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June 23, 2007

Censura, una cosa odiosa - 16 giugno 2007

This is my latest post on my un-constant blog. Sorry folks: it's in Italian!
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by Geo8 su Flickr

Accadono fatti. Fatti odiosi. Fatti mascherati da "opere di bene". Ok, uno dice, ma chi se ne frega. L'hanno detto in tanti, quando si stavano affermando regimi totalitari. Poi, non hanno avuto più modo di dirlo, perché erano morti o perché la censura li aveva fermati. I fatti, già.
Il sito Web, da cui questa mia illustrazione è tratta, è Flickr. Un sito di condivisione di foto. Grazie a un sistema di classificazione foto già introdotto mesi fa, gli utenti possono scegliere quale livello di foto vogliono vedere: "safe" ("sicura", foto che fareste vedere ai vostri bambini e a vostra nonna), "moderate" (foto che fareste vedere ai vostri ragazzi già un po' grandicelli e alla vostra nonna di mentalità aperta), "restricted" (foto che né i vostri bambini né vostra nonna vorrebbero vedere: morti ammazzati, sesso, scarificazioni, ferite ecc.; tutto quello che normalmente vedete in un telegiornale, in una finzione TV, in uno sceneggiato televisivo, insomma).

Da giovedì 14 giugno 2007, gli utenti di alcuni paesi, individuati tramite il loro indirizzo di email usato per registrarsi a Flickr, non possono più scegliere cosa vogliono vedere: Singapore, Hong Kong, Germania e Corea.

Ora, in un sito che è fatto per l'arte fotografica, una simile proibizione suona perlomeno provocatoria. L'arte è arte. E anche se alcune foto non fossero "artistiche", beh, sono cazzi miei cosa guardo e cosa non guardo.

Un'ulteriore disturbo è dato dalle risposte che lo staff di Flickr sta dando agli utenti "inferociti". Risposte che, in buona sostanza dicono:
"Ci abbiamo pensato. L'abbiamo fatto. Ci stiamo ancora pensando."
Non una parola è stata spesa per spiegare il perché l'abbiano fatto.
Il "perché" è stato eviscerato dalla comunità stessa. Per la Germania si tratta della legge chiamata "Jugendgesetz" (Legge per la gioventù) che prevede che un Webmaster debba mettere in atto tutte le misure preventive affinché i minori non abbiano accesso a immagini (in questo caso) "non adatte" alla loro età. Una volta messo in atto questi sistemi, quello che viene aggiunto al sito anche dagli utenti stessi, non è loro responsabilità.
A Flickr, quindi, hanno buttato via il bambino con l'acqua sporca: invece di sforzarsi di controllare l'età dei chi si iscrive o di controllare le immagini postate liberamente (alcune possono esser impostate come "private" e vengono viste solo da chi vuoi te) si è fatto di tutta l'erba un fascio: i tedeschi, no!; i cinesi di Hong Kong, no! (chissà i cinesi di Cina...); i singaporesi, no!; i coreani, no!
Come in tutti i regimi totalitari, viene da chiedersi: "Chi sarà il prossimo?"

Flickr è basato negli Stati Uniti d'America, il "paese della libertà", secondo loro.

Secondo loro.

Published at 17:26 / 8 comments / 407 visits
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