QUESTO è TUTTO, NON HO ALTRO...FORSE CONTINUERO' FORSE NO, MA GRAZIE DAVVERO A CHI HA AVUTO LA VOGLIA E LA PAZIENZA DI LEGGERLO FIN QUI :)

 

Ho l'ansia dentro, sono tragica sempre, e quando qualcosa o qualcuno rompono i miei piani mentali, mi cade il mondo addosso. Nei miei pensieri tutto è ben controllato, messo al suo posto, per data,importanza, urgenza ed ecco qua che non capisco più niente di quello che dovevo fare, guido sfrenata verso l'ospedale, e di tanto in tanto guardo dallo specchietto retrovisore cosa fa il ragazzo: sguardo impaurito, ma consapevole, spalle larghe, potrebbe giocare a basket o fare nuoto non lo so, so solo che se suona il piano dovrò dargli un bel pò di soldi perchè le sue mani sembrano veramente distrutte. Anche Erika sembra preoccupata, la sua faccia adesso ha un'espressione, mentre prima era totalmente neutra, si gira verso di lui, forse per portargli conforto, o almeno distrarlo dal dolore ed inizia un discorso confuso,distratto e languido. Non me lo aspettavo "sei di Bologna?" "si e tu?" "io non proprio" non si sbottona, crea e mantiene questo alone di misteriosa indifferenza che fa ammutolire le persone che ne vorrebbero sepere di più. Costringe a parlare, come se le sue risposte fossero domande, sa mettere alla prova e registra ogni minimo movimento della bocca, delle sopracciglia e -credo- abbia un senso della sonorità pazzesco nel percepire lo stato d'animo degli altri solo dal tono della voce. Non voglio entrare al pronto soccorso lo faccio scendere ed aspetto fuori, poi paghero' e firmerò tutto quello di cui c'è bisogno. Il ragazzo mi guarda, sorride e dice con aria dolorante e incazzata "io non ci vado mica là dentro, se mi son fatto male fa niente dopo prenderò un'anfetamina in più e vedrai che mi passa tutto". Ecco fatto direi che la gironata andrà assolutamente segnata in verde sul calendario. Erika sta ridendo come una pazza, le labbra formano una parentesi e le guance tante piccolissime parentesi come quando butti un sasso nel lago. "ma che ridi tu? Cioè sta gocciolando sangue dalle dita della mano sinistra, mentre la destra nemmeno so se c'è rimasta!!!!" "Ma lo vedi? Anche lui ride è anestetizzato". Ok ok ho capito, ma quale pianista-giocatore di basket-nuotatore del cazzo, questo è un piccolo grande UomoDroga; direi che se non fosse per il fatto che lui è già risalito in macchina io lo vorrei lasciare lì per vedere se per caso lo prendono all'ospedale e non lo lasciano più, ma non vorrei farmi denunciare, visto che non puoi considerare stupido nessuno solo dall'apparenza. Riparto, ingrano la prima come se stessi guidando una Lotus turbofacciotuttoiobastachemiaccendieincinqueminutitiportoincapoalmondo, mentre Erika si gira e inizia "io mi faccio chiamare Erika e tu?" "io mi chiamo Pablo e vorrei comprare uno di questi vibratori a mia mamma, credo che ne sarebbe felice, visto che oggi le ho portato via il portafoglio ed ho già speso tutti i soldi" "si vede" mi insinuo nella conversazione. Ragazzo si vede bene che LI hai spesi quei fottuti soldi e non ci vuole molta fantasia per capire come! Lo guardo dallo specchietto retrovisore, sta battendo freneticamente le mani su ogni oggetto accalcato dietro e cerca di andare a tempo con la musica, anzi credo proprio che sia convinto di essere dentro la radio con il mio cantante arabo a suonare la batteria con le mani rotte. oh NO! cioè ho detto le mani rotte!! Tiro il freno a mano mentre Erika sgrana gli occhi e mi guarda incredula la distensione muscolare che ho in faccia, piano piano mi giro (non voglio nememno immaginare cosa mi aspetta).... eccolo il nostro grandissimo PabloDrug che ha fatto impronte rosse ovunque, sul computer di Erika, sulla scatola dei vibratori, sul sedile, sulle buste della spesa; questo è veramente troppo ,caro mio io ti mollo qui esattamente dove siamo adesso senza che tu possa dire qualcosa, ora tiri fuori la lingua e pulisci tutto dopo di chè apri lo sportello, anzi TI apro io lo sportello e "ciao". Mentre penso tutto questo lui mi guarda e si accorge del danno, ma non sembra preoccupato e per niente dispiaciuto, si toglie la maglietta ed inizia a pulire dicendo solo "oh merda ho le mani che sanguinano!". Ma io dico, cioè come facciamo ? ditemi voi come possiamo fare con le persone così? Va bene prenditi un'anfetamina dietro l'altra, butta coca su per il naso dalla matina alla sera, ma così proprio non si può! Erika si smangiucchia le unghie cercando di grattare via lo smalto rimasto dalla mano sinistra poi alza la testa con un atteggiamento come se capitasse tutti i giorni di ritrovarsi uno con le mani rotte in macchina che spruzza sangue ovunque e dice con aria perplessa-tranquilla-interrogativa "hai dell'erba per caso?" Pablo intanto sotto ai miei occhi sempre più increduli, si rimette la maglietta noncurante delle grosse macchie scure sulla spalla destra e sul collo, e risponde "beh certo ho qua della buonissima roba ora ve la faccio assaggiare". Credo di dover dire no no fermi tutti qua non si fuma, per salvare le apparenze, ma non è nel mio stile fate pure ragazzi, della buona erba è sempre la benvenuta, ma non rilasso la mia faccia. Pablo parla,arrotola,parla,accende,parla e lo spinello è già pronto con la cartina mezza rosa mezza bianca. Oh cazzo ma non l'ha capito che ha le mani sporche questo? Va bene "senti pablo vieni fuori dalla macchina che con la bottiglia dell'acqua ti sciacqui le mani che almeno risolviamo il problema delle impronte sanguinose, che a dire la verità mi fanno innervosire." Esco con la bottiglia in mano mi guardo intorno, il silenzio totale, siamo vicini a casa mia, il verde sta prendendo quel colore importante che tra poco darà il nome alla mia stagione preferita e non ci sono persone e non ci sono macchine e nessuna voce e pablo che cade scendendo dalla macchina. Secondo me adesso collassa visto che ha perso un quarto del suo sangue in macchina sbattendo le mani per sentirsi il percussionista del momento. Insomma si tira su ridendo, anche Erika ride con quella bocca concentrica che sembra di gomma, va bene va bene me la rido pure io ed intanto faccio sgorgare l'acqua sotto la quale Pablo pare divertirsi a vedere emergre le varie ferite che ha nelle dita. Saliamo in macchina, fumiamo e quando è finito il mio turno, passo lo spinello al proprietario e accendo la macchina, ho intenzione di andare a casa e se loro non vogliono va bene lo stesso io adesso fino alle mie quattro mura non mi fermo più.