dei due uno:

poteva andarsene per la sua strada o restare lì.

dell'andarsene per la sua strada ci aveva fatto il romanzo a puntate della sua vita:

tutti i giorni, non uno in meno, a pensarci sopra:

delle cose che avrebbe potuto fare, dei posti da vedere, delle donne da amare, dei lavori da provare...

ogni giorno tutti i giorni gli veniva quella frenesia, e via con le idee:

oggi mi preparo, valigia, notaio, (che a lasciar quei due metri di terra ai parenti gli veniva il sangue avvelenato, e allora pensava di darli in lascito alle Suore del convento lì vicino, che c'avrebbero piantato pomodori e cavoli e mangiato con un Pater Ave e Gloria di antipasto e digestivo), banca a tirar giù quei due risparmi e via, zitto zitto, per la mia strada.

si vedeva salire su un treno verso il Nord, poi a Milano, e Venezia, poi in America, e in Australia.

poi c'era sempre un qualcosa da fare:

o i vicini a chiamare per la vendemmia, o la barca al porto che aveva necessità di un lavoro, o la pesca che era bella abbondante, o la sciatica che lo inchiodava a letto, o un Santo o una Madonna non c'era stato ancora verso di partire.

fatto sta che anche quel giorno si era svegliato con la stessa idea:

me ne vado, oggi organizzo tutto: valigia, notaio, banca e via zitto, zitto, per la mia strada.

così aveva preparato la colazione, il caffè d'orzo e la tazza del latte, c'aveva bagnato dentro del pane del giorno prima, come faceva sempre, ché a buttar via il pane gli pareva la cosa più brutta del mondo, poi s'era vestito di tutto punto, col vestito della domenica, berretto compreso, e aveva aperto l'uscio di casa per andare dal notaio.

solo che poi s'era ricordato delle galline, e mica le poteva lasciar morire di fame, poi aveva visto il cane ancora legato dalla sera prima, e mica poteva tenerlo prigioniero con quei tre metri di catena, poi aveva visto l'orto che reclamava l'acqua, e mica si poteva lasciar morire di sete, fatto sta che era arrivato mezzogiorno come un niente.

allora s'era preso un pezzo di salame, un tocco di formaggio, aveva messo una sedia fuori, sotto l'albero di fianco all'aia, e lì, all'ombra, s'era messo a mangiare, guardando il molo, ché da lì vedeva tutto.

dovrò andare a dare un'occhiata alla barca, aveva pensato.

domani però non c'è religione che tenga, me ne vado zitto zitto per la mia strada.

e con quell'idea s'era addormentato, di sghimbescio sulla sedia, come aveva fatto da ottant'anni a quella parte:

sognando un'altra vita, da qualche parte nel mondo.