Ci sono cose nella vita che non si dimenticano come le farfalle nello stomaco la prima volta che ci si innamora.
Ma Eugenia non le aveva mai sentite o almeno non prima di allora. Si era sempre chiesta cosa si provasse quando ci si innamorava senza rendersene conto, in maniera totale come un fuoco che divampa dentro... perchè con Toni non era stato così. Già perchè con Toni, tutto era avvenuto molto semplicente o come diceva Iside "Semplicemente ti sei rassegnata alla sua corte serrata".

Antonio Ponte l'aveva corteggiata fin dal primo giorno che si erano conosciuti e tutti i giorni per un anno aveva continuato a regalarle una rosa rossa pegno del suo amore. Era diventata una tale abitudine vedere Eugenia entrare all'università e ricevere la rosa di Toni, che nessun altro ragazzo aveva continuato a farle la corte. Dal canto suo la stessa Eugenia si era talmente abituata a quel gesto da non essersi resa conto di aver accettato di diventare "la sua ragazza" più per abitudine ad essere così considerata da tutti che per reale interesse...
Solo adesso dopo aver sfiorato il viso di un altro uomo, Eugenia, si accorse della banalità del suo amore per Antonio e di quanto le parole di Iside suonassero vere.

Percorse velocemente la hall dell'albergo e dopo essere arrivata al piano con l'ascensore scivolò nella camera in preda a un turbinio di sensazioni contrastanti.
Una parte di lei gridava "Corri da lui stupida!", ma dall'altra parte si rendeva conto di non aver ricevuto da parte di Maurice D'Anjou nessun reale segnale circa un seppur minimo interesse nei suoi confronti.
Rimase così ferma appoggiata alla porta della sua camera ascoltando la pioggia cadere e nella pancia le farfalle che danzavano al ritmo del battito del suo cuore.

Fu allora che sentì bussare alla porta.