Dicono che non ci sia niente di meglio per una donna che ritrovarsi nella propria casa, ma forse questo discorso valeva per tutte le donne del mondo tranne che per Eugenia. Mai come da quando lui era venuto a vivere in quel palazzo quell'appartamento le era sembrato così piccolo e soffocante... e pensare che aveva lasciato il suo lussuoso appartamento di Milano proprio perchè mai come dopo la sua partenza le era sembrato enorme, silenzioso e tanto tanto vuoto... vuoto come il suo cuore dopo che lui se ne era andato lasciandole solo quel piccolo anello sul comodino.
Tante volte si era chiesta il perchè di quel gesto se poi appena uscito da quella porta, quel piccolo pegno aveva perso di ogni significato... se ne era andato così come l'aveva conosciuto in fretta senza troppe parole, ma il loro era stato un amore fisico, una grande passione nata dietro una scrivania.
Quella scrivania che, lei da suo legale avrebbe dovuto proteggerla e legarla a lui per lavoro, era stata in realtà testimone e complice di un amore che era nato così veloce e silenzioso che si era trovata a dirgli "Ti amo" senza neppure rendersene conto... eppure... eppure non aveva significato niente.
E ora che si sentiva tanto sola e nel suo letto non c'era nessuno a scaldarle l'anima e il corpo anche solo per l'attimo di un fugace incontro, pensò quanto fosse ironica la vita... aveva tanto desiderato rivederlo un'ultima volta e ora il solo pensiero di incontrarlo lungo quei corridoi che la portavano al suo appartamento le creava una sempre più crescente angoscia.
Come quando l'aveva visto entrare dall'elegante porta di entrata e avvicinarsi al banco del portiere, lei stava uscendo dall'ascensore abbracciata all'ultimo dei suoi toyboy... il sorriso le era rimasto stampato sulla faccia quasi come una smorfia, non poteva credere che lui fosse lì davanti a lei, imperturbabile come se lei fosse trasparente la guardava con quella non curanza che solo un uomo può manifestare di fronte a un dettaglio insignificante della sua vita... e lei forse lo era stata.
Il suo pensiero era stato uno solo... dimmi perchè... ma in certi momenti le parole rimangono lì dove sono sempre state... in un pensiero... in un secondo scandito tra un battito di ciglia, un sospiro e un falso sorriso... un sorriso di circostanza che si fa a chi non si conosce e si incontra la prima volta e lei quanto poteva dire di conoscerlo?
Sorrise e sperò che uscisse da quella porta come quel pensiero era entrato nella sua testa...
dimmi perchè...
e invece lui era rientrato nella sua vita.