, deve essere svolto in una vera redazione e retribuito, e non nelle testate all'uopo fondate dagli istituti di formazione. Invece, l'Ordine ammette all'esame di Stato centinaia di praticanti inoccupati provenienti dai corsi di giornalismo riconosciuti, con gravi ripercussioni nel mercato del lavoro. Inoltre, la formula dello stage non retribuito, previsto per gli allievi delle scuole nei mesi estivi, vanifica strumenti per il riassorbimento come i contratti di sostituzione che, per contratto, "devono riguardare prioritariamente i giornalisti disoccupati" (art.3 del Cnlg), configurando così una sorta di concorrenza sleale ai danni dei colleghi che tentano di rientrare nelle redazioni. Il Coordinamento nazionale giornalisti disoccupati e precari ricorda ai colleghi che il cosiddetto "decreto Siliquini", varato durante il governo Berlusconi per consentire l'accesso all'esame di Stato anche agli allievi dei corsi di giornalismo, è stato prima censurato dal Consiglio di stato e poi ritirato dal governo Prodi. Di conseguenza, non essendo state approvate modifiche alle regole per l'accesso alla professione (che comunque spettano al Parlamento), a Del Boca è bene ricordare i compiti attribuiti all'Ordine dei giornalisti dalle norme del 1963, tutt'ora in vigore: controllo dei requisiti per l'accesso alla professione stabiliti dalla legge, tenuta degli elenchi e disciplina degli iscritti. Punto. La legge non consente all'Ordine di decidere requisiti diversi per l'ammissione all'esame di Stato, tanto meno di accettare alla prova praticanti provenienti dalle scuole.  A Natale, infine, ricordiamo che alla Fnsi spetta prioritariamente "la tutela morale, professionale e materiale della categoria". Avallando l'accesso alla professione attraverso canali impropri di potenziali giornalisti inoccupati, il sindacato dei giornalisti va contro i propri compiti statutari e contro gli interessi morali, professionali e materiali di migliaia di colleghi in difficoltà.

Non fatevi ingannare. Le scuole di giornalismo hanno costi esagerati (a Siena, quella dell’Università, 10mila euro in 2 anni) e poi rimanete disoccupati.

Coordinamento nazionale giornalisti disoccupati e precari http://giornalistidisoccupati.blog.tiscali.it/

Il blog del Coordinamento nazionale giornalisti disoccupati e precari:  http://giornalistidisoccupati.blog.tiscali.it/

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April 2nd, 2008

GOLPE COMUNISTA: LE ELEZIONI POTREBBERO ESSERE RINVIATE

La riammissione della Dc di Giuseppe Pizza, decisa martedì dal Consiglio di Stato, potrebbe comportare un rinvio della data delle elezioni. Lo afferma il ministro Giuliano Amato che ammette: "E' una procedura che può avere tempi indefiniti". La decisione finale "spetta a chi ha fissato la data delle elezioni, quindi a governo e capo dello Stato". Pizza chiede di fare campagna elettorale negli stessi tempi dei suoi avversari, ossia trenta giorni. Ma non c'è dubbio che se questo avverrà si tratterà di un golpe comunista di cui i fantocci Prodi e il comunista Napoletano se ne assumeranno tutte le responsabilità. In questo Paese vogliono far di tutto per mantenere il potere i biechi cattocomunisti. All'Armi, All'Armi.

Il ministro ha spiegato ancora che "è possibile che sul caso si innesti un regolamento di giurisdizione da parte della Cassazione per valutare se i tribunali amministrativi sono o no competenti a intervenire nel procedimento elettorale". Insomma, ha ribadito Amato, "se la cosa rimane su questi binari, io non escludo che il risultato a cui porti sia intanto il rinvio delle elezioni".

La Dc rilancia
"L'ordinanza del Consiglio di Stato sull'ammissione della Dc alle liste elettorali, pone in evidenza la responsabilità esclusiva del Ministero degli Interni che, con decisione inquietante e in aperta violazione di numerosi provvedimenti dei giudici amministrativi, che avevano accertato la non confondibilita' tra i simboli della Dc e dell'Udc, ha escluso le liste della Dc dalla competizione elettorale". Lo afferma il partito dello scudocrociato in una nota. " Si e' trattato -continua Del Mese- di un'arbitraria decisione amministrativa e di insensibilita' politica da parte del Ministro degli Interni piu' volte da me sollecitato, anche per iscritto, per un incontro chiarificatore, sempre disatteso, al fine di evitare le conseguenze dell'ordinanza del Consiglio di Stato che crea problemi organizzativi e politici anche ai fini del rispetto della par condicio per tutti i partecipanti alla competizione elettorale".

