Christian era uscito da quella casa abbastanza confuso, non era certo di aver capito bene cosa fosse successo e dove lui avesse sbagliato… certo era che si era ritrovato con la Biondina in lacrime, una gomitata nello stomaco e un desiderio abbastanza inappagato.

In realtà, aveva anche cercato di chiarirsi con Simone, ma quando aveva tentato di toccarla o di capire cosa era andato storto, lei, si era divincolata, rannicchiata contro l’angolo del divano e gli aveva indicato la porta. Chris, allora, si era alzato e aveva farfugliato un qualche tipo di scusa ed era quasi scappato da quella stanza con uno strano senso di colpa. “Perché mi sembra di essermi comportato da pezzo di merda?” si era chiesto uscendo dalla porta, nel farlo si era girato verso Simone e aveva aggiunto: “Credimi mi sento un cretino… non volevo farti piangere!”. Infine aveva chiuso dietro di se la porta della stanza dei giochi, era sceso al piano inferiore facendo i gradini a due a due e si era infilato fuori dalla porta principale.

Non era rientrato subito a casa, aveva gironzolato attorno al pub dell’appuntamento una buona mezz’ora nell’attesa di chissà quale evento e poi era andato nella solita birreria vicino a casa, forse nel tentativo di annegare la disavventura in un paio di birre, e la cosa aveva sortito il suo effetto perché la mattina dopo di quel qui pro quo quasi non se ne ricordava.

La sveglia, però, era suonata anche troppo presto e Chris ci aveva messo qualche minuto a realizzare dove si trovava e cosa fosse successo la sera prima. “Cazzo, sono un animale!” e il primo pensiero fu per il viso arrossato e in lacrime della Biondina. “Che cosa mi aveva detto?... Oh si… Sei uno stronzo!...” e poi mentre iniziava a piangere aveva aggiunto “… dimmi te se per lo stupido affitto di una camera dovevo trovare un imbecille, maiale e pervertito come te!”.

Chris era sdraiato nel letto il braccio a coprirgli il viso e a fermare anche quella sensazione di sbornia da birra. Se il mondo doveva girare a quel modo per aver fatto una cazzata… beh lui voleva avere la possibilità di dire a Simone la sua verità: “Si così penserà che oltre maiale e pervertito sei pure coglione e doppiamente maiale! Perché come ti giustifichi di non essere un porco? Che sei un maiale che aveva la punta con una abbordata in una chat… Grande Chris, bella difesa! Se fosti un avvocato adesso avresti tutti i clienti sulla sedia elettrica anche se il paese non prevede la pena di morte…” sospirò e pensò che di cazzate nella vita ne aveva fatte tante, ma mai da sentirsi così “Mi sento uno stronzo figlio di buona donna!” e si girò nel letto cercando di trovare una soluzione per chiedere scusa a una persona che aveva visto una sola volta in vita sua e a dire il vero non sapeva neanche lui il perché.

L’unica spiegazione era che nel suo essere uno coglione voleva per una volta essere un coglione che non faceva piangere una donna.