Maurice D'Anjou osservò Antonio Ponte avvicinarsi per dar loro il benvenuto con il più ruffiano dei sorrisi. Fondamentalmente quell'uomo non piaceva a D'Anjou fin dal primo giorno in cui l'aveva visto uscire dallo studio di Eugenia e ancora una volta la sua assoluta mancanza di eleganza e tatto lo avevano infastidito.

Antonio Ponte, si era prodigato, infatti, a dare il benvenuto ai D'Anjou lasciando in disparte Eugenia, trattandola come se fosse un oggetto che poteva aspettare. Toni aveva stretto calorosamente la mano di Maurice e con fare gentile gli aveva chiesto come fosse andato il viaggio. Infine, sorvolando sui dettagli del weekend di lavoro poichè avrebbe provveduto Eugenia ad aggiornarlo, si era messo a discutere delle bellezze della città con Isabeau. In questo contesto Maurice, aveva notato come Toni si soffermasse ad osservare le forme di Isabeau, con quella stessa espressione sorniona di un predatore a caccia che lo stesso D'Anjou conosceva molto bene.

Eugenia nel frattempo, era rimasta di qualche passo indietro rispetto al gruppo ascoltando la conversazione con fare imbarazzato. Pallida e con gli occhi stanchi nascondeva uno stato d'animo che Maurice non riusciva a comprendere fino in fondo.

Dopo qualche minuto di discussione, Isabeau si appoggiò al braccio del fratello e lamentandosi della stanchezza per il lungo e noioso viaggio chiese di prendere congedo dal gruppo. Fu a quel punto che, l'avvocato Ponte, si volse verso Isabeau e prendendole la mano, per quello che riteneva essere un elegante baciamano, pose le sue labbra sulla mano della donna, tanto che la stessa Isabeau infastidita dal gesto la sottrasse fingendo un sorriso compiaciuto.
Infine, anche Toni prese congedo dal gruppo cingendo con un braccio la vita di Eugenia.

A quella vista Maurice ebbe un moto di fastidio simile alla puntura di un insetto, non doloroso, ma sicuramente fastidioso.