La Dc di Pizza era stata esclusa perché il suo simbolo era troppo simile a quello dell'Udc.

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April 2nd, 2008

DANIELA SANTANCHE' A SIENA

SIENA - La notizia deve essere ufficializzata, ma domani o dopo domani la leader Daniela Santanchè, per cui tutti i lettori di Rino Daus sono gentilmente invitati a votare, sarà a Siena.

Un modo per ascoltarla con attenzione.

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April 2nd, 2008

SIENA: AUMENTO CAPITALE PER AEROPORTO: SARA' MODERNO

SIENA - I soci della società che gestisce l’aeroporto di Ampugnano hanno aderito oggi
all’aumento di capitale da 20 milioni di euro necessario
all’ammodernamento dello scalo senese. Ha aderito anche il fondo
Galaxy per il 70 per cento della somma, circa 12 milioni di euro,
mentre i restanti otto milioni sono stati versati dagli altri soci: 4
milioni Banca Monte dei Paschi e 4 in totale gli enti locali (Camera
di Commercio Provincia di Siena, Comune di Siena e Comune di
Sovicille).
 Il progetto di ammodernamento sarà adesso sottoposto
all’approvazione del ministero dei Trasporti e dell’Enac per le
necessaria autorizzazioni, successivamente potranno partire i
lavori. L’obiettivo è fare di Ampugnano uno scalo all’avanguardia per
la sostenibilità ambientale, utilizzando materiali all’avanguardia e
facendo del cantiere una «scuola» dove studiare le soluzioni più a
basso impatto ambientale.
Il progetto di ammodernamento prevede la messa a regola, ma
non l’allungamento della pista che resterà al di sotto dei 1.500 metri,
inoltre non saranno costruiti nuovi edifici, ma saranno messi a
norme quegli esistenti.

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April 2nd, 2008

CONTRO ISRAELE: LO CHIEDE HAMAS

Alla vigilia del summit della Lega Araba a Damasco, in Siria, il capo del gruppo parlamentare di Hamas, Khalil al-Haya, ha chiesto ai Paesi arabi di tagliare i rapporti con Israele e di sostenere la campagna armata di Hamas contro lo stato ebraico. Circa 2.000 palestinesi dovrebbero partecipare alla manifestazione prevista a Gaza nel pomeriggio, mentre i leader arabi cominciano ad arrivare a Damasco per partecipare al verice annuale. «Il nemico sionista non ha la visione della pace... contro di loro funzionano soltanto lotta e guerra santa», ha detto al-Haya.

 Intanto, sono arrivate le prime delegazioni a Damasco, dove da domani avrà inizio il 20.esimo summit della Lega Araba. Tutti i 22 membri dell’organizzazione, ad eccezione del Libano, saranno rappresentati al vertice, ma i principali alleati di Washington, l’Arabia Saudita, l’Egitto e la Giordania invieranno delegazioni di basso profilo per protestare contro le presunte ingerenze siriane negli affari interni libanesi. Oltre al presidente siriano, Bashar Al Assad, padrone di casa, sono attesi a Damasco i capi di Stato di Emirati Arabi Uniti, Sudan, Tunisia, Algeria, Mauritania, Comore, Kuwait, Qatar, Libia e Autorità palestinese.

 Il presidente egiziano, Hosni Mubarak, il re saudita, Abdullah, e il suo omologo giordano, Abdallah II, saranno invece assenti, come il re del Marocco, Mohammed VI, il sovrano del Bahrein, sceicco Hamad ben Issa al-Khalifa, i presidenti iracheno, Jalal Talabani, e yemenita, Ali-Abdallah Saleh, e il sultano dell’Oman, Qabous. Tutti questi paesi hanno scelto di inviare delegazioni di basso profilo, mentre il livello dei delegati di Somalia e Gibuti non è stato ufficialmente annunciato.

