La differenza tra amare e possedere a volte può risiedere in una bugia o in un dettaglio. In realtà io ed Etienne fummo colpevoli della stessa bugia ovvero che entrambi tacemmo sul fatto che nessuno dei due era in grado di amare l’altro. Che il motivo fosse per paura o egoismo ai fini della storia è relativo, ma l’amore è un sentimento che si coltiva con rispetto, dedizione e desiderio e quando questi mancano quello che resta è solo la consapevolezza di un desiderio fine a se stesso, il sesso. Ma è altrettanto vero che, quando non hai mai avuto amore nella tua vita, può servire a sopravvivere anche aggrapparsi a un sentimento che ne ha l’aspetto, ma non la sostanza.

Ed è a questo che mi aggrappai all’inizio della storia con Etienne, al desiderio di poter essere qualcosa che per lui non ero. Ma come tutte le storie prive di fondamento, le differenze tra noi emersero nel giro di pochi mesi e non mi fu difficile capire che essere l’amante della strega era per lui uno status al pari di quello di figlio del sindaco.

Va detto, però, che essere consapevoli del limite di una relazione non è di per sè un dramma, ma può col tempo diventare un modo per prendersi le proprie rivincite. Ed è forse questo che mi tenne a galla nel mare della mia disperazione: sapere che Etienne aveva bisogno di me. Ed il suo desiderio era tale che mi permise di pilotare molti degli eventi che si susseguirono negli anni fino ad arrivare a detenere una forma di potere quasi totale su di lui e su molti dei miei compaesani.

La cosa divertente è che tutto il mio potere nasceva dal mio disprezzo per Etienne, più cresceva e più lui affogava in questo strano sentimento che provava nei miei confronti tanto che nel tempo la sua era diventata quasi una dedizione ossessiva. E tuttora, quando ci penso, mi rendo conto che all’epoca fui veramente sadica con lui. Lo umiliavo, lo deridevo eppure lui tornava sempre da me.