Qualcuno di voi avrà visto Report di ieri sera, 20 aprile 2008.
Chi non l'avesse fatto trova qui la puntata di ieri e qui il testo integrale

In buona sostanza, non solo chi produceva un determinato farmaco ha, se non mentito, almeno "omesso" informazioni sulla sua tossicità ma anche chi doveva controllare sembra essere drammaticamente controllato dalle stesse case farmaceutiche, in alcuni casi.

Questo ha (ri)sollevato la drammatica domanda: "Chi controlla i controllori?". Che non è una domanda da poco: se non ti puoi fidare dei controllori, ti ritrovi a vivere in una perenne paranoia e sfiducia verso tutto quello che ti viene proposto, propinato, somministrato. Ti senti sottoposto a una specie di roulette russa del farmaco (ma anche "del cibo") e non sai più come devi curarti o come devi mangiare... Non è una bella sensazione.

Tanto per tranquillizzarci, arriva oggi in Italia un'altra bella notizia sui biberon, lattine e altri materiali per confezioni "alimentari" che contengono il bisfenolo. Anche qui, i soliti esperti si dividono:

Non tutti però sono convinti di tali conclusioni. Tra questi Carl Winter, direttore del Food Safety Program dall'università della California (Usa): "È necessario conoscere con precisione qual è la tollerabilità dell'organismo umano prima di mettere il BPA al bando. Al momento non sembrerebbero esserci forti evidenze che supportino una correlazione tra salute dell'uomo e assunzione a basse dosi"

Sale forte il sospetto che gli scettici sui risultati della ricerca sulla pericolosità del bisfenolo non siano stipendiati dalla comunità per il bene pubblico ma che possano -in teoria- fare gli interessi dei produttori, il cui scopo appare soltanto quello di vendere il loro prodotto. E, nel frattempo, creiamo una generazione di deficienti (noi compresi?) con problemi neurologici...
Non saprei dire se i problemi neurologici siano più di natura "chimica" (il bisfenolo) o di natura "umana" (la forte arrabbiatura che ci prendiamo a sentire queste notizie...).

E qui, si torna sempre al solito dubbio e alla solita domanda che da decenni si aggira sull'Europa (ma anche sugli Stati Uniti e sul mondo industriale): è mai possibile che sia solo e soltanto il profitto a contare qualcosa e che noi esseri umani (detti anche "popolo") ci si debba solo difendere, a posteriori, quando il danno è stato già fatto, e magari difenderci goffamente, costretti a passare da boicottatori del progresso, pericolosi sovvertitori dell'ordine costituito, attentatori della piena occupazione? Perché?