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September 9, 2007

LA PRIMA VOLTA SU IPERNITY

Mah, alla fine sono approdata su ipernity pure io, che poi di foto ne ho anche troppe, ma sono pigra e copiare e commentare e guardare, mi fa fatica.

Mi ci voleva proprio una domenica come questa, una giornata del dolce far niente, dove, non devo pensare, sorridere o sognare ma semplicemente vegetare in pigiama tutto il giorno roba che mi riesce benissimo!

Perfetto, e mentre sulla destra mi scorre in sottofondo American Beauty, i pappagalli cantano, il cane morde il coniglio che scappa sotto al divano, pare la fiera dell'est! E intanto la busta vola... ed il film tira fuori una delle più belle frasi

"ho bisogno di ricordare, a volte c'è così tanta bellezza nel mondo che non riesco ad accettarla, il mio cuore sta per franare" .

 

 

e così chiudo..un beso....

 

 

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September 10, 2007

lentamente

E chissà come andrà la prossima di giornate, domani mi aspetta il concerto di Vasco...eh si, lo so non sono più una ragazzina, ma non c'è un limite di età per provare delle emozioni e a me lui ne da.

Strano.... è l'11 settembre...data ormai che nessuno può dimenticare..eppure se apro la porta di casa l'unica cosa che sento è una civetta cantare, si si lo so porta male, ma chi se ne frega povera civetta... forse se sapesse di portare sfiga non canterebbe più.

Oggi ho sperato, pianto e sorriso, poi capito, che comunque il cuore è qualcosa di passaggio, una specie di vicolo dove ogni tanto qualcuno si ferma, che sia per un bacio, per una pipì o solo per una foto non lo so, ma ogni tanto capita che qualche anima si affaccia  e via... inizia in qualche modo a battere.

Le frequenze sono sempre diverse, l'amore puro, l'amore vero, l'amore e basta, ogni volta un'altra musica...ogni volta un nuovo concerto, e tutte le volte, come alla fine di ogni spettacolo ci si sente tristi, perchè avremmo voluto non finisse più, ma per poterne vedere un'altro deve pur finire no?

Bene finito. Ha preso altre strade, chissà quali poi...BAH!

Lascio questa giornata con una piccola poesia di Pablo Neruda che ogni volta mi fa vibrare la schiena:

 

 

Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

 

 

BUONA GIORNATA A TUTTI VOI!

 

 


 

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September 12, 2007

una giornata diversa

"madonna che fatica tutta questa fila sono le 13.30 ed il concerto inizia alle 21.00, ma che cazzo ci faccio a quest'ora?".

Tutte le volte, e dico TUTTE le sante volte che vado ad un concerto quando arrivo mi ripeto sempre questa frase, poi guardi la gente, ti allacci bene le scarpe, metti apposto lo zaino, nascondi i tappi delle bottiglie nel reggiseno (ndr :P) perchè NON si può stare con la bottiglia aperta in mano ad un concerto rock!! E piano piano qualcuno inizia a cantare, e allora conosci quello accanto perchè il suo gomito è preciso preciso tra la tua terza e quarta costola, oppure ti si avvicina qualcuno che è li solo e si unisce in una chiacchiera a senso unico....tipo..."quante volte lo hai visto?" "dice che la scaletta sia bellissima" "speriamo faccia quella canzone" "ma ti ricordi a quel concerto? e quella volta? e la fila di quell'altra volta?" "madonna a me scappa già la pipì e ci vorranno ore per andare in bagno".... che poi i bagni sono quelli chimici e ve li raccomando... ma poi chi se ne frega via!!

Ore 15.30 aprono i cancelli... si fa per dire.. si perchè prima.. quando aprivano era APRIRE nel vero senso della parola, era correre, era una botta di gioia, un essere ripagati per tutto il tempo "perso" ad aspettare.. ora invece quando aprono i cancelli.. ci sono i controlli,e non come all'inizio che dovevi incartare la macchina fotografica con la stagnola per farla sembrare un panino sennò te la sequestravano, e nemmeno per la droga eh.. per le BOMBE!!! eh si.. perchè uno se ce l'ha la tiene sicuramente dentro lo zaino, ma vaaaa! e allora ti bloccano e poi entri con più calma.. e vedi aprirsi lo stadio, e ti viene il sorrisone solo alla vista del palco che da li a poche ore sarà la cornice delle tue emozioni.

Prendi il posto...e inizia a farsi evidente il caldo... e allora ti togli la maglia, tanto reggiseno o no li alla fine nessuno fa caso a chi sei o a cosa fai, l'importante è arrivare alle NOVE...madonna quanto manca... passano quelli delle bibite...un gelato TRE EURO, una coca CINQUE EURO.... ho sentito rispondere "oh che c'è la granella d'oro sopra il cornetto!?!??!"

