Eugenia sospirò.
Era in piedi dalle 6 del mattino e doveva ancora passare in ufficio a ritirare le pratiche da consegnare in tribunale e poi correre al pranzo di lavoro con Iside e invece era ancora lì seduta su quella bianca e lucente poltroncina con la testa appoggiata al lavabo e la crema sulle punte dei capelli...

"Tesora ti lascio in posa qualche minuto e vedrai che questa cremina farà la sua magia e ti ritroverai con una testa più leggera". Poi la parrucchiera era uscita cinguettando qualcosa sul miracolo del capello perfetto, ma Eugenia non l'ascoltava già più tutta intenta a cercare il segnale sul telefonino che sembrava essersene andato nello stesso istante in cui quella cremina era stata stesa sulle punte dei suoi capelli.

Eugenia sospirò di nuovo.
Testa più leggera... già, ma da quando aveva smesso di sentirsi leggera? Forse Iside aveva ragione a dire che da quando stava con Antonio aveva iniziato ad essere pesante anche nei pensieri più leggeri.

Antonio Ponte, detto Toni milanese d'adozione, ma agrigentino di origine aveva sempre quel fare da uomo compito e preciso tanto da essersi meritato fin dall'università il nomignolo di "il noioso" e Iside lo rimarcava così bene che spesso persino ad Eugenia veniva da sorridere pensando ai caratteri distintivi del suo uomo.
Certo Toni non era quello che si definiva un adone, ma era una brava persona e poi le voleva davvero bene... già, ma lei cosa provava per lui? A volte quando era sola le capitava di chiedersi se davvero il suo amore era così noioso come Iside lo dipingeva.
Iside ne aveva fatta una questione di principio pensò, in fondo non si erano mai piaciuti fin da quando lui le aveva cantato quel motivetto il giorno del loro primo incontro... sospirò.
Ma quanto ci voleva per avere una testa più leggera? Pensò.