Ci sono momenti in cui ti ritrovi a ripercorrere tutte le tappe della tua vita e a trarne conclusioni: una sorta di cosa ho fatto, cosa voglio e cosa vorrò per il mio futuro.
Eugenia era in questa fase, seduta sul letto con il telefonino in una mano e il bigliettino di Iside nell'altra, fissava lo schermo del cellulare come se da esso dipendesse il suo futuro. E, forse, in parte era vero.

E' difficile credere che anche persone con forti principi morali possano fare delle scelte che vanno contro quello in cui hanno sempre creduto... "Tradire"... Eugenia scandiva mentalmente la parola come se ripetendola sempre più lentamente potesse in qualche modo giustificare quello che era successo, ma giustificazioni non ne aveva se non che aveva fatto la sua scelta in libera coscienza e se avesse fatto bene o male non era in grado di dirlo o meglio era una scelta a cui non riusciva, ora come ora, a dare una valutazione critica ed oggettiva se non basata su un mero desiderio carnale.
La verità è che lo voleva... voleva con tutta se stessa Maurice D'Anjou.

Eugenia sospirò, guardò la biancheria pulita che Iside le aveva lasciato sul letto e provò un senso di disagio e di vergogna. Anche la sua amica aveva intuito che voleva fare sesso con Maurice. "Voglio fare l'amore con lui!" si disse riproverandosi per aver pensato solo al compiacimento fisico. Ma davvero voleva fare solo l'amore con lui? O quello che cercava era un appagamento totalmente fisico e mentale che da tempo non provava con Toni? Difficile dirlo.
Si alzò meccanicamente e indossò la biancheria intima, e optò per un paio di leggins e un maglionciono lungo al posto dell'elegante sottoveste scelta dall'amica. Se voleva capire cosa provava per Maurice aveva solo una scelta: provare a rivederlo ancora una volta. E se quello che voleva da lui era solo sesso era pronta ad assumersi la respondabilità delle conseguenze di diventare l'amante di un'altro uomo. Ma cosa sarebbe successo se, invece, si fosse accorta di volere qualcosa di diverso? Era pronta a prendere in considerazione che il bisogno d'amore non fosse la motivazione per cui lui era venuto in Italia con lei? No, forse non era pronta, ma non poteva neppure rimanere con quella sensazione di vuoto dentro, come se fosse seduta sul ciglio di un burrone e con le gambe a penzoloni stesse valutando se buttarsi o meno. Di fatto aveva bisogno di sapere.

Fu così che lentamente compose il numero sul cellulare, rimase in attesa e una voce maschile, a lei ben nota, le rispose in un marcato accento francese: "Sto venendo da te..."