Ti giri intorno, commenti quello e quell'altro, chi beve vino da una bottiglia di plastica col tappo di sughero...con 30 gradi, o chi gioca a carte, e chi dorme sotto il sole. Conosci tutti perchè li non c'è diversità, li il motivo è uno solo.

Ci sono coppie che non vedono vasco da 20 anni, che hanno lasciato i figli a casa, ci sono ragazzini al loro primo concerto, vecchi fan ormai abituati a tutto, c'è chi comanda la curva nel tentativo di fare la ola, chi aspetta l'idrante per rinfrescarsi e chi si bacia.

C'è di tutto, ho visto una signora sulla sessantina, vestita proprio da nonna, gonnellona lunga, maglioncino, scarpa superga, sarà stata quasi davanti al palco, un mito di donna... e un altra che invece aveva il vestitino tutto attillato con le calze e le infradito...che tutti le passavano sopra e lei sbuffava (primo ed ultimo concerto di vasco presumo).

L'attesa sembra che passi lenta ma in un attimo si spengono le luci, e tutto ha un senso, la maglia sudicia, il caldo, lo zaino pesante, la puzza di umano, tutto questo diventa colorato, come le luci sul palco, come i fuochi d'artificio che sono esplosi all'improvviso.

Il resto l'ho vissuto da dentro, le mie foto ne sono la prova, tante facce, poi il palco all'inizio e il palco alla fine, quello che ci sta in mezzo non si può raccontare.

Ma non perchè è Vasco, quello non c'entra, un concerto è un concerto, quando vai ad ascoltare la musica che ti da emozioni, quelle poi te le porti dentro, non si lasciano mettere in parole.

E finisce tutto in 2 ore e mezza di puro spettacolo, ma ti sembra che sia passata un'oretta...e tutti che continuano a cantare, le prime impressioni, l'immondizia che fa da tappeto, ti infili la felpa che hai tenuto dentro lo zaino tutto il giorno e che sa di mortadella, e pensi..... "alla prossima"...sorridi fra te e te dando le spalle al palco ormai spento, a quella cornice consumata in sole due ore e te ne vai con un ricordo in più, con un emozione in più, sudicia ma felice.

Questo è quello che ho vissuto ieri..... questo è quello che vorrei vivere tutti i giorni... come fosse sempre uno spettacolo...

 

"..perchè la vita è un brivido che vola via,

è tutto un equilibrio sopra la follia.."

 

 

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September 15, 2007

esiste un'età giusta?

Sono un paio di giorni che mi faccio questa domanda...."esiste l'età giusta?"

quando ti innamori per esempio, quando sei in quella fase in cui anche un cielo nuvoloso ti fa abbronzare, o un bicchiere di acqua calda ti rinfresca, quando sei in quel momento che rincorri il tuo cervello perchè lo hai decisamente perso...dico... non c'è un'età per questo giusto?

No perchè mi rendo conto che non capita solo a me, tutti cambiano i lineamenti del viso quando si innamorano, e succede con la prima cotta, con il primo vero amore (chissà poi qual'è), con il compagno della vita, e qualche volta capita anche quando le persone sono anziane ma trovano qualcuno con cui finire il resto dei giorni.

Allora pensando a questo, mi è venuto in mente che in realtà non c'è un'età per innamorarsi e questa non è una novità, ma partendo da quest'affermazione ormai usatissima dico...Per cosa c'è un'età giusta?

Qual'è l'età giusta per mettersi le collant color carne per esempio? Mia mamma quando ero piccola non me le faceva mettere perchè sono da "donna"....e quando si diventa donne?

Madonnina... sono entrata in un turbinio di domande che mi si è aggrovigliato il cervello come la vecchia linguetta della simmental!!!

E qual'è l'età giusta per andare in ferie da soli?

E per mettersi lo smalto?

E per tingersi i capelli?

Qual'è l'età giusta per fare l'amore?

E per andare ad un concerto?

E quando si può iniziare a dire "sono fuori non so quando torno ciao"?

Dico.... voi sapete dare delle risposte esatte? No, non credo, non ce ne sono...e allora perchè si sente sempre dire.."dai..guarda quella com'è vestita sembra una ragazzina e avrà 50 anni" dico...ma a 50 anni uno non ha ancora l'età giusta per mettersi quello che cazzo vuole?!? Eh no! Perchè l'età giusta per qualcosa è sempre "dai ai" mai "da li in poi".

Non è una lotta contro la società, non è una di quelle sere che scrivo con rabbia, sono qui, seduta con il mio bel pigiamino rosa, la sigaretta in una mano, l'estathe sulla scrivania, il cane che dorme tutto tranquillo, solo che mi sono messa a ragionare su questa cosa...e ovviamente da qualche parte è scaturita..

