Maurice D'Anjou arrivò puntuale davanti allo studio associato dell'Avvocato Ponte, un elegante palazzo dal portone adornato da due enormi teste di leone, le stesse riportate sul biglietto da visita dell'avvocato Frost.
Guardò l'ora nel suo rolex d'oro e dopo essersi sistemato il bavero della giacca entrò nel grande atrio. Il palazzo ristrutturato col gusto moderno del nuovo proprietario aveva un'elegante e attrezzatissima reception con 2 hostess che accoglievano i clienti dello studio legale.
"Buona sera, D'Anjou per l'Avvocato Frost" disse con un leggero accento francese.
La bionda hostess controllò sul computer e con un tono gentile rispose: "L'attende al secondo piano, primo ufficio sulla destra accanto alla sala riunioni" poi fece cenno alla collega di accompagnarlo.
Salirono in ascensore fino al secondo piano, l'hostess lo accompagnò lungo il corridoio e dopo aver bussato lo fece accomodare nell'elegante sala d'attesa per poi andarsene.
La segretaria lo guardò e con fare puntiglioso disse: "L'Avvocato la riceverà tra qualche minuto."
Non fece tempo a finire la frase che dalla porta di fronte uscì un uomo sui 35-40 anni che con voce tonante disse: "Eugenia, ricordati che sta sera ho la cena per discutere il caso della Dott.ssa Martini. E ricordati di tenermi aggiornato sulla questione francese."
Poi aggiustandosi la cravatta, chiuse la porta e rivolgendosi alla segretaria disse: "Sandra, avvisi lei l'avvocato Rizzoli che arriverò con 30 minuti di ritardo alla riunione e mi faccia preparare l'auto".
Poi uscì dalla stanza.
La segretaria si rivolse a D'Anjou e disse: "Prego si accomodi".
Maurice entrò dalla porta e rimase colpito dalla bellezza dell'avvocato Frost, chissà perchè alcuni giorni prima non l'aveva notata.
La giovane donna appoggiata alla scrivania di fronte a lui vestiva una semplicissima gonna grigia con uno spacco laterale e una camicetta bianca che faceva intravvedere le forme generose, i capelli raccolti in un semplice e sobrio concio da cui 2 piccoli riccioli scendevano a coprirle la fronte.
Lei lo guardava con un sorriso imbarazzato. Sospirò e con fare gentile andò verso di lui.
"Buona Sera, D'Anjou, l'aspettavo"
"La prego mi chiami pure Maurice" disse.
Eugenia sorrise e Maurice scoprì che oltre ad essere una bella donna aveva degli splendidi occhi color smeraldo. Sorrise.
Lei lo fece accomodare: "Maurice mi parli della sua promessa sposa e dall'accordo che vuole stipulare prima delle nozze"
Maurice la guardò e con fare scanzonato disse: "Se lei dovesse sposare un uomo che non ama per fare contenta la propria famiglia, cosa metterebbe nel suo contratto di nozze a tutela di un patrimonio che non deve finire in mano sbagliate?"
Eugenia lo guardò perplessa... aveva così inizio la questione francese.