E' bellissimo svegliarsi in questo posto, sentire solo il fruscio del vento sugli alberi, un paio di rondini che iniziano il loro instacabile lavoro di splendida architettura e .......... queste piccole, ma assordanti, botte di martello.
MARTELLO!?!?!?Oddio, è un anno che tutte le mattine prima di aprire gli occhi ringrazio per almeno 3 secondi il silenzio di questo posto, ma stamani no...stamani c'è un frastuono pazzesco! Va bene, mi vesto, perchè io ho tutto pronto, non posso svegliarmi e scegliere i vestiti con un occhio chiuso ed uno aperto, preparo tutto la sera prima, ovviamente perfettamente messo in ordine di vestizione e cioè: mutandine, reggiseno, maglia, pantaloni, calze, scarpe, borsa, occhiali da sole. Gli occhiali da sole sono fondamentali, qualsiasi sia la giornata non posso ASSOLUTAMENTE uscire di casa senza, tutto pronto, ovviamente in terra, perchè non ho mobili in camera, a parte il materasso appoggiato per terra, ed un espositore di vestiti preso fuori dall'upim, con tante grucce piene zeppe di roba, faccio sempre cadere tutto, quindi ho deciso che i comodini non servivano, l'armadio nemmeno, così faccio meno fatica non devo mai e dico MAI riordinare!
Devo proprio andare a vedere cosa sta succedendo, esco dalla camera entro in bagno, ma sinceramente non lo riconosco più.......pennelli, pennelletti, trucchi ovunque, due shampoo, due bagnoschiuma, un beauty pieno zeppo di roba, ed una stella di carta igienica appiccicata (purtroppo presumo) con la saliva allo specchio. Oddio, no aspetta...avvicino gli occhi a questa splendida scultura di carta e c'è scritto "Buongiorno!", siamo alla frutta, si si ho fatto l'errore più grande della mia vita, sarà una lotta incredibile, io non posso vedere tutto cambiato in un solo giorno, cioè in una notte...dunque ieri siamo arrivati a casa, cerco di ricordare dopo quei 5 o forse 6 o forse...non lo so un pò di spinelli com'è andata poi la serata.  Erika è scesa dalla macchina diretta alla porta di casa, con un pò di roba da portare dentro, Pablo si offre di portare le buste della spesa tenendole con mignoli e pollici perchè i medi e gli anulari sono fottuti, entriamo in casa, faccio strada e passando tra il divano e il caminetto, arriviamo in cucina, ma Erika vuole sapere dov'è la sua stanza, visto che deve prendere ancora delle cose  dalla macchina e portarle su, saliamo le scale e percorriamo il corridoio, faccio un pò da padrona anche se mi riesce poco, " allora la prima porta qui a sinistra c'è il bagno, la prima a destra è camera mia, la seconda a destra è la stanza del niente, come la seconda a sinistra, infondo invece c'è una specie di studio dove in pratica ci sono un pò di libri, materiali per il sexyshop e il computer "Wwwoooooohhh!! La mia stanza, bambole gonfiabili, libri per fare filtri, computer per giocare si si SI!" non credo che Pablo abbia afferrato molto bene, ma il motivo per cui è qui, è solo perchè mi sento in colpa per averlo messo sotto, anche se forse lo ha già rimosso, non certo perchè diventerà un mio coinquilino, mica voglio aprire un zoo!!
Erika ride, poi mi guarda con quell'aria di sufficienza che sembra proprio essere scesa ora da marte e dice " si ma io dove devo andare? cioè scelgo la stanza che voglio? Il computer non lo metto insieme al  tuo che se capita che ci stiamo tutte e due sembra di essere in ufficio e poi io ci devo dormire con il rumore della ventola accesa, non lo spengo mai mi fa compagnia", mah, io sono veramente sempre più perplessa, butto un occhio a Pablo che spia le stanze in modo quasi maniacale, "si decidi tu tra le due stanze vuote, o se vuoi ce n'è anche un'altra al piano di sotto ma è umida ed enorme". Ovviamente non è che mi risponde, si dirige verso la seconda a destra, presumo perchè vicina al bagno e con ben due finestre. Va bene così, io non voglio sapere i motivi, vai con la tua amica ventola dentro la stanza, chiudi dentro tutto il tuo mondo e non invadere il mio, la perfetta conivivenza sta proprio lì.
Ricordo che mentre ero in cucina a preparare la pizza è passata due o tre volte con le cose in mano, poi è scesa, e non lo so, forse presa da un attimo di tenerezza ha guardato Pablo che non riusciva più a girare lo spinello, talmente gli tremavano le mani, e ha detto "senti ma non hai niente per le ferite?" certo che ce l'ho mai stare senza cicatrene in casa mia!! Le ho portato l'occorrente ed ha iniziato a curare questo pazzo, un momento di pace, mi sembrava di essere la madre di due adolescenti ingestibili, io preparavo la cena, e visto che tra il soggiorno e la cucina non c'è la porta,  sentivo questa conversazione assolutamente fuori di testa, di due che sì, si fanno le canne, sì, avranno anche bevuto, ma che secondo me da "sani" parlano delle stesse cose nello stesso modo.
Erika "ora se urli ti faccio urlare di più, quindi visto che ti curo stai zitto"
"si ma non puoi  passare con il cotone sulle ferite come fosse una padella da disincrostare"
"invece si perchè oltre al sangue hai anche un pò di asfalto e va mandato via sennò ti viene l'infezione e conosci la parola pus? Domani ne sarai pieno!"
Ma che schifo ragazzi, io sto cucinando per favore, ma chi cazzo mi sono portata in casa? Oddio mi sa che me lo sto chiedendo  troppe volte, ed ormai il passo l'ho fatto, non resta che vedere cos'altro può succedere. Mi ricordo di aver sfornato la pizza che i due adolescenti ridevano come cretini per qualcosa visto in tv, canne pizza, canne, birra, mettiamo un film, scelgo io Clercks Commessi, ecco non mi sono più  preoccupata, mi sono addormentata, ho aperto un occhio erano crollati anche loro, Pablo in terra, con tutte e due le mani bendate in un modo mai visto prima, sembrava avesse degli origami tra le dita, Erika sul divano, non mi posso preoccupare mi devo lavare i denti ed affondare nel materasso.
Mi ricordo solo questo, mentre mi lavo la faccia con l'acqua gelata guardandomi allo specchio un pò a destra e un pò a sinistra perchè la stella è Ovviamente appiccicata in mezzo. Devo entrare nell'ordine di idee che ho deciso di condividere casa, lascio lo specchio con tutto quello che c'è attaccato e scendo le scale, interrogativa, infastidita dalle botte di martello a prima mattina, curiosa e, diciamocelo, anche parecchio spaventata, può succedere di tutto con questa in casa...questa? No e lui? Oddio...affretto i passi scendoscendoscendo veloceveloceveloce che quel pazzo mi sta distruggendo qualcosa lo so me lo sento.