GIULIANA ovvero la stranezza del numero centotrentuno (65+66).

Dialogo tra un Ascaro, un Angelo e un Diavolo.

















La pièce sarà recitata in un teatrino molto piccolo. Buio totale in sala. Tre attori sistemati a destra del palco illuminati da due coni di luce tipo led (fredda, anzi ghiacciata) vestiti con pantaloni e camicia neri. Leggono la loro parte su leggii di ferro (tipo spartito musicale). A sinistra un trio jazz (piano, drums& bass )























ATTO PRIMO.



MUSICA di introduzione: LONTANO di L. Tenco.



ASCARO: l’avevo vista passare in bicicletta col suo aspetto inconfondibile, almeno per i miei occhi. Occhialoni neri e camicione da spiaggia bianco.

Il mio cuore si era messo a battere più forte, in fondo, non diversamente dall’emozione che avevo provato tutte le volte (rare) che la avevo vista in questo immenso lasso di tempo. Già 43 anni…..e tanto tempo, forse troppo…

Per tre o quattro giorni mi ero, quasi vigliaccamente, appostato sul percorso che le avevo visto fare da Via Luisito Costa ai Bagni Sirena, dietro il porto, sempre senza successo. “Ma cosa diavolo era questa mania della bicicletta, mi chiedevo, roba senile…mah. E poi sempre sola…chissà perché?”

La sera del disastroso incendio di Piazza Mazzini, 28-7- 08, mi era passata quasi davanti pedalando come al solito, non so se riconoscendomi oppure no.

Ieri, 29-7-08, però ho avuto più fortuna, o sfortuna, dipende dai punti di vista. Mi è ripassata davanti in Piazza Mazzini.

Mi sono fatto coraggio e le sono corso dietro. L’ho bloccata, quasi affrontata e le ho detto: “Ciao Giuliana! Non ti ricordi di me? “ “Ma si certo!” Risponde lei, “Come va?”

“Da Vedovo!” rispondo io e le racconto brevemente della morte di Mimi, poi due minuti di convenevoli, infine la invito a bere qualcosa.

Dice di si.

Mi faccio più ardito: la invito a cena!

Accetta.

Sono le 19.

Devo passarla a prendere alle 20 a casa del marito.

Mi ha anche detto in quegli istanti che è di fatto separata da Silvio, del quale faccio finta addirittura di dimenticare il nome.

Sono calmo e freddo: l’ho guardata fissa negli occhi, sempre bellissimi. Mi dice: sono ormai una vecchietta, ho 65 anni. “Pensavo meno! dico falsamente io. In fondo anch’io sono un vecchietto da badante… “

Dimentico l’incendio. Zompo a casa. Doccia e alle 20 puntuali sono da lei.

Mi sbaglio di portone. Poi capisco vedendo la vecchia madre di Silvio alla finestra.

C’è in casa anche una badante che mi dice: “ la Signora scende subito”.

Mi aspetto di vederla in tiro.

Invece è vestita abbastanza dimessamente con un vestito largo un po’ alla zingara che sicuramente non le giova.

Un solo segno di ricchezza: un Hublot d’oro al polso.

Cerca di essere brillante e aggressiva nella conversazione.

Sto al gioco.

Ci avviamo verso Camogli sull’Aurelia.

43 anni sembrano 43 giorni.

Chiacchieriamo spensierati proprio come chiacchierano due amici che si sono lasciati poco tempo fa.

Io veramente le parlo soprattutto di Mimi molto seriamente e sinceramente ed è l’unico momento della serata nel quale non riesco a controllare le mie emozioni.

Parliamo di tutto un po’.

Come al solito io di più.

Poi alla Rotonda a cena. Io non posso non continuare a raccontare anche in dettaglio la terribile esperienza del Tumore di Mimi.

Poi passo alla mia vita lavorativa ed al triste ritorno alla residenza sammargheritese.

Tengo a far capire che le doti che avevo, le ho conservate e che sono migliorato in tante altre cose.

Vanesio come al solito!



