Eric era entrato per l’ennesima volta nello studio legale e si era diretto verso la segreteria per poi fermarsi sulla soglia della porta quasi sorpreso che alla scrivania vi fosse finalmente Bambi. Aveva trattenuto qualche secondo il fiato pensando a cosa dire e poi aveva deciso di seguire la linea di Rob, alla fine era quella più sensata.

E: “ Buongiorno, sono Eric Della Torre… Della Torre Manescalchi…” disse quasi imbarazzato, infatti, difficilmente utilizzava il cognome completo ritenendolo troppo pomposo e lungo da pronunciare “… l’Avvocato Frost dovrebbe aver lasciato una busta per me.” ed era rimasto in silenzio ad osservare la reazione di Bambi.

Amanda aveva alzato gli occhi dal voluminoso codice civile che aveva appoggiato sulla scrivania e l’aveva osservato quasi come se dovesse vivisezionarlo. Le ricordava qualcuno, ma chi? Aveva sbattuto le ciglia e poi con un leggero sorriso aveva controllato sul porta documenti accanto alla scrivania e nulla, la busta non c’era. Poi si era ricordata di un appunto della segretaria dell’ufficio e aveva aperto l’agenda sulle note del giorno.

A: “Mmmmhhh, mi sembra di ricordare che Emma abbia lasciato un appunto proprio per questa cosa.” pensò tra se e sé “Si, eccolo! Pratica protocollo 223/13 archiviata nel raccoglitore deleghe, da far firmare la privacy e il mandato per il notaio.” Amanda si alzò e si diresse verso la libreria alle sue spalle, prese la piccola scaletta all’angolo e fece per salire. “Arrivo subito, mi deve fare due firme.”

Eric era rimasto in un silenzio quasi imbarazzato, perché come al solito non sapeva cosa dire o meglio, come tutte le volte che si trovava di fronte a una ragazza che gli piaceva, le parole e le frasi più brillanti sembravano sparire dalla sua mente e anche solo comporre una frase sensata gli costava uno sforzo immane. Eppure con i suoi amici non era così, anzi spesso gli dicevano che era un tipo divertente. Si probabile, ma solo se riferito ai rapporti con gli uomini perché con le donne si sentiva un pesce fuor d’acqua.

Bambi nel frattempo si era arrampicata sulla piccola scaletta e stava cercando di recuperare il raccoglitore forse troppo in alto per lei.

E: “Vuoi che te lo prenda io?” le aveva chiesto gentilmente.

Amanda aveva osservato il ragazzo che ora le stava dietro ed era alto quasi quanto lei su quella piccola scaletta. Aveva fatto si con la testa e Eric si era allungato per prenderlo. “Cavolo è carino!” aveva pensato la ragazza ora che poteva osservarlo meglio. Il ragazzo era col viso a pochi centimetri di distanza da lei: aveva i capelli di un bel biondo e abbastanza lunghi, anche se non lunghi come piacevano a lei, scalati da una parte aveva come un ciuffo a coprirgli parte del viso e dei dolcissimi occhi azzurri. I lineamenti erano delicati e gentili, forse non il suo genere di ragazzo, ma lo trovava bello, di una bellezza gentile.

Eric, invece, non era riuscito a guardarla neppure un secondo perché la sua presenza continuava a generargli imbarazzo, figuriamoci in una situazione come quella dove lei era veramente così vicina che se solo si fosse girato di scatto avrebbe potuto baciarla. Ecco a quel pensiero, si distrasse e tirando il raccoglitore non si accorse che i fascicoli non erano legati e i fogli caddero loro addosso assieme a un piccolo plico voluminoso che cadde proprio sulla testa di Bambi. Amanda che era rimasta sulle punte dei piedi ad osservarlo, nel cercare di recuperare l’equilibrio, si era sbilanciata ed era caduta all’indietro. Eric aveva allora mollato il raccoglitore e si era ritrovato seduto per terra con in braccio Bambi che nel cadere aveva urlato: “Prendimi! Oddio prendimi!”. In fondo non era vero quello che diceva Robert, qualche volta i sogni si avverano.