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April 2nd, 2008

SIENA: SPETTACOLO DI QUALITA' AL TEATRO DEI ROZZI

SIENA - Al via martedì 8 Aprile Confi.dance, la rassegna di danza contemporanea nata da un'idea di Marcello Valassina e organizzata dal Comune di Siena e da Fondazione Toscana Spettacolo, che vede protagoniste tre compagnie senesi e tre compagnie dei paesi dell’Est.
Sarà compito di MOTUS, compagnia residente al teatro comunale di Siena, rompere il ghiaccio con una breve performance provocatoria e di forte denuncia il cui titolo, “PACS”, dice già tutto.
Le due protagoniste Martina Agricoli e Simona Cieri (quest’ultima anche coreografa della compagnia) affrontano sul palco dei Rozzi il tema dei Patti Civili di Solidarietà, rivendicando per le coppie di fatto, che vivono relazioni d’amore e di solidarietà diverse da quelle matrimoniali, il diritto di essere riconosciute nella loro piena dignità di persone.
“I profondi legami affettivi tra persone – dicono i MOTUS - sono materia troppo intima e privata per essere giudicata e troppo spesso sono strumentalizzati senza alcun pudore”. PACS è il primo momento performativo di AB/USI, il nuovo progetto triennale di residenza (2008/2010), mirato all’analisi delle ingiustizie e alla negazione dei diritti umani nella società contemporanea.
La seconda parte della serata ospita Tanya Khabarova, danzatrice russa, co-fondatrice del mitico collettivo russo Derevo, coreografa, ospite in tutti i principali festival del mondo, che basa la sua ricerca su un’intensa fisicità e nel rapporto tra teatro e danza.
La Khabarova presenta a Siena il suo montaggio breve BE IT SO (E’ così), presentato per la prima volta in Italia al festival di Amendola e dedicato, a partire dalla tragedia in Ussezia, alla assurdità della guerra e della violenza nel mondo. BE IT SO è una forma di poesia fisica, che riflette le emozioni, le inquietudini, le aspre contraddizioni del tempo presente.
Le voci di molte persone si raccolgono nel movimento di un forte e fragile corpo. BE IT SO è un donarsi assoluto, un messaggio per non dimenticare mai anime innocenti, leggere, a noi vicine, intoccabili, presenti. L’incapacità di accettare qualsiasi compromesso, la sincerità e la profondità del suo agire rendono Tanya Khabarova una vera sciamana della scena contemporanea.
Per assistere allo spettacolo, i biglietti ad un prezzo di 5 euro e 3 euro per i ridotti (posto unico) saranno in vendita il giorno precedente dalle ore dalle 17 alle 20 ed il giorno delle rappresentazioni a partire dalle ore 16. Per prenotazioni telefoniche chiamare il numero 0577/46960, negli stessi giorni ed orari di apertura della biglietteria. Call center 0577/292615_292614 dal lunedì al venerdì, dalle 9,30 alle 12,30 ed il martedì e giovedì anche dalle 15 alle 17. On line al sito: www.comune.siena.it
 

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April 2nd, 2008

ASSALTO AL PORTAVALORI: CACCIA AD UNA BANDA SARDA

SIENA - Procedono a tutto campo le indagini della polizia sull’assalto al furgone portavalori, che trasportava 600 mila euro, compiuto ieri mattina al ponte di Santa Giulia, a Colle Val d’Elsa, da un commando composto da una decina di uomini. Gli investigatori stanno raccogliendo tutti gli elementi utili a dare un nome e un volto agli autori della rapina che ha fruttato 50 mila euro, quasi tutti in buoni pasto.  La pista più «calda», anche se non l’unica, resta quella della banda di sardi guidata da Raffaele Arzu che sarebbe responsabile, fra gli altri, del colpo di 7 gennaio a Massa Marittima dove perse la vita un vigilantes. Ieri è stato ritrovato il secondo bossolo sparato da uno dei Kalashnikov utilizzati dai rapinatori durante l’assalto al furgone. Sarà la polizia scientifica a cercare di stabilire se appartiene a un’arma utilizzata in precedenza in qualche altra rapina. Al vaglio degli inquirenti anche le testimonianze delle due guardie giurate che erano a bordo del furgone portavalori e della giovane madre minacciata dai uno dei banditi.

