Martino Published on June 18, 2008
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Addio a Mario Rigoni Stern

Wednesday June 18, 2008 at 07:25PM

 

E' morto Mario Rigoni Stern, scrittore e poeta di Asiago.

Mi spiace. L'avevo conosciuto, Rigoni Stern, più di una decina di anni fa, quando, ancora giovane urbanista di belle speranze, trotterellavo dietro al mio capo facendo il Piano Regolatore Generale di Asiago, appunto, questa strana cittadina di montagna, Regina dell'Altipiano dei Sette Comuni, come viene chiamata la grande regione di pascoli che si estende più o meno attorno ai 1000 metri sul livello del mare in provincia di Vicenza.

Ad Asiago si è combattuta la Grande guerra. Si è combattuta duramente. Guerra di trincea, quella che racconta Emilio Lussu in Un anno sull'altipiano, appunto. Questa cosa della Grande Guerra non poteva non essere presa in considerazione da noi urbanisti. E quindi l'idea di costituire un Museo territoriale della Grande Guerra, sui luoghi in cui la guerra è stata combattuta. Vi sono ancora trincee, fortificazioni, tracce, costruzioni, edificate in due anni di guerra di posizione, lassù, sull'altipiano alto, a quasi 2000 metri.

E dovevamo andare a vedere. E il Comune ci accompagnò, e ci fece accompagnare proprio da Mario Rigoni Stern, consigliere comunale, allora, e grande vecchio che, pur non avendo fatto la Grande Guerra per ovvie ragioni anagrafiche (era nato nel 1921, proprio quando ricominciava la ricostruzione del suo paese distrutto dai bombardamenti), sembrava averla vista e vissuta, tanta era la sua capacità di raccontare, eventi, volti, luoghi, sentimenti.

Noialtri ierimo de qua e i austriaci iera de là..., diceva, in dialetto veneto, indicando le tracce delle trincee "nemiche" a poche decine di metri da noi, che camminavamo in quelle "amiche". E noi pendevamo dalle sue labbra, aggrappati a questa sua meravigliosa capacità di raccontare di cose, persone, della sua terra, e della storia di tutti.

E' un ricordo piccolo, il mio, che non parla dei suoi tanti libri, del suo successo, sempre schivo. Racconta solo di un uomo che ho ammirato e che mi ha lasciato un profondo e tenero ricordo.

Addio Mario. La tua terra, verde di pascolo e bianca di neve, saprà tenerti compagnia.

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