Christian era entrato in palestra con un forte mal di testa e voglia zero di stare dietro alle solite paturnie delle signore che affollavano a quell’ora le varie sale. Solo che Chris era non solo uno dei soci fondatori, ma anche uno dei personal trainer che seguivano gli allenamenti anche di personaggi sportivi più o meno famosi e quella mattina aveva diversi appuntamenti a cui non poteva proprio sottrarsi.

Guardò Gaia seduta alla reception che si affaccendava tra una chiamata e l’altra, poi le si rivolse con aria scanzonata “Ciao Tesoro, che aria tira oggi?”. Gaia lo guardò prese una bottiglietta di acqua tra quelle appoggiate sul bancone e gliela allungò assieme a una salvietta: “Solite cose Chris: Twiggy che si lamenta che in sala spinning fanno troppo chiasso e non riesce a fare una lezione di yoga in santa pace, la tua “cara” socia che ha tirato una sclerata con quello della manutenzione delle macchine in sala pesi e la tua “amichetta” che impazza nelle varie sale mandando in delirio metà degli uomini presenti…”

L’ultima frase Gaia l’aveva detta quasi senza darci peso, ma Christian aveva subito capito a chi si riferiva, tra tutte le “amiche” di Christian solo una veniva additata come l’amichetta di Chris: Mavis Hawton.

Mavis era una ricca e annoiata quarantenne, sposata con un riccone che viveva per undici mesi all’anno a Singapore per lavoro. Il matrimonio per lei era stato più che vantaggioso: le aveva dato non solo una certa disponibilità economica, ma anche e soprattutto una ampia libertà sessuale. Ancora molto piacente e con un fisico paragonabile quasi a quello di una ventenne, a detta di molti estimatori, era una delle più assidue frequentatrici della palestra. In realtà, più che dedicarsi allo sport, il suo hobby, era quello di tenersi occupata passando da un letto all’altro di giovani uomini, forse più per sentirsi ancora giovane e desiderata che per vera dedizione al sesso. La stessa figlia Paris la riteneva una sorta di vecchia maiala mangiauomini, ma pur di non averla in casa ad impicciarsi dei suoi affari era ben lieta che la madre avesse trovato nello “sport” e in quella palestra una forma di sfogo.

Va detto che Mavis e Christian avevano da tempo iniziato una relazione che assomigliava più a tira a molla che una semplice relazione di sesso. Per questo, Chris, era sorpreso di vederla lì oggi, anche considerando che nell’ultima telefonata lei era stata abbastanza chiara: salvo indicazioni diverse, Mavis, non aveva più intenzione di portare avanti una storia con lui.

Non era la prima volta che la donna sembrava stancarsi di Christian, ma appena la fiamma di turno passava eccola riapparire nel suo letto a vantare una forma di possesso e di predominio sul suo corpo e sulla sua mente. E per Chris questo rapporto era davvero devastante, perché per un periodo era stato più che sicuro di essere innamorato di quella donna e tutt’ora non sapeva spiegarsi perché non poteva fare a meno di lei. Era su questo punto che vertevano le discussioni con suo fratello Robert. Robert, infatti, riteneva il rapporto con quella donna una forma di masochismo del fratello Christian che vedeva nelle sue attenzioni una forma di appagamento e compensazione di un rapporto che a loro due era mancato fin da piccoli ovvero quello con la loro madre. Ecco perché Rob la considerava una vera stronza, perché impediva di fatto a Chris di chiudere con lei e di iniziare una qualsivoglia di relazione sana con una persona della sua età.

Christian entrò nella sala macchine e la vide subito: sullo step con un micro top bianco che lasciava ben poco all’immaginazione, un paio di leggins bianchi e un micro slip rosso sotto, era attorniata da un gruppetto di ragazzi tra i venti e i trent’anni che se avessero potuto se la sarebbero scopata lì senza troppe esitazioni. Come sempre, Mavis, sapeva come attrarre l’attenzione totale degli uomini su di se e anche lui continuava a non esserne immune. Chris sospirò e pensò che sarebbe stata davvero una lunga giornata.