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April 2nd, 2008

FASCISMO E ANTIFASCISMO IN SATIRA A TORINO

SIENA - Un grande tricolore, una radio gigante dell’epoca che evoca le trasmissioni di Radio Londra, una caricatura in cartapesta alta due metri di Mussolini.  Allestimenti suggestivi accompagnano la grande mostra ’Il sorriso graffiato. Fascismo e antifascismo nel disegno satirico.  Dalla Grande Guerra alla Costituzionè, che sarà inaugurata il 24 aprile al Castello di Ussel, a Chatillon (Aosta). La rassegna, promossa dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta, è curata dal noto vignettista Dino Aloi e racconta, con scansione cronologica, trent’anni di storia d’Italia attraverso il disegno satirico e umoristico. È la più grande esposizione dedicata al periodo che va dal 1915 al 1948: in tutto 350 disegni e 70 riviste d’epoca. Alle tavole di quattro grandi artisti del periodo come Giuseppe Scalarini, Attalo (Gioacchino Colizzi), Bernardo Leporini e Giuseppe Novello, si affiancano le opere di oltre cento dei più noti disegnatori del tempo, Umberto Tirelli, Golia (Eugenio Colmo) Ratalanga (Gabriele Galantara), Filiberto Scarpelli , Federico Fellini e Giovannino Guareschi. Ampia e articolata la sezione della stampa d’epoca: i giornali di guerra e di trincea, le riviste di opposizione al fascismo come Il Becco Giallo e ancora giornali usciti durante il ventennio come Marc’Aurelio e Bertoldo. Una sezione è dedicata ai personaggi: Giolitti, D’Annunzio, Vittorio Emanuele III, De Nicola, De Gasperi, Togliatti, Pertini e Mussolini: una raccolta di cento vignette tratteggia la complessa figura del Duce, ripercorrendo la sua ascesa al potere negli anni del biennio rosso sino alla marcia su Roma ed al mandato di Presidente del Consiglio. La raccolta è completata da una ventina di tavole prese dai giornali di tutto il mondo, dove è ritratto talvolta insieme ad Hitler. Su due leggii si potranno consultare la Costituzione e lo Statuto Speciale della Valle d’Aosta, tutti e due del 1948, di cui quest’anno si celebrano i sessant’anni. La mostra, che è completata da un grande catalogo ricco di immagini, curato da Aloi, potrà essere visitata dal 25 aprile al 28 settembre.

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April 3rd, 2008

FIAMMA TRICOLORE: INCARICO IMPORTANTE PER UN SENESE

SIENA - Ratificate le nuove nomine all'interno dell'organigramma regionale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore. Gabriele Taddei, segretario provinciale per la federazione di Siena, è stato altresì nominato coordinatore per la Toscana sud, assumendo la responsabilità nella gestione delle iniziative comuni alle province di Siena, Firenze, Arezzo e Grosseto. Il Federale di Siena va così ad affiancare il lucchese Fabio Barsanti, coordinatore della Toscana nord, nell'affiancamento al coordinatore regionale Maurizio Nucci. Si presenta così la realizzazione di una migliore organizzazione delle attività interprovinciali in vista delle elezioni del 13-14 aprile, che vedono l'alleanza La Destra - Fiamma Tricolore tra i protagonisti della campagna elettorale, ma soprattutto per l'azione quotidiana in zone in rapida decadenza sociale, economica e culturale come le province toscane, annientate da sessant'anni di tentacolare potere rosso annidato in ogni ganglio della società.

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April 3rd, 2008

SIENA: SCOMPARSO NOTO CONTRADAIOLO DEL DRAGO

SIENA - E' morto nel sonno ed ha lasciato tutta la città di Siena sgomenta. Questa notte è deceduto Sandro Pianigiani da tutti conosciuto come Pennello. La notizia ha fatto subito il giorno della città ed arriva all'indomani di un'altra grave tragedia, quella toccata a Tiziano Vannini, altro contradaiolo (dell'Aquila) molto conosciuto anche per il suo amore per i cavalli. Siena è in lutto così come tutto il mondo contradaiolo.

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April 3rd, 2008

SEQUESTRATE VIGNE DI BRUNELLO

SIENA - L'annata 2003 del Brunello di Montalcino di Castello Banfi (circa 600mila bottiglie) e dieci vitigni della stessa tenuta sono stati sequestrati dalla magistratura senese, nell'ambito dell'inchiesta su alcune aziende per l'ipotesi di frode in commercio. "Sono sconcertato dai metodi utilizzati - ha dichiarato l'amministratore delegato Enrico Viglierchio - . E' stata bloccata l'attività e il conto salato lo si fa pagare ai nostri 400 dipendenti".

