Mi sono sempre chiesto quanto sia diverso il modo di amare di un uomo da quello di una donna.

Se qualcuno mi chiedesse ora cosa significa amare risponderei senza dubbio stare bene con la persona che ti sei scelto come compagna. Quello stare talmente bene da sentirsi a casa solo con lei.

Eppure a Giada questo non bastava.

In questi due anni non mi sono mai accorto del suo malessere e quando eravamo insieme mi sembrava felice tanto da aver deciso di prendere una casa tutta nostra. Eppure a lei tutto questo non bastava e voleva qualcosa di più. Ma di fatto non me l'ha mai detto e il giorno che rientrai a casa alla fine dell'ennesimo campionato trovai al suo posto un foglietto con due asettiche righe in cui mi comunicava di aver preso l'unica decisione possibile.

Forse non mi amava veramente o forse ero io a non amarla perchè soffrimmo entrambi meno del previsto per questa separazione.

Ricordo che dopo due mesi di apatia Ianto mi costrinse ad uscire con una delle ombrelline che frequentavano il paddock. Sinceramente non so se fu la serata alcolica o il discorso chiodo scaccia chiodo fattomi da Ianto, ma la mattina dopo mi ritrovai nel letto di una sconosciuta e con un mal di testa cosí forte che passai la settimana successiva a mandare il mio amico a quel paese. Però su una cosa devo dargli ragione ovvero sul fatto che andare a letto con un altra donna senza sentirmi in colpa mi aveva fatto capire che forse la mia storia con Giada non era stata cosi speciale come credevo. O meglio l'unico posto in cui continuavo a sentirmi a casa era quel mondo che lei tanto odiava: le corse.

Rimasi cosi single e convinto di non essere capace di amare fino a una sera di qualche mese fa.
Ricordo ancora la sua testa appoggiata sul mio petto, il suo leggero profumo di gelsomino e quella strana sensazione di pace mentre la tenevo stretta tra le mie braccia. Si quella sera finalmente trovai la mia casa.