Viene fuori la storia del marito che l’ha lasciata per un’altra (di 60 anni! Gerontofilo e che canaglia, penso io!). Deve essere successo qualche anno fa, mi par di capire addirittura 15 anni fa.

Lui sta con una sua dipendente (la contabile aziendale, che squallore per uno come me, che le donne in azienda non le ha mai guardate) colla quale lavora assieme vicino a Roma.

Qualche accenno alle possibilità future tipo “prima amicizia, poi anche al sesso”( magari dopo l’amicizia) lo fa.

Mi racconta del suo lavoro passato, ma è confusa e non capisco bene.

Ricorda però con entusiasmo e non capisco perché ha smesso.

Mah, fatti suoi!

La guardo nella luce bassa del ristorante ed ho la strana sensazione di vederla nello stesso tempo quasi irreale ma bellissima.

C’è un momento durante la cena che mi sorride con uno sguardo che avrebbe corrotto San Francesco.

Faccio finta di non capire: mi dice che ha avuto due storie importanti da sposata anche lei, con un collega di lavoro (ha lavorato, quindi) e poi con uno più giovane di lei. Si intenerisce al ricordo del giovinotto. Mah…le donne!!!!



DIAVOLO: “ chissà che scopate con quel giovinotto!”.



ANGELO: “ma no, mettiamoci nei suoi panni, lasciata dal marito, dopo tanti anni di matrimonio”



ASCARO: “Si. Mi ricordo: si erano sposati nel 69. Me lo aveva anticipato in una lettera che mi aveva mandato a Le Havre, che avevo letto alle 2 di notte , durante il turno notturno che facevo a Soletanche. Quella lettura unita al tempo inclemente della Manica mi aveva davvero ingelidito l’anima! Ne ero rimasto sbigottito. In cuor mio speravo di farcela a far soldi e carriera prima che il loro matrimonio avvenisse. “



DIAVOLO: “Sei proprio un coglione! Questa ti ha scaricato malamente, provocandoti un dolore tremendo che magari coglionamente provi ancora adesso, 43 anni fa, ed ora addirittura le fai quasi la corte dopo poche ore che l’hai rivista.”



ANGELO: “Ma no, Ma no! Tutti e due avete fatto poi la vostra vita. Lei è stata solo sfortunata. Facendole un po’ di corte sei gentile. Pensi di farle piacere. ”



DIAVOLO: “Sfortunata ‘sto cazzo! Lei magari ‘sto Silvio se lo è sposato sapendo benissimo che tipino era il ragazzo. E lo ha preferito a te, scaricandoti di brutto!”



ASCARO: “Si. Ma una settimana prima lei mi giurava eterno amore. E poi così ha fatto solo il mio bene. In fondo mi ha fatto andare via da Santa e incontrare Mimi!”



DIAVOLO: “Brutto stronzo! Lasciala stare in pace quella santa di tua moglie. Se fosse viva ti caverebbe gli occhi al vederti comportare così come un imbecille! Ti meriti proprio di tornartene a vivere in questo merdaio di paese magari facendo la corte ad ….una serie di ragazzine di 65 anni…”



ASCARO: “Beh in effetti il ricordo di Giuliana non mi è mai passato! Specie dopo la fine del lavoro in Sicom ho spesso pensato a lei fantasticando sui ricordi.”

Ad un certo punto dopo il ristorante le telefona il Marito. Dice che è meglio che non dica che è fuori con me: Silvio è ancora geloso di me!

Ma anche questo Silvio non è mica normale penso io.

Lascia la moglie si mette con un’altra e continua a tampinarla di telefonate.

Certo che ci sono certi comportamenti che non capisco.

Cazzo! alla mia età ne ho viste di cose. Rivoluzioni, guerre e galere. Morti sul lavoro e morti impiccati, morti in incidenti aerei. Vedove straziate.

Ma niente mi intristisce come il racconto di una unione andata a puttane magari con figli.

E nel suo caso dopo tanti anni. Deve essere stato proprio una cosa tremenda che la indurita al massimo.

Quando le racconto che in casa con Mimi non ho praticamente mai litigato, ne’ alzato la voce le vedo fissarmi con uno sguardo tristissimo.

