Dopo l'inizio incerto la cena era proseguita in un clima abbastanza informale... Eugenia aveva cercato di sdrammatizzare la situazione raccontando a Maurice D'Anjou della passeggiata del pomeriggio e l'aveva fatto sorridere raccontandogli del suo salvatore sul rombante "cavallo bianco" e di come si fosse dispiaciuta di non conoscere la lingua francese per poterlo ringraziare.
Dal canto suo Maurice le aveva raccontato della sua passione per le moto e per la montagna. E aveva riso di gusto quando Eugenia gli aveva raccontato del suo primo viaggio in moto con Iside sulle colline toscane... conoscendo come guidava Iside non si era stupito che alla fine del giro la sua commensale fosse scesa dalla moto e avesse commentato "Non salirò mai più su una moto guidata da te, Iside!" per poi sedersi sul ciglio della strada per evitare di rimettere.
Per tutta la durata della cena, Eugenia non si era annoiata per un attimo e anzi, si era stupita di quanto in realtà D'Anjou fosse una persona alla mano e dallo spiccato senso dell'humor, caratteristiche che si era resa conto mancare completamente a Toni.

Finirono di cenare verso mezzanotte e Maurice si offrì di riaccompagnarla in albergo.
Uscendo dal locale Eugenia si strinse nel leggero trench, l'aria di Parigi si era rinfrescata e in cielo splendeva una bellissima luna color argento.
Maurice D'Anjou guardò la sua accompagnatrice e con fare gentile le mise il proprio soprabito sulle spalle e la invitò a seguirlo verso la macchina.
"Mi scusi, ma dobbiamo fare qualche passo a piedi... quando esco dal lavoro mi piace passeggiare per rilassarmi e visto che il locale è vicino, ho l'abitudine di venirci sempre a piedi".
Eugenia sorrise e lo seguì.
Le strade erano semi deserte e per la prima volta erano soli, c'erano un palpabile imbarazzo tra loro... camminavano affiancati, ma Eugenia si sentiva quasi stordita dal leggero profumo di lui sul suo soprabito... "Odora di buono e pulito" pensò. Il suo profumo, infatti, le ricordava l'odore della carta armena che Iside le regalava tutti gli anni a Natale... "... Papier d'armènìe..." sussurrò e non si accorse che D'Anjou stretto nelle spalle e con le mani in tasca la guardava con ammirazione.

Giunsero alla macchina e il viaggio di ritorno sembrò ad entrambi troppo breve.
Maurice scese dalla macchina e aiutò Eugenia a scendere. Lei gli restituì il soprabito e gli sfiorò la guancia con un bacio leggero. Poi si girò ed entrò in albergo senza dargli modo di replicare.

In quel momento iniziò a piovere.