Isidora Newman sorrise tra se e se.


Oggi avrebbe fatto una bella sorpresa alla sua amica Eugenia, le avrebbe presentato non solo uno scapolo ambito dal jetset internazionale, ma anche un potenziale cliente che l'avrebbe resa finalmente "un nome" e non solo la "fidanzata di"...
Già quante volte l'aveva sentita lamentarsi del fatto che nello studio legale tutti la consideravano la donna del capo? Ormai aveva perso il conto eppure Eugenia era in gamba, tutte le cause intraprese le aveva vinte e senza l'ausilio dello "spinoso" fidanzato eppure per i "vecchi" soci dello studio era sempre la "donna di"... e questa cosa cominciava a pesare anche a Isidora.
Isidora detta Iside conosceva Eugenia dall'università e tante volte si era chiesta come la sua bella e intelligente amica avesse finito col mettersi con una persona così piatta come Antonio... Antonio Antonio che uomo noioso pensò. Già li immaginava a 80 anni: lui con la pipa in bocca al posto di quegli orrendi sigari toscani che fumava adesso e lei con un sobrio grembiulino a fiorellini a preparargli quell'orrendo thè alla vaniglia che tanto la nauseava...
Lei non può continuare a stare con uno così, pensò... è come addormentarsi prendendo un'aspirina per un mal di testa che si sa già di avere dal primo mattino... insensato.
Iside sorrise al suo ospite e con fare elegante gli fece cenno di seguirla sull'elegante terrazza del locale dove al tavolo li attendeva l'amica.
Fu in quel momento che Eugenia alzò lo sguardo e lo vide.
"Piacere, Maurice D'Anjou."