L’ego di un uomo non andrebbe mai sottovalutato.

Perchè quando inizi ad avere rimpianti e scopri di avere avuto qualcosa di speciale nella tua vita, ma di averlo brutalmente perso. Ecco in quei momenti si diventa più simili a diavoli che ad esseri umani.

C’è stato un momento della mia vita in cui trovavo quasi dilettevole essere un mietitore di anime e il più delle volte ero in grado di strappare un cuore e un’anima senza quasi accorgemene. Forse perchè la mia anima la persi quel giorno al telefono con Giada e per un lungo periodo mi reputai incapace di amare o di provare pena per qualcuno.

Ricordo ancora quello che mi disse come se le parole fossero marcate a fuoco nella mia mente. - Alex volevo solo che lo sapessi da me e non da altri... -

In realtà non avevo capito molto del suo discorso, quel giorno stavo visionando le ultime sessioni di prova e avevo attribuito a quella telefonata un puro aspetto di cortesia. Perchè, quello che Giada faceva ora della sua vita, mi interessava come mi poteva interessare la vita di una persona che passa nella mia e lascia solo un ricordo dal sapore amaro più che dolce. Ma lei continuò e aggiunse: - Perchè questa volta spero di non perderlo, non ce la farei di nuovo…-

Mi colpiro solo quelle due parole “perderlo” e “di nuovo”. - Cosa intendi per “perderlo di nuovo”? -

Seguì un lungo silenzio, di quei silenzi così carichi di parole non dette che non avrebbe avuto bisogno di aggiungere altro. E le parole che seguiro dopo mi vorticarono nella testa come se volessero azzerare ogni mio pensiero, ogni mia possibilità di essere felice in futuro con una donna. A suo modo, Giada, quel giorno si prese la mia anima e mi rese quello che, ora, quasi mi vergogno di essere stato dopo: un vero mostro.

Rimasi a fissare il cellulare anche quando lei chiuse la telefonata: - Se puoi perdonami…-

Ma la verità è che non ero riuscito a dirle nulla perchè la mia testa non era riuscita a mettere in fila un pensiero coerente, qualcosa che avesse senso per giustificare il perchè di una simile confessione. Però ora molte cose mi erano chiare: quei silenzi, il suo dolore, il lasciarmi senza darmi una giustificazione e il suo rimarcare che la colpa era mia…

Già mia, perchè dove ero quel giorno? Ero lontano come sempre...