Nella vita contano i principi. Mi chiedo dove io abbia acquisito i miei, vista la tempra dei miei genitori.

Continuando nella conversazione, mi accorgo che anche lei si ricorda benissimo dei particolari di 43 anni fa.

In dettaglio io dico di ricordare del giorno in cui la incontrai in Ghiaia insieme al marito col figlio in carrozzella mentre ero con Mimi. Va a vedere che in tutti questi anni Giuliana si è appesa ai ricordi come del resto ho fatto io, magari in gran segreto.

Comunque alla notizia della gelosia del marito nei miei confronti ho quasi un orgasmo intimo. Ovviamente minimizzo magnanimo affermando falsamente che non ricordo nemmeno come il marito si chiamasse.

E così la serata va avanti con una valanga di chiacchere reciproche proprio come due vecchi amici.



DIAVOLO: “Sei un cazzone! Questa Giuliana magari cerca solo un pirla come te che se la sopporti facendola uscire della vita triste in cui quel porco l’ha relegata!”



ASCARO: “Però mi intristisce…e magari …ma si lo dico … mi vuole ancora bene!

Io sicuramente qualcosa provo ancora per lei…”


DIAVOLO:” AHHH AHHH AHHH è troppo! Ma quanto sei coglione! Ecco che viene fuori il tuo buonismo di merda! Dove saresti finito senza Mimi che ti ha ridato la dignità di uomo. Ricordati quando Giuliana ti ha lasciato. Addirittura hai rischiato di non laurearti!



ANGELO: “E’ vero! Stai attento!”



ASCARO: “Ma si! Ma si! Sto attento. Che cazzo devo fare? Sempre solo! In fondo questa donna 43 anni fa l’ ho amata alla follia e magari può ancora scoccare la scintilla! Il fuoco sotto la cenere è una legge fisica.”



DIAVOLO: “Bastardo! Sei indegno del ricordo di Mimi!”



ASCARO: La serata va avanti e mi fa un quadro pietoso del marito. Addirittura le avrebbe proposto un menage a tre… “L’è matt” dico io per consolarla. Fantastico: Forse la vuol far soffrire perché avrà capito che non l’aveva mai amato. Conoscendola da giovame magari, schizzata come era, glielo avrà anche detto.

Poi ha un figlio di 35 anni appena sposato. E quando ne parla il suo sguardo si illumina di gioia. Cazzo… se penso che poteva essre figlio mio. No! Meglio Carolina! Esce da un famiglia più unita!” Ma in fondo cosa rischio?”



DIAVOLO E ANGELO: “Rischi di attaccartela addosso come una pattella. Magari si ammala e con il tuo buonismo di merda ….Ricordati gli ultimi anni di vita di Mimi!”



ANGELO: “ Si! Certamente non puoi sopravvivere ad un altro cancro!”



DIAVOLO: “Questa adorabile vecchina ha rischiato di rovinarti la vita. E senza Mimi te l’avrebbe sicuramente rovinata. Ed ora la ricerchi per farti rovinare la vecchiaia! Bravo pirlaccio!”



ANGELO: “DIAVOLO ha ragione. Io ti conosco. Tu sei troppo buono e sentimentale. Ti ci affezioneresti e ti creeresti una situazione irreversibile! Ti prenderesti sul gobbo tutti i suoi problemi senza aver contribuito a crearli.





ASCARO: “Questo è inesorabilmente vero! Però ora sono vaccinato. Ho avuto la mia Mimi. Forse però è meglio che mi trovi presto una donna (da letto, una troia in poche parole) al più presto. Magari la pago, mi pulisco il cervello ed alla fine rischierei sempre molto meno. Certo che pagare una donna mi ha sempre fatto ribrezzo!”.



DIAVOLO: “ Beh il cervello non te lo sei ancora bevuto del tutto!

Un vecchio saggio diceva: ”VAI CON UNA PUTTANA. PENSAVI DI FOTTERE E MAGARI, SE SEI FORTUNATO, INVECE DI UNA PUTTANA TROVERAI UNA AMICA.”



