Dopo gli ultimi accadimenti, il piccolo jet era riuscito a decollare non più tardi delle 22 e il comandante aveva dato indicazione che, traffico aereo permettendo, sarebbero arrivati a Milano non oltre le 23.
Eugenia aveva, quindi, inviato un sms a Toni in cui gli comunicava di non avere un orario preciso di rientro e lo invitava a non venirla a prendere in quanto i D'Anjou le avrebbero messo a disposizione un auto per permetterle di rientrare a casa. Stranamente Antonio Ponte non aveva risposto all'sms.

Il resto del viaggio era trascorso tranquillo con la platinata che intratteneva Maurice raccontandogli con il maggior dettaglio possibile delle sue tappe di shopping selvaggio previste per il giorno successivo. Dal canto suo Eugenia aveva tirato fuori dalla sua borsa il suo pc portatile e si era messa a scrivere una breve relazione che avrebbe avuto lo scopo di avvalorare il suo viaggio di lavoro a Parigi... e nel prepararla si rese conto che tutto aveva fatto tranne che occuparsi di lavoro.

All'arrivo, Isabeau D'Anjou fu la prima a scendere dalla scaletta, poi fu la volta di Maurice e, infine, di Eugenia. La luce intensa dei faretti puntati sul piccolo velivolo la abbagliarono per qualche secondo e quando riuscì a mettere a fuoco le figure che si stavano avvicinando scorse tra loro Toni.
Fu allora che Eugenia realizzò di essere rientrata a corte... alla corte di quell'uomo che ancora una volta si preparava a rimetterle le catene di un rapporto di cui non era mai stata felice e che ora rappresentava solo una nuova barriera da abbattere.