CAPITOLO PRIMO
In cui si fa conoscenza con un Signore e una Signora che avrebbero potuto essere felici, senza i loro eterni malintesi.
Massì che ha saputo scegliere bene, il furbastro!
Rabelais
All’epoca in cui comincia questa storia, Raoul e Marguerite (un bel nome per l’amore) erano sposati da circa cinque anni. Matrimonio d’amore, si capisce. Raoul, una bella sera, mentre ascoltava Marguerite cantare la bella romanza del colonnello Henry d’Erville:
CAPITOLO SECONDO
Semplice episodio che, senza legarsi direttamente all’azione, fornirà alla clientela un’idea sul modo di vivere dei nostri eroi.
Amore in latino è amor.
(Blasone d’amore)
Però un giorno le cose si misero peggio del solito. Anzi una sera.
Erano andati al Teatro d’Applicazione, dove si recitava, tra gli altri drammi, L’Infedele.
<Quando ne avrai abbastanza di guardare Grosclaude, fammelo sapere, digrignò Raoul.> <E tu, vituperò Marguerite, quando conoscerai Mademoiselle Moreno a memoria, passami il binocolo>. Così Inaugurata, la conversazione non poteva terminare che con le più turpi violenze reciproche. Marguerite si prese il gusto di raschiare l’amor proprio di Raoul come un vecchio mandolino scordato. Non appena rientrati, i due belligeranti occuparono le loro rispettive postazioni. La mano levata, gli occhi di ghiaccio, i baffi irti come quelli di un gatto furioso, Raoul marciò su Marguerite. La poverina scappò, furtiva e rapida, come fa la cerbiatta nel profondo del bosco. Raoul era sul punto d’acchiapparla. Allora, il lampo di genio della suprema angoscia folgorò il cervellino di Marguerite. Voltandosi bruscamente, si gettò nelle braccia di Raoul, esclamando: <Ti prego, mio piccolo Raoul, difendimi tu!> […]
CAPITOLO TERZO
In cui i nostri amici si riconciliano come vi auguro di riconciliarvi spesso, voi che fate tanto i furbetti.
“Hold your tongue, please!”
.........................
CAPITOLO QUARTO
Dove si potrĂ constatare che la gente che si immischia di cose che non la rigurda farebbe meglio a starsene zitta.
E’ straordinario che tutti quanti stiano imbizzarrendo da un po’ di tempo!
(Parole della mia portinaia la mattina di lunedì scorso)
Un mattino, Raoul ricevette il biglietto seguente: Se volete vedere vostra moglie che si dà al bel tempo, andate giovedì al ballo degli Incoerenti, al Moulin-Rouge. Ella sarà mascherata da Piroga Congolese. A buon intenditor… Un amico.
Quella mattina stessa, Marguerite riceveva il seguente biglietto: Se volete vedere vostro marito che si dà al bel tempo, andate giovedì al ballo degli Incoerenti, al Moulin-Rouge. Egli sarà mascherato da Templare fin de siècle. A buona intenditrice… Un’amica.
I messaggi non caddero nell’orecchio di due sordi. Dissimulando mirabilmente i loro piani, quando il giorno fatale fu giunto: <Mia cara, fece Raoul con aria innocente, sarò costretto a lasciarvi fino a domani. Affari urgenti mi chiamano a Dunkerque> <Che combinazione! rispose Marguerite, deliziosamente candida. Ho appena ricevuto un telegramma della zia Aspasia che sta poco bene e mi vuole al suo capezzale>.
CAPITOLO QUINTO
In cui si vede la folle gioventù d’oggi turbinare nei piaceri più chimerici e futili invece di riflettere sull’eternità .
Ecco qua, vecchio debosciato:
la vie è tutta ok!
Auguste Marin
Le cronache mondane del Diavolo Zoppo sono state unanimi nel dichiarare che il ballo degli Incoerenti raggiunse quest’anno un fulgore non consueto. Una gran quantità di spalle e gambe a bizzeffe, senza contare gli annessi e connessi.
Due degli astanti sembravano non prendere parte alla follia generale: un cavaliere Templare fin de siècle e una Piroga Congolese, entrambi ermeticamente mascherati. Allo scoccar delle tre, il Templare avvicinò la Piroga, e la invitò a cenare con lui. Per tutta risposta, la Piroga appoggiò la sua piccola mano sul vigoroso braccio del Templare, e la coppia si appartò.
CAPITOLO SESTO
In cui la situazione si imbroglia.
I say, don’t you think the rajah laughs at us?
Perhaps, sir
Henry O’Mercier
<Lasciateci un istante – fece il Templare al cameriere del ristorante. – Sceglieremo il menù e poi suoneremo> Il cameriere si ritirò e il Templare chiuse accuratamente a chiave la porta del camerino.
Poi, con movimento brusco, dopo essersi sbarazzato dell’elmo, strappò la mascherina alla Piroga.
Lanciarono entrambi un grido di stupore:
Lui, non era Raoul.
Lei, non era Marguerite.
Si presentarono reciproche scuse e non tardarono a stringere amicizia, col favore d’una cenetta che non sto a raccontarvi.
CAPITOLO SETTIMO
Scioglimento felice per tutti quanti, salvo che per gli altri.
Beviamo il vermouth ghiacciato,
speranza del nostro vecchio battaglione.
Georges Auriol
La piccola disavventura servì di lezione a Raoul e Marguerite.
A partire da quel momento, non bisticciarono mai piĂą e vissero perfettamente felici e contenti.
Non hanno ancora bambini, ma verranno, vedrete, verranno.
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Blanche (again) says:
Fabiola says:
Francesca Galuppo says:
Sto leggendo il libro di Eco , Lector in fabula, che è collegato ad un drame bien parisien... non ci sto capendo nulla mica hai qualche schema o riassunto??
Giacomo replies:
è una storia ovviamente impossibile che utilizza uno schema letterario molto standardizzato, ma ne infrange una regola (quella della sequenzialità dei personaggi)
se vuoi trovare una consecutio logica (non impossibile, ancorchè improbabile) devi chiamare in causa spiegazioni non presenti nel testo ed inventate dal lettore.