ASCARO: “Cazzo: queste sono frasi fatte. Ma dove la trovo? Vi giuro che la sto cercando. Ma non trovo niente!”

La verità è che non cerco una Troia! Cerco compagnia….”



ANGELO: “Ascaro… non dire le bugie. Fino ad ieri dicevi che cercavi una quarantenne bella, ricca e scopatrice ed ora ti sei ridotto alla ricerca di una compagniaaaa! Questa non è ricerca di compagnia: è solo un principio di un amore senile e per di più da parte di vecchietto abbastanza rincoglionito! Dai, racconta, come hai fatto a cacciarti in questo nuovo casino (cercarti dei casini sembra essere diventata la tua nuova specialità)”



DIAVOLO: Da giovane andavi nei casini ed ora te li cerchi. Ne hai fatta di strada vecchio pirla!AHHH AHH AHH. Comunque sentiamo che altra serie di cazzate ora ci tiri fuori.



ASCARO: “Bisogna tornare molto indietro nel tempo e parlare di queste cose mi fa un po vergognare, anche per rispetto alla mia Mimi.

Dunque: dopo la laurea nel 68 avevo cominciato subito a lavorare, avevo anche scritto da Le Havre a Giuliana, cercando di riallacciare il rapporto. Però lei mi scrisse tondo tondo a gennaio o febbraio che si sarebbe sposata con Silvio nel maggio del 69.

Andai in Belgio, conobbi Mimi e tra tante avventure mi sposai.

Vissi un matrimonio più che felice alimentato anche dalla grana che veniva dal successo sul lavoro che mi piaceva da matti.

Di fatto Giuliana si autocancello’ dalla mia mente come ora si fa con un file del Computer.

La rividi per strada un paio di volte a Milano (mi pare fosse incinta), senza provare una particolare emozione poi più niente.

Africa, poi Iran poi avventure su avventure.

Veramente non ci ripensai più fino alla fine del 93.

Ero in Nigeria, dopo burrascose dimissioni dal GIE con carriera stroncata e tutto da ricominciare. Mi beccai la malaria e per passare il tempo al campo di Port Hartcourt (Delta del Niger) mi misi a scrivere un diario.

Feci un capitolo per Anna e poi passai a farne un altro per Giuliana.

Scrivendo rimisi a fuoco perfettamente tutto quello che era successo in quella estate di merda del 65 quando fui scaricato dopo due settimane di promesse di amore eterno.

Mi crogiolai nei dubbi del perché e del per come arrivando anche ad una soluzione del problema che l’incontro dell’altra sera mi pare confermare.

Mi accorsi però, forse era la febbre malarica, che la ferita faceva ancora male, troppo male, anche dopo che l’ABB mi trasferi’ a Milano e che lasciai la Nigeria.

Spesso ci pensavo alla sera guardandomi bene dal parlarne con Mimi che se avesse solo intuito qualcosa mi avrebbe castrato con un coltello arrugginito.

Erano gli ultimi anni del lavoro all’ABB Soimi e non furono facili.

In più ci fu anche un rilassamento nei rapporti sessuali con Mimi (forse era già il cancro che appariva all’orizzonte). Quindi pensavo a Giuliana come un Juventino pensava alla squadra del cuore.

Andai in pensione nel 99.

Finchè la rividi a Santa l’estate di quello stesso anno. Feci finta di niente perché ero con Mimi che sapeva della nostra Storia e un po’ come Silvio (rivelazione dell’altro ieri) si incazzava solo a sentire il suo nome.

Forse Silvio e Mimi avevano capito il concetto “del fuoco sotto la cenere”.

Lei mi guardò e mi riconobbe, forse capì, e tirò via diritta. Quel giorno stetti male, ma proprio male per un’ora!