Si si..... dalla parte del cuore ovviamente.. perchè dico, uno sta male per amore, poi impara che "basta che passi un pò di tempo" e dice vabbè la prossima andrà meglio, ma poi non c'è un'età..perchè la prossima volta è sempre uguale.. e allora da li ho iniziato a pensare che non è solo per l'amore è per tutto!

Mah...vorrei ci fosse un'età in cui DA LI IN POI l'età stessa non conta più niente....e così domani poter bere il mio bel bicchierone d'acqua calda mentre mi abbronzo in una bella giornata di pioggia...:)

 

Buona notte a chi dorme

e

Buon giorno a chi si sveglia

 

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September 17, 2007

Primo capitolo

Anni fa scrissi un pò di roba, l'idea presuntuosa era di un libro...ma poi è morto li dopo tre o quattro capitoli... vi attacco qui il primo...lo so è lungo, ma è qualcosa di veramente mio...che alla fine non ho mai voluto condividere.

Oggi dopo quasi 6 anni direi che è l'ora di lasciarlo andare non è un granché però...l'ho scritto..buona lettura a chi vuole perderci un pò di tempo :)

 

Dire che era una ragazza folle sarebbe ridurre la realtà. Chi dice stravagante,
chi diversa e chi totalmente pazza.Ma ditemi voi, chi può prendersi la briga di definire qualcuno, quando nessuno di noi non sa, per primo, definire se stesso.DireiOriginale, se proprio devo esprimere un mio giudizio personale e chi non lo è? beh anche questo è vero, tutti noi lo siamo, ma c'è chi lo nasconde, c'è chi se ne vergogna addirittura, cercando di imitare e raccogliere pareri per sembrare sempre più un gregge di pecorelle clonate e così sentirsi al sicuro, e c'è Erika, che forse non sa nemmeno di esserlo, e proprio per questo lo è molto più degli altri.Ho avuto la fortuna di conoscerla ad una fiera informatica, la scarsa percentuale femminile ha fatto si che ci trovassimo nello stesso cesso, alla stessa ora, con le stesse facce annoiate a fare smorfie davanti allo specchio.All'apparenza molto diverse. Lei: capelli rasati, un viola stinto, alta più o meno quanto me, naso piccolo,occhi grandi e truccatissimi, sta contando le sue sopracciglia per capire se la depilazione è avvenuta perfettamente. Direi che sta bene, anzi benissimo, nei suoi jeans rossi e neri, la maglia a righe e le scarpe vissute che danno l'idea del comodo come quasi un secondo piede, viso stanco ma molto vivo. La studio dallo specchio, mentre anche io controllo la mia faccia stressata, allungandomi sul lavandino e stirando le gambe stanche nei miei pantaloncini di tela vecchia e stropicciata, la maglietta del mio cantante preferito, niente trucco e tante sopracciglia. Vorrei chiederle da dove viene e se le piace questa fiera del cazzo, se c'è stata trascinata anche lei dagli eventi come me, ma si gira, mi guarda e con aria assente se ne va; camminata intelligente, da chi sa bilanciare bene il peso.
E' almeno un anno che cerco qualcuno ,abbastanza pazzo con cui poter dividere la mia casa, 365 giorni che studio ogni persona che mi capita davanti per vedere se corrisponde, almeno minimamente, alle caratteristiche necessarie per poter convivere con le mie paranoie e la mia percettibile indifferenza. Presi quella casa che già era una fortuna avesse un tetto, abbandonata direi, lasciata muffire, dispersa nelle campagne bolognesi. La trovai ,per fortuna, lo stesso giorno che decisi di vendere il mio negozio di scarpe ed andarmene dalla mia vecchia e triste cittadella toscana; erano passati anni da quando l'idea di cambiare tutto mi sbatteva da una parte all'altra della scatola cranica. Ed eccomi lì, con la mia Renault4 gialla senape, la musica che fa tremare i finestrini in una giornata di primavera bella e decisiva, a cercare 4 mura tra le quali abitare, che non siano quelle dove sono cresciuta. Entrando in questa specie di borghetto semi deserto, mi fermo nell'unico bar esistente nel raggio di chilometri e chilometri,credo. Prendo il mio the e chiedo alla donna dietro il bancone se sa qualcosa delle case intorno. La signora cicciottella, baffuta, con una montatura ai capelli che deve tenere in equilibrio rimanendo perfettamente diritta sulle spalle, mi guarda come fossi l'ultima persona al mondo a cui dare informazioni e mi indica un signore dicendo, con voce emiliana, spigolosa ed interrogativa, che sta vendendo il suo podere perchè ormai è troppo anziano per stare dietro agli animali.
Mi presento e dico che sono interessata, qualsiasi siano le condizioni del casolare, ed eccomi lì, davanti a quelle mura vecchie, spugne piene di storia, come l'uomo che le ha abitate, grigio, spento, pieno di rughe che danno l'idea di esperienze vissute fino in fondo, taciturno, ma essenziale.
Non spreca molte parole in favore della sua vecchia abitazione, sembra quasi che non gli freghi niente di venderla, mi fa vedere le stanze, la mangiatoia dei cavalli, il fienile ed il garage, o quello che è. "La prendo". Ecco le mie uniche due parole, intorno il silenzio, niente macchine, niente persone, niente persone, niente persone, sola, nessuno, sola, Io, finalmente. Così andò quel bellissimo giorno e dopo un anno di fatiche e ristrutturazioni arrangiate, dove mi sono improvvisata, muratore, elettricista, falegname e chi più ne ha più ne metta, adesso sarei pronta a dividere queste pesanti mura con qualcuno, visto che la casa è su tre piani e alcune stanze, sono vuote, senza nemmeno i mobili. Ma non è facile inquadrare, radiografare i comportamenti di chi mi passa vicino anche solo per un minuto, e capire se è la persona giusta; ho voglia di vedere qualcuno che gira per casa, ma con molta indifferenza, senza impegni di condivisione, ognuno nel suo spazio immateriale. La ragazza appena uscita dal cesso, è l'unica che in questo anno ha catturato la mia attenzione, o meglio,la mia curiosità dà l'idea di essere molto esclusiva, precisa, ma per niente fobica o paranoica. Il problema è che sono fin troppo logorroica per non attaccare discorso con gli sconosciuti e lei non sembra molto socievole, assolutamente distante da tutto quello che la circonda; decido di seguirla. Gira a passi svogliati e strascicati, tra la tecnologia come se fosse li per caso, o solo per il fatto di "esserci"; si ferma ad uno stand, riparte, sbruffa con le labbra sottili , dinamica-annoiata,divertita-spavalda, guarda tutto e niente.
