Le foto che pubblico qui sono in parte fatte nel corso degli anni passati, in parte ora, a sito aperto, per così dire, con in mente un pubblico.

Mi rendo conto che nel giro di pochissimo tempo ho caricato una valanga di fotografie e che, rispetto ad altri amici, qui, non seleziono granché, privilegiando la massa sperimentale e comunicativa rispetto alla qualità centellinata.

Ogni volta che faccio una serie di foto, in questi giorni, una volta scaricate sul pc, ne "muore" in genere il 10%, cancellate. Non le tengo nemmeno. Le altre passano sotto la post produzione, a volte leggerissima (magari solo un taglio leggero, o la trasformazione da colori a bianco e nero), a volte un po' più presente (luce e contrasto), qualche volta più pesante (colori, tonalità, effetti, ecc.), ma queste sono eccezioni, in genere.

Ora ho messo un asterisco prima del titolo per tutte quelle immagini in cui la post produzione arriva al massimo a ciò che si sarebbe fatto in camera oscura: taglio, luce e contrasto. Quelle con l'asterisco, quindi, sono immagini che si sarebbero potute fare anche senza il computer.

Mi chiedo anche, in questi giorni, perché, invece di caricare e condividere poche foto selezionate, le migliori, come fanno in molti (guadagnandoci in visbilità, peraltro) ho questa tendenza all'abbondanza. Forse mi piace confrontarmi sull'interezza dei miei pensieri fotografici, lasciando che siano gli altri, alla fine e decidere quali siano le migliori, chissà.

Mi rendo conto che qui, per me, è un po' come un laboratorio, più che come una mostra. E allora mi piace condividere più scatti dello stesso "viaggio visivo", anche quando sembrano doppioni.

Le foto le faccio con una Casio Digital Camera QV-R40, una macchinetta piccola così (gesto fatto con una mano sola) e comincio a rendermi conto che alcune volte, alcune foto, mi sono inibite. Le vedo, io, là, pronte ad essere scattate, ma non ho la macchina adatta, non ho l'ottica giusta, non c'è la giusta flessibilità di messa a fuoco, di esposizione, di controllo della profondità di campo. E devo rinunciare.

MI fa piacere vedere, tuttavia, che c'è riscontro, che a volte le mie cose piacciono, che alla fine, come io mi nutro delle immagini altrui, anche altri si cibano delle mie. Spero che continuiate a farlo.

E buon appetito.