Nel 99 quando Carolina era in vacanza a Santa da Londra dove lavorava, il pomeriggio del suo compleanno andammo ai Bagni Rosa e rividi Giuliana in bikini: cazzo! Il tempo non era passato. Era una strafiga e aveva 56 anni! Feci anche una poesia in proposito (“Il diavolo si è rifatto le tette”). Ne parlai timidamente col padrone dei Bagni mio coetaneo che mi tessè le lodi fisico-cultural di Giuliana. Ovviamente si soffermo’ a lungo sul suo culo come tutti i sammargheritesi.. Io ero sempre ai Bagni Rosa con una scusa qualsiasi per non insospettire Mimi. Giuliana non mi riconosceva o faceva finta. L’effetto “fuoco sotto la cenere” era devastante…. Poi lei spari’ qualche giorno dopo

Passavano gli anni. Periodicamente si presentava sempre la stessa scena. La vedevo qualche volta ogni estate ma non avevo occasione di fermarla (un po’ come Dante e Beatrice, povero coglione che non sono altro).

Una volta passo’ a Corte con il marito stranamente una domenica d’inverno.

C’era presente un mio amico che la riconobbe che mi disse con un risolino di scherno: Cazzo! Hai visto chi si vede? Lo guardai male e dissi che non vedevo proprio nessuno.

Arrivo’ poi tremendo ed inesorabile il cancro di Mimi che me la porto’ via rendendomi vedovo lo scorso settembre. Io ero costantemente attaccato a Mimi e non vidi più Giuliana per tre anni. Onestamente non ci pensai proprio più tutto preso a gestire la tragedia che da un giorno all’altro era precipitata in casa mia.

Pensai che anche lei potesse essere morta…

Finche eccoci arrivati al lunedì scorso…!



DIAVOLO: Perfetto! Sei un perfetto cazzone. Un cazzone che gioca con i ricordi e si fa male da solo!



ASCARO: “Però dal suo racconto mi è parso di capire…”.



ANGELO: “Dimmi, dimmi! Che cosa? Che un po’ di fuoco sotto la cenere lo aveva anche lei?”



DIAVOLO: “Ma si può! Questa magari cerca solo un cazzone che le faccia da cicisbeo e tu sei abbastanza cazzone da volerlo fare davvero!



ASCARO: “SI! E poi! Diavolo di merda! Lo vuoi proprio sapere : Me la scoperei anche! Sperando che il CIALIS , che mi ha dato il medico della mutua, faccia effetto. Se sapesse che non scopo da più di cinque anni!!!”



DIAVOLO: “Sai che rivelazione! Magari vecchia come è lei non scopa piu’ da quindici e sta li ad aspettareselo il tuo uccello disastrato! Coglioneeeee!”



ANGELO: “Non mettiamola in fica e cazzo. Ascaro parla solo in senso spirituale. Sesso forse, ma dopo. Prima i sentimenti! Veeeeero?”



ASCARO: “Certamente!!1 Però, tornando al sesso, chissa’ , nuda, che effetto mi farebbe!



DIAVOLO: “ Già! Te nudo sei bellissimo! Non menarla! Se te la dovessi scopare, fai come facevi con le negre! Spegni la luce! E pensa ad una più bianca e più giovane! E poi oltre al Marito (che sicuramente, da quel che racconti su di lui, non le ha insegnato molto) qualche amante l’ha avuto quindi avra’ anche una certa esperienza…!”



ASCARO: “ Certo che riflettendoci mi piacerebbe molto portarla a letto anche se ha 65 anni. Mica devo sposarla! Una botta e vai! Come si suol dire. Però lei ha detto l’altra sera che una botta e vai non le piace….In fondo non piace nemmeno a me!”.



ANGELO: Però attento Ascaro: è facile iniziare. Il difficile è smettere! Come faresti con la promessa fatta a Mimi?”



ASCARO: “E’ vero! È forse la cosa che mi frena di più! Non potrei vivere con un’altra donna una vita di coppia! Sarebbe un tradimento alla memoria del mio vero Angelo. Buona bella e gentile. Altro che Giuliana! Però Giuliana…!”