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April 3rd, 2008

INTERVISTA A MARCO TARCHI

SIENA - Pubblichiamo questa bella intervista dell'esimio professore Marco Tarchi, docente presso l'università di Firenze, già segretario nazionale del Fronte della Gioventù, ideatore dei Campi Hobbit, esponente della Nuova Destra e amico personale di uno degli autori e intellettuali che Rino Daus maggiormente apprezza, Alain De Benoist. Ringraziamo Tarchi, ancora una delle menti più illuminanti di questo Paese. Leggete con attenzione.

Professor Tarchi, lei è in Italia il maggior esponente della cosiddetta “Nuova Destra”, la corrente politico-filosofica fondata del francese Alain De Benoist. Ci può spiegare le ragioni della sua svolta, e il suo distacco dalla destra tradizionale.

La Nuova Destra è un’esperienza che si è chiusa nel 1994, dopo circa vent’anni di esistenza. Sin dall’inizio di quell’avventura, faticavo ad accettare l’etichetta con cui i media l’avevano battezzata, perché l’aggettivo “nuova” connesso al sostantivo “destra” faceva pensare a un semplice tentativo di innovazione di un’area politico-culturale a cui comunque si accettava di appartenere. Ma nel caso della maggioranza dei fondatori di quella corrente di idee, l’ambizione era ben altra: fondere in un insieme sintetico coerente contenuti che solo l’impulso di una serie di circostanze aveva associati a contenitori diversi ed aggiornarli, segnando antagonismi e convergenze inediti. Per quanto mi riguarda, il mio ultimo voto ad un partito di destra (il Msi-Dn) risale al 1979. Dal febbraio di quell’anno, che mi separava dal neofascismo e dalla destra ha esercitato su di me molta più influenza di ciò che mi ci avrebbe potuto tenere legato. E’ vero che la mia traumatica fuoriuscita dal Msi-Dn avvenne solo nel gennaio 1981, ma nell’ultimo anno e mezzo a tenermi lì fu solo il fatto che in quell’ambiente, in cui ero entrato a nemmeno sedici anni, c’era un po’ tutto il mio mondo: emozioni, affetti, vissuto. Cosa mi separava da quel mondo? Averlo conosciuto a fondo, capendo che dietro le professioni di fede in una “terza via” ulteriore rispetto al liberalismo e al comunismo c’era solo un agglomerato incongruente di fideismo, arrivismo, conservatorismo, visceralismo, nazionalismo. Una miscela indigesta per me.

 

Lei è da parecchio tempo un sostenitore dell’esaurimento della dicotomia sinistra/destra, tuttavia questa dicotomia è ancora oggi utilizzata per distinguere fazioni politiche contrapposte. Può spiegare quali sono a suo avviso le ragioni dell’esaurimento di questa dicotomia.

Detta in estrema sintesi – per un approfondimento mi permetto di rimandare all’articolo Destra e Sinistra: due essenze introvabili, che ho pubblicato nel n. 1/1994 della rivista “Democrazia e Diritto” e dovrebbe essere raggiungibile dalla pagina web www.diorama.it – a me pare che, anche qualora si assegni a queste categorie, seguendo l’indicazione di Giovanni Sartori, un valore puramente convenzionale, considerandole come segnalatori di posizione che aiutano ad orientarsi nella complessa realtà della politica, oggi il tipo ideale di individuo che di fronte alla totalità dei problemi in cui si imbatte si schiera sempre “a sinistra” o “a destra” rispetto alle alternative che ha di fronte non esista più. Le scelte di campo si effettuano per temi e problemi senza meccanicismi. Ci si può sentire contemporaneamente “più a sinistra” su questioni che investono la giustizia sociale e la distribuzione della ricchezza e “più a destra” su temi che toccano la sfera etica, o viceversa; “più a destra” se si discute di sicurezza e nel contempo “più a sinistra” se ci si riferisce alle dinamiche della politica internazionale, o il contrario. E così via, per tutte le combinazioni possibili. Ovviamente, i “duri e puri” che continuano ad attaccarsi a questi totem per non sentirsi perduti, o condannati a ragionare oltre le etichette, negano decisamente questa realtà, che tuttavia da oltre vent’anni è emersa ripetutamente alle più varie latitudini. Il primo segnale fu, nel 1984-88, il gran numero di ex elettori del Pcf che si spostò repentinamente verso il Front National di Le Pen. Che cos’erano? Fascisti inconsapevoli che chissà perché prima davano fiducia ai comunisti? Matti da legare? Burloni? “Compagni che sbagliano”? (Già: ma perché?). Forse erano persone che prima consideravano primaria la preoccupazione per il posto di lavoro in fabbrica e poi hanno iniziato a sentirsi inquiete per la crescente immigrazione. E’ un caso-limite, ma ce ne sono stati molti altri in seguito. Tutto il fenomeno neopopulista, ad esempio, ne reca il segno.