La perdo di vista mentre ritrovo i miei amici che, costantemente, tutti gli anni mi trascinano
in quello schifo di posto, solo per il gusto di dire "ci sono stato anche io!". Amici di casa, amici si fa per dire, amici, strana parola, sospesa tra conoscienza,autorità e monotonia. Ragazzi assolutamente sotto la soglia dell'intelligenza con i quali puoi passare delle grandi serate in compagnia di droghe, alcol e blockbuster, che ti vedono donna solo perchè sei riuscita a farti una vita completamente diversa, da sola, condividono e rispettano a pieno la tua scelta, solo quando sono con te. Ti portano sul palmo della mano come un eroina di non so quale battaglia, e quando tornano alla cittadella, ridono divertiti di quella "cretinachesifainquattroperviveresolaquandoquaavrebbetuttosenzanessunsacrificio".Si insomma...Amici. Si divertono, ridono ed io con loro, ma mi manca qualcosa di forte da provare, e non dico un amore, e non dico un bunghee-jumping, ma una risata o una lacrima che scendono giù per un motivo vero. In un anno ho avuto le mie storie con gli uomini, io, ventisettenne svogliata e angosciata dalla vita, ho provato a convivere con un venticinquenne, bello, intelligente, dolce, romantico, innamorato, noioso, pieno di soldi, viziato e monotono. Esperienza, si, tutto quanto è una grande e sempre bella esperienza, una ruga a cui dare il nome.
Ma mentre giro tra i computer più piccoli del mondo ed i videogames più allettanti-stupidi-nuovi-reali-noiosi che ci sono in circolazione, vedo la ragazza del cesso uscire dalla porta del padiglione e mettersi a sedere per terra. Ed eccomi li ad attaccare discorso Arrivo molleggiata e stanca con la sigaretta tra le dita e le porgo il pacchetto nuovo dicendo "ne vuoi una?" mi guarda, ed appena alza gli occhi, la sensazione del dejà-vu mi entra nei pensieri, mi sorride, mi dice "no ". Un rifiuto secco, da chi sa quello che vuole, ma non sa dove cercarlo, inizia il dialogo più disastroso-strano-originale-lento che io abbia mai fatto con qualcuno. "comunque piacere, mi chiamo Ginevra" "erika" (occhi bassi sul panino all'insalata unto più di una padella usata) "beh non sei di tantissime parole devo dire...." (silenzio da panico, forse si sta già rompendo della mia presenza) "se ti piacciono le donne e stai cercando di abbordarmi non hai capito un cazzo!" "manno' vuoi sapere la verità? Ero venuta qua per dirti se vuoi venire ad abitare a casa mia" (come inizio di discorso direi che è pazzoide e sfrenato, ma molto conciso) Niente, nessuna risposta, nemmeno un cenno della testa, per farmi capire di andare via; mi siedo vicino a lei in silenzio, aspettando qualcosa, sono fiduciosa, forse sta pensando che sono matta la legare, oppure che è su una specie di candid-camera, ma non è così. "dov'è che abiti?" "poco fuori bologna, a 30 Km, ho una casa grande, e non so che cazzo farci da sola, così vado in giro a cercare qualcuno che la voglia dividere con me, ma non è facile incontrare persone che ti interesserebbe conoscere sai com'è , siamo ormai pieni di falsità non riesco più a capire se esistono facce vere o solo maschere, o addirittura se il mio stesso viso non è più l'originale di una volta" (basta ho parlato anche troppo, dovrei forse andarmene e lasciarla in pace non farmi più vedere, ma ho l'impressione di aver acchiappato la sua attenzione, anche se non capisco per quale ragione). "che lavoro fai?" (espressione assolutamente indifferente, non sembra che voglia veramente sapere cosa faccio nella vita, è come una frase di circostanza, ma credo che la parola "circostanza"non le si addica poi molto) "sai,è un lavoro un po' particolare, ma divertente se preso con la giusta ottica. Lavoro in un sexy-shop..." (e qui non si sa mai quale è la reazione di chi ti sta vicino: chi sorride e dentro ti offende tantissimo, chi non ci crede, chi si diverte, chi pensa subito che tu sia una stramaledetta ninfomane-paranoica-pervertita o chi più ne ha più ne metta) Non-risposta. Silenzio, panico? Distrazone? Menefreghismo?Indifferenza? "Quando posso venire a casa?" "Adesso?" "Hai una macchina?" "Se si può chiamare macchina...si ce l'ho" Disarmante, decisa, forte, imprevedibile. Vado a salutare i miei amici, che già si sono incazzati con un gioco che non li fa vincere,che bello vivere in un grande pollaio, ed aspettare di essere arrostiti da qualsiasi forno a microonde in circolazione. Li lascio li in cottura, non li dico niente e vado con Erika verso la mia macchina. Non parliamo, camminiamo vicine, da fuori dovremmo sembrare due amiche che si conoscono da una vita,tutto naturale, nessuna delle due si aspetta niente dall'altra, una gentilezza, una parola o robe del genere. Incontro perfetto, per una giornata perfetta, in una fiera del cazzo che vuol sembrare perfetta ma non lo è affatto.

