Apro gli occhi.
Sono viva.Viva ma non sveglia.
Li chiudo, forse per continuare a galleggiare in quel limbo,
quella zona di confine indefinita e indefinibile dove i sogni
naturalmente si fondono al vero.Sogni lucidi.

Ho le mani appiccicose, coperte di miele forse , o è fango, non so;
fatto sta che è vischioso, e non riesco a liberarmene neanche
bagnando le mani nell’acqua fredda e salata dove le onde del mare
continuano a lambirmi le caviglie.Sono spoglia e ho freddo.Sogni liquidi.

All’orizzonte quelle nuvole violacee che si avvicinano non promettono
nulla di buono. Viola . Come il nastro che a brandelli ho ancora legato
intorno al polso..ooops!Scivola via…spezzato,spezzati.
Peccato mi faceva compagnia.Sogni lividi.

Ora sono sola.Le onde sulla risacca incalzano il tempo, le nubi avanzano minacciose
mentre il vento rafforza il suo lamento. Sono sola. Il vento fischia in crescendo
e la salsedine arriva pungente alle narici. Sono sola. Le onde rullano
i gabbiani stridono la pioggia batte copiosa : non voglio sentire.
Porto le mani alle orecchie. La pioggia batte copiosa e lampi e tuoni e sirene
e sibili lontani. Non voglio sentire non voglio sentire non voglio sentire.
Sogni vividi.

Apro gli occhi. 14 Febbraio 2008.