Eugenia entrò nel locale accompagnata da D'Anjou, un pò intimidita dall'ambiente molto raffinato ed elegante.
Maurice le tolse il soprabito e dopo essersi tolto il proprio e averlo passato al cameriere che attendeva impettito, chiese al Maître di accompagnarli al tavolo.
Fu in quel momento che Eugenia ebbe il tempo di osservare il suo accompagnatore e di apprezzare l'elegante vestito scuro di Armani che ne metteva in risalto il fisico muscoloso e slanciato. Solo quando si accorse che Maurice la stava osservando a sua volta cercò di distogliere lo sguardo e nel farlo si accorse dei commenti di ammirazione di alcuni commensali. Effettivamente per chi non sapeva la realtà dei fatti, potevano sembrare una coppia... "... una bella coppia" pensò.

Il loro tavolo era nell'angolo più intimo del locale su un piccolo rialzo dal quale era possibile vedere l'intera sala pur rimanendo comunque separati dalla stessa.
Il Maître fece accomodare Eugenia e dopo averle sistemato la sedia, aprì la bottiglia che era sistemata accanto al tavolo in un lucido portaghiaccio color oro.
Poi si congedò da loro lasciando sul tavolo la carta dei vini e un piccolo menù di color verde bottiglia decorato con intarsi color oro.
Eugenia guardò il menù rigorosamente scritto in fracese e sospirò senza rendersene conto, fu allora che Maurice le disse: "Lasci fare a me e vedrà che troverà la cucina francese buona quasi quanto quella italiana". Poi dopo aver scelto dal menù alcuni piatti guardò Eugenia che imbarazzata frugava nella borsetta alla ricerca di qualcosa.
Maurice sorrise pensando al contenuto di alcune settimane prima e per non metterla in imbarazzo fece cenno a un cameriere di versare il vino e lo liberò.

Eugenia con la scusa di cercare nella borsetta qualcosa stava meditando su come aprire la discussione con un argomento che non fosse di lavoro, ma l'unica cosa che riuscì a dire fu: "Pensavo che sta sera avrei avuto il piacere di conoscere la sua fidanzata e avere così modo di definire anche con lei le pratiche del vostro accordo prematrimoniale". In realtà quella era l'ultima cosa che avrebbe voluto dire, ma ormai era troppo tardi.
Maurice si appoggiò allo schienale della sedia e accavallando le gambe sorrise.
"Eugenia, credo che lei mi consideri una persona davvero noiosa..."
Eugenia avrebbe voluto morire in quell'istante, ma Maurice proseguì...
"In realtà la mia futura sposa non ama le riunioni di lavoro e questa sera era impossibilitata da un forte mal di testa per potersi unire a noi per una tranquilla cena tra conoscenti, quindi, dovrà accantonare le sue esigenze lavorative e accontentarsi della mia sola presenza non in veste di cliente, ma di commensale... ovviamente se me lo permetterà..."
Eugenia era rossa in volto e con un filo di voce disse:
"In realtà credo di essere io la persona noisa..." sospirò "... mi sono talmente abituata a parlare di lavoro con il mio fidanzato che spesso non mi rendo conto di parlarne anche quando non dovrei... e ultimamente non mi capita di uscire con altri uomini a cena...".
D'Anjou sorrise e guardando la donna si ricordò di una frase di Iside: "Eugenia può sembrare un pò noiosa e piatta, ma non è colpa sua... quando ti abitui a stare sempre in vetrina come un bell'oggetino da compagnia di una persona piatta e noiosa è normale che col tempo tu finisca col perdere ogni stimolo, ma sono certa che tu saprai vedere oltre..."

In realtà Maurice D'Anjou si era sforzato di vedere oltre fin dal loro primo incontro, ma quella donna impacciata non gli aveva fatto una buona impressione. Però conosceva altrettanto bene Iside da sapere che non si interessava a persone che non fossero realmente speciali e così aveva cominciato ad osservarla.
Aveva così scoperto in Eugenia qualcosa di diverso rispetto alle donne che aveva conosciuto fino a quel momento e il suo interesse era cresciuto man mano che si relazionava con lei tanto da indurlo a seguirla quello stesso pomeriggio. Ed era stato ben contento di seguirla perchè aveva scoperto una persona molto semplice che si relazionava col mondo con la stessa innocenza e semplicità di un bambino che scopre nuove cose. L'aveva vista emozionarsi guardando un viale, sorridere e parlare con dei bambini che giocavano a pallone, per poi passare un'ora in un negozio al solo scopo di accontentare la richiesta di un'amica.
Fino a vederla arruffata e impaurita affidarsi a un perfetto sconosciuto pur di riuscire a tornare a casa... già perchè lei non poteva sapere che dietro a quel casco c'era lui e quanto il loro breve contatto fisico gli fosse piaciuto...
Da quel pomeriggio, infatti, Maurice D'Anjou non pensava affatto che Eugenia fosse noiosa, anzi...