 

 

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September 18, 2007

e a grande richiesta (eh eh eh) il secondo capitolo!!! :D

"Destra-sinistra-sinistra-accosta!"Non so ancora se vive con i suoi o da sola, ma comunque siamo arrivate sotto una casa rossa in pieno centro a Bologna. Viaggio muto, ma pieno di emozioni nascoste, come per non voler assolutamente avere contatti fisici-morali-mentali. Credo di dover scendere dalla macchina, forse per darle una mano; presumo che debba prendere dei bagagli, da fare qualcosa, da dire a qualcuno che se ne va, ma lei mi dice solo "torno tra un attimo", voce sicura, tranquilla, come se tutti i giorni capitasse qualcuno che non conosci minimamente e ti chiedesse di andare a vivere nella sua casa fuori città, solo perchè è troppo grande.Tutto questo si sposa perfettamente con la mia pazza indifferenza, mi sento bene dentro. Il nastro , ormai deteriorato, di questo grande cantante arabo sta diffondendo musica per tutta la via, la gente si gira; che si giri pure tutta la città non ci sono problemi, non sto uccidendo nessuno, sto solo ascoltando grande musica per una grande giornata. Mentre i ritmi hanno preso il sopravvento sulle mie gambe, che si muovono libere tra l'acceleratore, il freno e la frizione, come quasi per suonare un piano immaginario, eccola qui di nuovo; una sacca indiana deformata, delle buste di plastica attaccate allo zaino colmo di roba, la tastiera di un computer ed un tipo svogliato, stanco, ma sollevato con il monitor tra le braccia. Faccio posto in macchina tra gli scatoloni dei vibratori nuovagenerazione che avevo preso per il negozio, loro mettono la roba come viene, senza guardare nemmeno se potrebbe sbattere o rotolare tra i sedili anteriori. Ripartono senza nemmeno dirmi "ciao" e dopo un minuto scende ancora lei con il corpo del computer tra le braccia, lo fa scivolare sull'altra roba, apre lo sportello davanti dell'auto incurante-felice, ma sempre, costantemente assente, e dice "possiamo andare".Guido piano tra le vie strette di questa enorme, ma affascinante città, e penso che è tutto assurdo.Le strisce pedonali sono strane, lei che si mangia le unghie è equivoca e pure il semaforo rosso ha qualcosa che mi interessa; prendere-lasciare-salutare-sorridere-nonrivedersipiù, ecco come vanno le cose adesso. C'è chi ci riderebbe su, ma credetemi se vi dico che tutto quello che stava accadendo in 3 ore a me era capitato di viverlo a rallentatore per 3 anni. Tre anni per fare le valigie, tre anni per salutare i miei, tre anni per capire che mia nonna era morta, tre anni di indecisioni e tre anni di amore folle,pazzo,assurdo,incredulo. Lei, libera, apparentemente normale, nei suoi gesti, sembrava fosse arrivata 3 secondi prima in quella casa, non avesse assolutamente disfatto le valigie aspettando qualcuno che le dicesse di andare a vivere insieme. Tutto pronto, troppa perfezione per essere reale, qualcosa doveva succedere io me lo sentivo alla grande che non poteva essere così, perchè non puoi stare bene se non stai anche un po' male. Sto per prendere la tangenziale, quando un ragazzo, goffo,carino,con le sue scarpe da tennis nere, i suoi jeans e la maglietta firmata, mi attraversa la strada correndo come un pazzo. Occhi-occhi, i miei, i suoi, un secondo, due secondi, tre