Eugenia cercò di evitare per tutto il tempo del volo lo sguardo di Maurice e di sua sorella Isabeau. Non sapeva cosa D'Anjou avesse raccontato esattamente alla platinata, certo era che non riusciva a reggere quel suo sorriso beffardo, come se sapesse ogni dettaglio intimo delle notti passate con suo fratello.
In realtà, sarebbe anche riuscita a evitare ogni discussione non lavorativa se non fosse stato che, per il maltempo, furono costretti ad atterrare in un piccolo aeroporto del sud della Francia. Fu così che Eugenia si ritrovò a doversi relazionare con lei anche per argomenti non di grande spessore quali la scelta della borsa/trasportino per l' "adorato" cagnolino della donna.
Infine, dopo tre ore passate a dibattere su tutte le collezioni uomo-donna uscite negli ultimi due anni, Isabeau si era rassegnata, a sua volta, ad assopirsi su una delle poltrone, vista l'impossibilità a reperire un'auto che li potesse portare in un albergo della zona.

Erano rimasti, così, svegli solo Eugenia e Maurice in un silenzio carico di interrogativi, rotto solo dal respiro leggero di Isabeau D'Anjou e dallo scrosciare della pioggia.
Dalla notte prima non si erano più parlati e Eugenia viveva quel momento come una sorta di "risveglio" dall'incantesimo di una storia che non poteva già funzionare di suo.
Imbarazzata da quella situazione, si alzò lentamente e si diresse verso la toilette dell'aereo... aveva bisogno di stare sola e di riflettere... Ma nel farlo non si accorse che l'uomo l'aveva seguita. Maurice la spinse dolcemente dentro e, infine, si chiuse la porta alle spalle.

D'Anjou rimase in silenzio fissando Eugenia come se aspettasse un cenno da parte sua, infine, le cinse i fianchi e la sollevò appoggiandola al mobile del piccolo bagno. Con movimenti rapidi le slacciò la camicetta e le sollevò la gonna facendole cenno di tacere con un dito sulle labbra.
Gli occhi del suo amante erano maliziosi e intriganti, come se volessero entrare nella sua testa e svuotarla di ogni pensiero al solo scopo di farla cedere a quel gioco... Eugenia si tolse il dito dalla bocca e lentamente portò la mano di Maurice sulla sua guancia, era così calda e quella carezza le dava un senso di pace... era come un suono che dava voce a quel silenzio. Allungò le braccia per cingergli il collo e lo baciò come non aveva mai fatto prima.
Si amarono così, in un silenzio che sembrava amplificare e consumare ogni loro esitazione, desiderio e follia...

Infine, Maurice D'Anjou si rivestì e uscì dando modo a Eugenia di rimettersi in ordine. Sul viso dell'uomo il sorriso compiaciuto di chi ancora una volta aveva ottenuto quello che voleva, nella testa di lei il pensiero di aver oltrepassato quel limite che si era imposta di non oltrepassare per amore.