Oggi a distanza di più di sessant’anni dalla fine della seconda guerra mondiale si parla ancora, soprattutto nella sinistra, di Fascismo e Antifascismo. A suo avviso il Fascismo propriamente detto (1919 – 1945) è classificabile all’interno della dicotomia sinistra/destra o è al di fuori di questa dicotomia.

Penso che in materia abbia svolto considerazioni fondate lo studioso (israeliano e di una sinistra piuttosto radicale) Zeev Sternhell. Il fascismo ebbe molte facce e molte ispirazioni, a seconda dei contesti nazionali, della struttura delle opportunità politiche che si trovò di fronte – che in Italia o in Germania spingevano, ad esempio, a vedere nei comunisti il nemico/concorrente numero uno, ma in molti paesi dell’Est Europa agivano con tutt’altro effetto – ma all’origine fu un tentativo di fondere motivi ideologici nazionalisti e socialisti. Ebbe, come è stato scritto, al suo interno una sinistra, un centro e una destra. Io direi meglio più destre, più centri, più sinistre. Favorì in talune circostanze le strategie conservatrici o reazionarie di varie destre, ma quasi sempre sperando di servirsene e soggiogarle. Puntando su questa ipotesi di surroga, alleanza transitoria e sostituzione, si scontrò frontalmente con le sinistre, di cui pure dichiarava di condividere alcuni ideali. A causare questo conflitto fu la sua avversione al classismo e all’internazionalismo. 

Intorno alla Shoa soprattutto in questi ultimi anni si è creata una vasta industria ideologica, il cui scopo è quello di elevare l’Olocausto ebraico ad unicum storico, in modo da assolvere preventivamente lo stato d’Israele dai suoi crimini nei confronti dei palestinesi. Le chiedo, è possibile a suo avviso parlare di “religione sionista”, senza possibilmente cadere nell’antisemitismo.

Il tema è da toccare con le molle. Non vi è dubbio che il genocidio della popolazione ebraica sia soggetto a pesanti strumentalizzazioni, ma io penso che, più che opporsi ad esse ricorrendo a toni polemici contro il sionismo, sia necessario bandire una volta per tutte il “ricatto della memoria” dalla discussione politica. Le politiche dello Stato di Israele vanno discusse in termini attuali e, se lo si ritiene opportuno o doveroso, criticate in quanto tali, rifiutando qualsiasi commistione con toni e argomenti che possono essere fatti passare, a torto o a ragione, per surrogati di antisemitismo. Che poi questa accusa venga usata spesso senza alcun fondamento, a puro scopo di delegittimazione di un avversario, è un dato di fatto. Ma, appunto, il miglior modo per rendere evidente l’infondatezza di queste accuse è tenersi sul piano della stretta attualità, senza divagazioni in terreni scivolosi e per molti versi deprecabili come quello di certo “revisionismo”.

Professor Tarchi a suo parere c’è qualcosa di vero nella tesi per cui oggi il terrorismo islamico, o se si vuole l’islam politico, ha attaccato l’Occidente (vedi Torri Gemelle e Pentagono dell’11 settembre 2001), e che perciò l’Occidente debba difendersi?