secondi, il massacro. "ecco fatto" Erika agitata, completamente rivoltata, nel panico totale che grida "CAZZO MA NON L'AVEVI VISTO?", la guardo, mi giro, apro lo sportello e mentre scendo il ragazzo si sta alzando dolorante. Tutto secondo i piani direi, bene e male, misto di paura, panico, colpevolezza, ansia. No che non l'avevo visto!Vi sembro una che mette sotto le persone? La mia renault4 se fa più di 40kmh chiede tregua figuriamoci se prendo una curva così veloce da non vedere qualcuno che attraversa la strada. cazzo cazzo cazzo, tutto sempre più complicato, tutto Ovviamente, complicato, tutto. Guardo questo futuro uomo,occhi azzurri, capelli scuri, spalle innocenti, sorrisetto tranquillo, mani piene di sangue, perfetto. No torniamo indietro: MANI PIENE DI SANGUE? Ospedale, immediatamente. Un'occhiata veloce alla mia grande compagna di viaggio: un'ammaccatura tra le tante, niente di particolare. La gente sta affollando la strada; la gente, spiriti di persone attratte dalle disgrazie altrui, facce scure, ma sorrisi interni, si compiacciono con loro stessi per non aver attraversato la strada in quell'istante, ed intanto mi guardano con occhi da minaccia, come se avessi ucciso qualcuno, come se l'avessi fatto di proposito. Gente, La Gente, gruppi tristi di animali selvaggi, vestiti di rughe,tinte per capelli, pellicce, tacchi a spillo, cravatte,24ore e sorrisi immotivati. In gruppo chiunque è il capo di qualcosa che nemmeno lui sa; lasciamoli nelle loro anonime, ma raggianti apparenze,protagonisti delle vite altrui e mai della loro. Sorrido al ragazzo, che al momento sembra tranquillo, lo prendo per un braccio, lo trascino in macchina, lo faccio sedere tra gli scatoloni, i sacchi, le buste della spesa, lo schifo della mia macchina in mezza giornata è divenuto insopportabile. Guardo Erika, triste, ma interessata, sembra quasi che mi odi a vederla così, seduta storta sul sedile davanti, che non fa una mossa per aiutarmi, che non dice niente di niente nemmeno al ragazzo, è davvero assente, ma con gli occhi da messa a fuoco di emozioni.
Quante ne possono succedere in una sola giornata?
L'incontro con Erika già mi sembrava una follia, e adesso pure questa, non si sa mai cosa ci si può aspettare da un giorno normale, e forse è proprio quando non ci si aspetta niente, proprio quando si pensa che la vita sia perfettamente piatta che accade l'impossibile.
Ma alla fine mica è così, il fatto è che se un giorno ti aspetti qualcosa, anche se accade non ci fai caso perchè te lo aspettavi...se vedi le nuvole nere sai che prima o poi pioverà, ma se c'è un bel cielo azzurro ed all'improvviso diventa scuro e viene giù uno strepitoso temporale allora si è una cosa decisamente improvvisa.
Ecco quello che capita a me è da sempre questo, la vita monotona, colazione alla stessa ora, con lo steso latte, nella stessa tazza, caffè leofilizzato e stessi biscotti, tutte le sante mattine o pomeriggi che mi alzo è sempre la stessa cosa. Poi a lavoro, poi la spesa, poi una cammianta, poi a casa.

In pratica mi sento come un liquido denso che scorre sempre alla stessa velocità, che niente lo può scuotere, quindi la minima cosa è in pratica un'onda anomala.

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September 19, 2007

Terzo (ed ultimo almeno per ora) capitolo !

