L’abisso della depravazione può avere diverse forme il mio erano un mix di alcol e donne.

Credo, in quei mesi, di essermi scopato tutte le donne che incontravo per il gusto di farlo, senza rimorsi o voglia di conoscere meglio quelle che venivano a letto con me. Era come consumare col sesso il ricordo di qualcosa che non potevo avere. E quando non riuscivo ad annegare la mia malinconia nel sesso ci riuscivo benissimo con fiumi di alcol.

In quel periodo della mia vita, avevo la stessa visione del mondo che si può avere la mattina dopo una sbornia. Sfumata, instabile ed edulcorata da ricordi di persone e azioni che non ero troppo sicuro di aver vissuto nel modo e nell’ordine che ricordavo la mattina al mio risveglio.

E di tutto questo ne risentì anche il mio lavoro.

Sono sempre stato un uomo metodico e meticoloso e forse anche un pò banale. Amavo le mie cose, il mio ordine e in un certo senso mi piaceva la staticità “del sempre uguale” della mia vita. E la mia vita non può dirsi ordinaria, ma le cose che alla fine fai sono pur sempre quelle: acquisire dati, verificarli, produrre nuove idee. Sempre così in un loop costante da cui uscirne fuori sembrava impossibile.

Invece, in quel periodo mi sembrava di aver sovvertito le regole che mi ero auto-imposto e nel mio delirio di “onnipotenza personale” godevo anche nel fare male alle persone che mi stavano accanto.

E la persona a cui feci più del male fu l’unica amica a cui tutt’ora tengo di più: Veronica.

Veronica è sempre stata per il team, oltre che la dinamica manager, anche colei che si occupa di noi: la nostra Mami. E nonostante la giovane età, ha sempre avuto una parola dolce e gesti affettuosi per tutti. Una sorta di ancora di salvezza del gruppo.

Eppure quella sera non ci misi niente a farle del male, anzi per qualche attimo mi compiacqui anche di quello che le dissi e feci.

Ricordo ancora tutto come se fosse la scena di un brutto film. Di quelli in cui la giovane ragazza sola viene aggredita dal bruto di turno.

Ero rientrato da poco da una delle mie serate alcoliche e, invece, di recarmi direttamente al motorhome ero salito in sala riunioni alla ricerca del mio tablet. Poichè la serata non era andata per il verso giusto “donne” parlando, avrei passato il resto della stessa a guardarmi qualche film porno.

Solo che la stanza non era vuota e seduta al grande tavolo ovale c’era Mami che finiva di visionare alcuni filmati. Sinceramente non so cosa mi prese, perchè mi comportai così e non credo neppure che la cosa dipese solo dall’alcol, ma entrai con l’intenzione di “farmela” e nulla potè la vocina nella mia testa che mi avvertiva che stavo per fare la più grande cazzata della mia vita.