Eugenia, si era svegliata da sola e ne aveva tratto una sensazione quasi di sollievo. Lentamente era scesa dal letto e si era guardata allo specchio: "... non ho mai avuto delle occhiaie del genere..." pensò. Si sentiva stremata, prese il telefonino per inviare un sms alla sua segretaria e a Toni per avvisarli che non si sentiva bene e non sarebbe andata in studio. Poi tornò a dormire lasciando il cellulare in silenzioso appoggiato sul comodino.

Era mezzogiorno passato quando si risvegliò, era sudata e le girava ancora la testa, cercò il cellulare, ma le cadde. Si sforzò di alzarsi, ma la testa le esplodeva, lentamente molto lentamente afferrò il cellulare da terra e controllò le chiamate, ce ne erano diverse, così come diversi sms sempre e solo di Iside. Nessuna chiamata o sms di Toni... o di Maurice. Fu a quel pensiero che si rese conto di non avere neppure un numero a cui chiamarlo perchè fino ad allora se ne era sempre occupata la sua segretaria. Le girava la testa sempre più forte, si sdraiò sul letto e compose il numero di Isidora, aspettò che rispondesse e le uniche parole che le uscirono quasi strozzate furono: "Iside, non mi sento bene...". Dall'altro capo del telefono Isidora Newman rispose preoccupata: "Sei a casa? Tra venti minuti sono lì, ho le mie chiavi... non ti muovere!"
Eugenia chiuse gli occhi, sperava solo che la testa smettesse di pulsare e che l'immagine di Maurice D'Anjou sbiadisse nei suoi ricordi, invece, era lì vivida a imperitura memoria di quello che era successo. Rimase così sul letto per quei venti minuti che le sembrarono interminabili, con la mano appoggiata sugli occhi a impedire che la luce, filtrando, illuminasse l'immagine di quel viso che ormai era stampato nella sua mente. Infine, sentì la chiave girare nella toppa della porta e si ritrovò a desiderare con tutto il cuore che non fosse Toni.

Iside era preoccupata per la salute di Eugenia. Di fronte a lei, l'amica, era pallidissima, e con due profonde occhiaie, inoltre, era chiusa in un silenzio che non le era proprio, o almeno non con lei. Isidora, le toccò la fronte, per accertarsi che non avesse la febbre e, infine, le preparò una tazza di thè con dei biscotti. La guardò mangiare e prendere un'analgesico, ma quel suo silenzio non la convinceva. Aveva fin da subito escluso qualche discussione con Toni, perchè in passato ce ne erano state tante, anche di molto accese, ma mai da ridurrla in quello stato. E poi oltre a quello strano silenzio, Eugenia, continuava ad evitare di guardarla negli occhi come se avesse qualcosa da nascondere.
Iside aveva un'idea di quello che poteva essere accaduto, ma avrebbe preferito che fosse l'amica a dirle cosa la preoccupava, così si limitò a chiedere: "E allora come è andato l'incontro a Parigi con Maurice?"
Eugenia prima impallidì, per poi avvampare. Fu così che Iside potè constatare che, qualunque cosa fosse successa a Parigi, ora sapeva di aver trovato causa ed effetto sia per i comportamenti di Maurice che per quelli di Eugenia. Sorrise tra se e se quasi divertita, poi con dolcezza accarezzò i capelli di Eugenia e le disse: "Appena ti riprendi ti accompagno a farti una doccia, hai proprio bisogno di darti una bella sistemata."
E, mentre, l'amica si faceva la doccia, le cambiò le lenzuola del letto e le mise sul cuscino una bella camicia da notte e della lingerie molto sexy.
Infine, poco prima di uscire le lasciò un bigliettino sul tavolo: "Prima o poi dovrai dirmi cosa ti è successo, nell'attesa ti lascio il numero di una persona che potrà alleviare le tue pene meglio di me. Tua Iside".
Seguiva un numero di telefono che dal prefisso si intuiva non essere italiano.