QUESTO è TUTTO, NON HO ALTRO...FORSE CONTINUERO' FORSE NO, MA GRAZIE DAVVERO A CHI HA AVUTO LA VOGLIA E LA PAZIENZA DI LEGGERLO FIN QUI :)

 

Ho l'ansia dentro, sono tragica sempre, e quando qualcosa o qualcuno rompono i miei piani mentali, mi cade il mondo addosso. Nei miei pensieri tutto è ben controllato, messo al suo posto, per data,importanza, urgenza ed ecco qua che non capisco più niente di quello che dovevo fare, guido sfrenata verso l'ospedale, e di tanto in tanto guardo dallo specchietto retrovisore cosa fa il ragazzo: sguardo impaurito, ma consapevole, spalle larghe, potrebbe giocare a basket o fare nuoto non lo so, so solo che se suona il piano dovrò dargli un bel pò di soldi perchè le sue mani sembrano veramente distrutte. Anche Erika sembra preoccupata, la sua faccia adesso ha un'espressione, mentre prima era totalmente neutra, si gira verso di lui, forse per portargli conforto, o almeno distrarlo dal dolore ed inizia un discorso confuso,distratto e languido. Non me lo aspettavo "sei di Bologna?" "si e tu?" "io non proprio" non si sbottona, crea e mantiene questo alone di misteriosa indifferenza che fa ammutolire le persone che ne vorrebbero sepere di più. Costringe a parlare, come se le sue risposte fossero domande, sa mettere alla prova e registra ogni minimo movimento della bocca, delle sopracciglia e -credo- abbia un senso della sonorità pazzesco nel percepire lo stato d'animo degli altri solo dal tono della voce. Non voglio entrare al pronto soccorso lo faccio scendere ed aspetto fuori, poi paghero' e firmerò tutto quello di cui c'è bisogno. Il ragazzo mi guarda, sorride e dice con aria dolorante e incazzata "io non ci vado mica là dentro, se mi son fatto male fa niente dopo prenderò un'anfetamina in più e vedrai che mi passa tutto". Ecco fatto direi che la gironata andrà assolutamente segnata in verde sul calendario. Erika sta ridendo come una pazza, le labbra formano una parentesi e le guance tante piccolissime parentesi come quando butti un sasso nel lago. "ma che ridi tu? Cioè sta gocciolando sangue dalle dita della mano sinistra, mentre la destra nemmeno so se c'è rimasta!!!!" "Ma lo vedi? Anche lui ride è anestetizzato". Ok ok ho capito, ma quale pianista-giocatore di basket-nuotatore del cazzo, questo è un piccolo grande UomoDroga; direi che se non fosse per il fatto che lui è già risalito in macchina io lo vorrei lasciare lì per vedere se per caso lo prendono all'ospedale e non lo lasciano più, ma non vorrei farmi denunciare, visto che non puoi considerare stupido nessuno solo dall'apparenza. Riparto, ingrano la prima come se stessi guidando una Lotus turbofacciotuttoiobastachemiaccendieincinqueminutitiportoincapoalmondo, mentre Erika si gira e inizia "io mi faccio chiamare Erika e tu?" "io mi chiamo Pablo e vorrei comprare uno di questi vibratori a mia mamma, credo che ne sarebbe felice, visto che oggi le ho portato via il portafoglio ed ho già speso tutti i soldi" "si vede" mi insinuo nella conversazione. Ragazzo si vede bene che LI hai spesi quei fottuti soldi e non ci vuole molta fantasia per capire come! Lo guardo dallo specchietto retrovisore, sta battendo freneticamente le mani su ogni oggetto accalcato dietro e cerca di andare a tempo con la musica, anzi credo proprio che sia convinto di essere dentro la radio con il mio cantante arabo a suonare la batteria con le mani rotte. oh NO! cioè ho detto le mani rotte!! Tiro il freno a mano mentre Erika sgrana gli occhi e mi guarda incredula la distensione muscolare che ho in faccia, piano piano mi giro (non voglio nememno immaginare cosa mi aspetta).... eccolo il nostro grandissimo PabloDrug che ha fatto impronte rosse ovunque, sul computer di Erika, sulla scatola dei vibratori, sul sedile, sulle buste della spesa; questo è veramente troppo ,caro mio io ti mollo qui esattamente dove siamo adesso senza che tu possa dire qualcosa, ora tiri fuori la lingua e pulisci tutto dopo di chè apri lo sportello, anzi TI apro io lo sportello e "ciao". Mentre penso tutto questo lui mi guarda e si accorge del danno, ma non sembra preoccupato e per niente dispiaciuto, si toglie la maglietta ed inizia a pulire dicendo solo "oh merda ho le mani che sanguinano!". Ma io dico, cioè come facciamo ? ditemi voi come possiamo fare con le persone così? Va bene prenditi un'anfetamina dietro l'altra, butta coca su per il naso dalla matina alla sera, ma così proprio non si può! Erika si smangiucchia le unghie cercando di grattare via lo smalto rimasto dalla mano sinistra poi alza la testa con un atteggiamento come se capitasse tutti i giorni di ritrovarsi uno con le mani rotte in macchina che spruzza sangue ovunque e dice con aria perplessa-tranquilla-interrogativa "hai dell'erba per caso?" Pablo intanto sotto ai miei occhi sempre più increduli, si rimette la maglietta noncurante delle grosse macchie scure sulla spalla destra e sul collo, e risponde "beh certo ho qua della buonissima roba ora ve la faccio assaggiare". Credo di dover dire no no fermi tutti qua non si fuma, per salvare le apparenze, ma non è nel mio stile fate pure ragazzi, della buona erba è sempre la benvenuta, ma non rilasso la mia faccia. Pablo parla,arrotola,parla,accende,parla e lo spinello è già pronto con la cartina mezza rosa mezza bianca. Oh cazzo ma non l'ha capito che ha le mani sporche questo? Va bene "senti pablo vieni fuori dalla macchina che con la bottiglia dell'acqua ti sciacqui le mani che almeno risolviamo il problema delle impronte sanguinose, che a dire la verità mi fanno innervosire." Esco con la bottiglia in mano mi guardo intorno, il silenzio totale, siamo vicini a casa mia, il verde sta prendendo quel colore importante che tra poco darà il nome alla mia stagione preferita e non ci sono persone e non ci sono macchine e nessuna voce e pablo che cade scendendo dalla macchina. Secondo me adesso collassa visto che ha perso un quarto del suo sangue in macchina sbattendo le mani per sentirsi il percussionista del momento. Insomma si tira su ridendo, anche Erika ride con quella bocca concentrica che sembra di gomma, va bene va bene me la rido pure io ed intanto faccio sgorgare l'acqua sotto la quale Pablo pare divertirsi a vedere emergre le varie ferite che ha nelle dita. Saliamo in macchina, fumiamo e quando è finito il mio turno, passo lo spinello al proprietario e accendo la macchina, ho intenzione di andare a casa e se loro non vogliono va bene lo stesso io adesso fino alle mie quattro mura non mi fermo più.

