Democrito:

"Chi vuol vivere con l'animo tranquillo non deve darsi troppo da fare né per le faccende private né per le pubbliche né, qualora si assuma delle occupazioni, sceglier quelle che sono superiori alle sue forze e alla sua natura; deve invece esser sempre pronto a saper rinunciare, anche se gli si volge la fortuna e lo sospinge con le illusioni verso condizioni più alte, e a non accingersi a cosa che sia superiore alle sue possibilità. E cosa più sicura la grandezza moderata che l'esagerata gonfiezza ".

Questa testimonianza di Democrito coglie l'esatta cifra esistenziale della tranquillità, intesa come l'unica forma possibile di felicità.
L'uomo, infatti, quale essere strutturalmente limitato, viene richiamato alla consapevolezza che la sua felicità è "simultaneità-lampo", ovvero un frammento d'esistenza di straordinaria intensità e, nel contempo, di fugace durata.