Seduta a un tavolino del bar, Eugenia era in attesa dell'arrivo della sua amica perenne ritardataria.
Sorrise e si ritrovò a riflettere sul fatto che era talmente abituata ai ritardi di Iside da non farci quasi più caso e, anzi, col tempo quella piccola attesa era diventata l'unica vera pausa che prendeva dal suo lavoro durante l'intero arco della giornata. Si, perchè da quando lavorava nello studio con Antonio aveva lentamente smesso di uscire a pranzo e spesso consumava velocemente qualcosa tra una pratica e l'altra, salvo poi ricavarsi quel piccolo spazio personale alle 16 di tutti i giorni, pausa obbligata per un caffè "veloce" con Iside.
Ma erano già le 16:30 e Iside non si vedeva...
Eugenia si ritrovò così ad osservare gli avventori del bar e nel farlo si rese conto di cercare nelle loro fattezze il viso di Maurice D'Anjou.
Arrossì senza rendersene conto.
Poi scostando un ciuffo di capelli con fare di disapprovazione per quel pensiero che non le si confaceva, si ritrovò a pensare a quello che era successo qualche giorno prima quando lui era nel suo studio. Stavano terminando di prendere accordi su come reperire l'elenco dei beni di proprietà di Maurice quando squillò il cellulare dell'uomo.
Eugenia che il quel momento era china accanto a lui per mostrargli dove firmare, si era lentamente alzata e senza rendersene conto si era appoggiata alla scrivania per guardare fuori dalla finestra e lasciare al suo cliente l'intimità per rispondere.
Era bello sentirlo parlare in francese, pensò.
Ma quando si girò, a fine conversazione, si accorse che lui si era accomodato sulla poltroncina e la stava osservando con un sorriso malizioso.
Solo, in quel momento Eugenia capì che nell'appoggiarsi alla scrivania la gonna si era leggermente sollevata verso i fianchi e lo spacco aveva lasciato intravvedere l'elegante autoreggente di pizzo regalatole da Iside per il suo compleanno.
E la cosa era ancora più ironica perchè prima d'ora non le aveva mai indossate, neppure per seguire il consiglio sul bigliettino d'auguri: "per rendere un pò meno noiosa una serata noiosa".
Eugenia sospirò pensando che Iside non avrebbe mai dovuto sapere di questo fatto o non l'avrebbe più lasciata vivere.
In quel momento Iside entrò nel locale con una novità.