Eugenia si sentì quasi soffocare nel percorrere il piccolo corridoio che separava l'entrata del Jet della famiglia D'Anjou dall'area riservata ai passeggeri. Nella sua testa mille pensieri si sovrapponevano: il tradimento verso Toni, le confidenze da fare o meno a Iside, il rientro a casa così infelice e lui... Maurice D'Anjou. Sospirò e mise un piede in avanti, ma nel farlo si rese conto di aver perso per qualche secondo l'equilibrio tanto che , l'hostess, le chiese se c'era qualcosa che non andava, Eugenia fece cenno di no con la testa e proseguì.
Stava entrando in quello che sembrava un salottino piuttosto che una cabina di un'aereo, quando notò di fianco alla poltrona che le dava le spalle una ventiquattrore... in quel momento il suo cuore perse un colpo... non riusciva a vedere chi vi fosse seduto, ma prima ancora che riuscisse a pensare al nome di Maurice i suoi piedi si mossero veloci e la portarono di fronte al suo compagno di viaggio.

Nella poltrona con in mano un bicchiere di una bevanda rosso sangue, che Eugenia suppose essere vino, stava una bellissima donna dai capelli biondo platino che la guardava con fare interrogativo. Dopo qualche istante, passati a squadrare da capo a piedi Eugenia, la platinata, si risolve a lei sorridendo sorniona e con fare gentile le disse: "Lei deve essere l'avvocato Frost, immagino... Maurice mi ha tanto parlato di lei...".
Eugenia, trasalì scossa da quelle parole che l'avevano sottratta alla delusione di non aver trovato Maurice ad aspettarla e nella sua testa si fissò un nome "Alexandra", ma non fece tempo a domandarle chi fosse che la bionda continuò: "In realtà la immaginavo più anziana", sorrise, "Maurice me l'aveva descritta come una persona molto più compita e seriosa, ma si sa che gli uomini non amano parlare di belle donne con le altre. D'altronde non mi aveva neppure accennato che sarebbe partito oggi per l'Italia e, anzi, ho dovuto scoprirlo chiamando il suo assistente...". La donna appoggiò il bicchere e con fare amichevole la invitò a prendere posto nella poltrona di fronte a lei.

Eugenia, mentre si accomodava, non fece in tempo ad analizzare le ultime parole della platinata, incerta di averle comprese bene, quando si sentì chiudere lo sportello del jet e dall'entrata della cabina fece il suo ingresso Maurice D'Anjou.

Nel silenzio di quegli attimi Eugenia si senti trasportare dal paradiso all'inferno di dover affrontare il viaggio con Maurice D'Anjou e la sua fidanzata Alexandra.