L’ho scritto più volte: questo modo di vedere le cose è mistificante. E’ stato l’Occidente, su più piani – militare, ma anche culturale – a sferrare, all’indomani della svolta del 1989, un attacco al mondo arabo-islamico. La prima guerra del Golfo ne è stata la plastica dimostrazione: una trappola nella quale Saddam Hussein è caduto, favorendo involontariamente le strategie statunitensi, che del riferimento retorico all’occidentalismo hanno fatto uno strumento di condizionamento degli alleati europei, a partire da quelli che recalcitravano nel seguirli nella fase “muscolare” della messa in atto del loro disegno egemonico. Dal 1990 in poi, la spirale delle ritorsioni incrociate ha consentito di fare del “fondamentalismo islamico” – ma, di fatto, dell’islam politico – un capro espiatorio su cui imbastire una nuova fase di questa strategia, di cui siamo ancora lontani, temo, di intravedere l’esaurimento.

Che differenza c’è secondo lei tra gli imperi classici, tipo quello romano o quello macedone, e l’odierno imperialismo americano.

L’imperialismo statunitense è provvisto di una volontà omogeneizzante ignota, nelle proporzioni, agli imperi storici. Ed è provvisto, grazie alla dottrina del “destino manifesto”, di una convinzione messianica di incarnare l’unica civiltà fondata su valori universali che non ha precedenti. Qui non si guarda alla sola conquista di territori o governi, si mira al dominio incondizionato delle mentalità, delle anime.

Qual è la sua opinione sulla resistenza irachena e afgana? Che differenza c’è tra terrorismo e resistenza.

C’è un bel libro di Alessandro Colombo, La guerra ineguale (Il Mulino), che mette perfettamente in evidenza come, nelle guerre asimmetriche, chi si trova in evidente e spesso schiacciante inferiorità di armamento debba ricorrere a strumenti non convenzionali per coltivare possibilità di successo. Gli attacchi di sorpresa e gli attentati fanno, da sempre, parte di queste risorse. Sapendo di essere annientati in campo aperto, i combattenti sfavoriti devono mimetizzarsi nella popolazione, colpire e fuggire. Spesso, per contrastare le loro azioni, gli eserciti regolari ricorrono ad azioni belliche che coinvolgono pesantemente i civili, ma si guardano bene dall’accettare la qualifica di terroristi, mentre la utilizzano sistematicamente per designare chi li attacca. E’ evidente, dunque, che oggi l’etichetta di terrorismo è utilizzata senza alcun criterio di obiettività, a puro scopo delegittimante e, nel senso proprio del termine, polemico. Quanto alla mia opinione sulla resistenza irachena e afgana, le reputo inevitabili e legittime di fronte a una situazione di occupazione del territorio da parte di truppe straniere ed ostili. Far passare le azioni militari nei due paesi per “missioni di pace” o di “ricostruzione” o anche solo per “operazioni di stabilizzazione” è ipocrita. Si tratta di interventi stranieri in guerre civili in atto.

Ammesso che in futuro si possa superare l’obsoleta dicotomia sinistra/destra, su quali basi programmatiche potrebbe strutturarsi una nuova forza politica?

A questa domanda è impossibile rispondere in poche righe, o anche in poche pagine. A me sembra che vi siano molti temi e problemi su cui quanti si oppongono all’egemonia dell’odierno “pensiero unico” liberale potrebbero convergere, nell’analisi e in molti casi anche nell’operatività. Ma per riuscirci, prima ancora su un piano culturale e metapolitico che sul terreno propriamente politico, si dovrebbe innanzitutto liberarsi, da ogni parte, delle velenose eredità delle memorie degli ultimi due secoli, e in particolare del Novecento. Impresa indubbiamente difficile, in un paese e in un’epoca in cui c’è ancora chi agita i fantasmi del fascismo e del comunismo.

Qual è la sua opinione sull’ascesa del neopopulismo in Europa? Può, secondo lei, il neopopulismo rappresentare un’alternativa all’americanizzazione della politica?

Anche qui, come si può riassumere un tema al cui studio si sono dedicate centinaia di pagine? Me la cavo con un cenno: nel neopopulismo convergono inquietudini, suggestioni e proposte eterogenee, che non si possono accettare o respingere in blocco. Forse se ne dovrebbero selezionare alcune, rivederle, riorientarle e farne il punto di partenza per un progetto di ricostruzione della politica che miri a ricreare le fondamenta di un concetto autentico di popolo, inteso come entità consapevole e raccolta attorno a una comune identità, capace di riappropriarsi dello scettro del potere.

 

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