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September 21, 2007

QUARTO CAPITOLO!!!!!

PRRRRRRRRRRRRRRRR scherzettoooooooo :P

 

sadica per sadica... è andata così.

Fa freddo... egià metto il piumino sopra al letto, la mia camicina appena acquistata fa la sua figura e vene farò una foto perchè è troppo bella :)

stasera ho scritto, ho scritto, ho scritto, e sorriso rileggendo....io ringrazio voi, per questa spinta, perchè in realtà io avevo solo "provato" ma non credevo potesse andare così. Sono abituata a scrivere per me, e alla fine metto sempre tanto di personale, forse è per quello che non ho mai voluto condividere le mie parole con altri, però alla fine ormai sono GRANDE (vecchia ) quindi credo che questa paura di far vedere le mie debolezze debba prima o poi finire...

E Pablo ed Erica tornano a far parte dei miei pensieri solo perchè rileggendo alla fine mi sono resa conto di quanto sono rimasta affezionata a loro ed alla storia che volevo farli vivere...

Ancora un grazie e una dolce notte a tutti!!!

per una risata vi attacco alcune frasi del mio uomo preferito:

 

Sono un ateo teologico esistenziale. Credo nell’esistenza
dell’Universo con l’eccezione di qualche cantone svizzero.
Woody Allen

Ho fatto un corso di lettura veloce.
Ho letto "Guerra e Pace", parla della Russia
Woody Allen

Il mio dottore dice che facendo le scale a piedi si guadagnano
minuti di vita. Rampa dopo rampa ho guadagnato
due settimane, durante le quali pioverà sempre...
Woody Allen

Allora tutto il film della mia vita mi è
passato davanti agli occhi in un momento!
E io non ero nel cast!
Woody Allen

Vorrei tornare nell'utero! Di chiunque.
Woody Allen

L'ultima volta che sono entrato in una donna
fu quando ho visitato la statua della Libertà.
Woody Allen

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September 23, 2007

SenzaTitolo

E mentre camminavo per il vialetto che porta a casa mi sono bloccata con la testa all'insù per guardare il cielo, è pulito, perfetto, coperto di stelle, luminoso, affascinante completo.

In quella posizione ferma ferma totalmente rapita da questa bellezza ho pensato che avrei voluto solo una cosa in quel momento, avere qualcuno per mano in silenzio con la testa all'insù che guardava la mia stessa stella senza averla decisa.

Quelle scene da film... quelle cose che pensi che primo o poi capiterà, si ve lo dico, stasera sono triste, sfiduciata e anche antipatica.

Sono infrequentabile in questi momenti, passo da cucciolo a iena, perfino Lola è uscita e non torna più!!

Domani rinizierà tutto ancora una volta, per morire di nuovo e dare quell'illusione che c'è sempre un motivo per ogni cosa.....domani sarà come la prima volta, come sempre...domani sarà strepitoso, nella testa quella canzone, nelle mani quell'odore, nel cuore.....................tutto il resto.

 

ps:

AUGURONI GABRI!

 

 

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