DIAVOLO: “ BASTA con queste ansie da seminarista! Piuttosto come pensi sia finita la sua unione con Silvio! Si quella con Silvio, cioè quello che ti ha inculato nel 65! AHH AHH AHH



ASCARO: “Certamente. Silvio, quando lo conobbi nel 64, era un orfano. Un orfano ricco. Con una madre che ricordo bella e giunonica (la vecchia alla finestra di martedi’ scorso. . Per inciso la stessa madre che si affannava a chiedere a Nerina Trapani se io avevo scopato sua nuora prima della nozze!

Come tutti gli orfani ricchi era viziato probabilmente per colmare il vuoto lasciato dal padre. Quindi un bambino con tanti giocattoli con una mamma attenta e premurosa.

Il quale era anche intelligente e di temperamento solitario.

Avanzo un’ipotesi: a 22 anni vede Giuliana e la sceglie come giocattolo. Il gioco dura una trentina d’anni e forse per una strana vendetta, butta via il giocattolo vecchio e si mette con una collega piu’ giovane.
In sostanza manda a puttane la famiglia dimostrando a se stesso che quello con
Giuliana non era il GRANDE AMORE ma un capriccio, anzi un capriccione. Un grande amore dura fino alla morte e forse anche più in la’! Vero Mimi!???



ANGELO: “ E Giuliana che tipo era nel 65?”



ASCARO. “ Io l’avevo idealizzata al massimo. Ora, che conosco di più le donne, direi che era una ragazza succube, succube di un ambiente in cui voleva restare sempre e comunque. Succube dei genitori prima e del marito dopo. In Silvio vedeva probabilmente quasi un’assicurazione sulla vita. Una garanzia che il livello di vita cui ambiva fosse mantenuto fino alla fine dei suoi giorni.



ANGELO: “Ed in te cosa vedeva?”



DIAVOLO: “Un pirla !”



ASCARO: “NO! Vedeva l’amore vivo che poteva far scoccare nel suo cuore una scintilla di romanticismo, ma mai abbastanza forte per cancellare il suo pragmatismo di base. Io poi non facevo il cavalier servente senza essere assolutamente un’assicurazione sulla vita. Anzi ero una specie scommessa su di un cavallo zoppo al Grand Prix de l’Arc de Trionphe che una garantista come lei mai avrebbe potuto fare.

Giuliana non somigliava in nulla a Mimi! Certamente non ne aveva la semplicità e la normalità, ne’ la voglia ed il bisogno di scommettere le ultime lire che aveva in tasca su un tipo come me.”



DIAVOLO: “Quindi la hai odiata? Sarebbe normale!”



ASCARO: No odiata no, forse la ho disprezzata.

E per di più non avevo capito subito…le ragioni per le quali ero stato scaricato. Ci ho messo un po’!

In fondo non mi ricordo di aver odiato qualcuno nemmeno quelli che se lo meritavano”



DIAVOLO: “Però ora quando la senti infelice perché il marito la ha lasciata, cosa provi?”



ASCARO: “ Tanta comprensione! Penso che la mia Mimi almeno non ha avuto la disgrazia di avere un marito come Silvio! Sarebbe scappata subito se non altro dopo aver visto la madre.



ANGELO: “ Ma come ha fatto Silvio a disinnamorarsi? “



ASCARO: “ Vado sempre per ipotesi e do una risposta molto facile. In realtà lui non era mai stato innamorato di Giuliana ma follemente invaghito. Lei lo sapeva e forse si vendicava stuzzicandolo pensando che avrebbe sempre avuto la situazione in pugno.

Invece…. Invece ha sottovalutato il posto di lavoro dove, se uno lavora tanto, tende a trovare la completezza : macchina aziendale, mensa aziendale e sesso aziendale! Peggio per lui! Ora ha dei rimorsi. Si sente dalle telefonate.

Probabilmente li avrà anche verso il figlio.

Ma degenera nel ridicolo quando pare sia sempre geloso anche del ricordo di uno come me. Spero cordialmente di avergli un po’ rovinato la vita mentre lui credendo di rovinarmela me la ha salvata!” .



ASCARO: il tutto mi ricorda Jean Valjean, Victor Hugo ed i Miserabili.



DIAVOLO: “ E quindi? L’hai menata con le tue reminiscenze pseudo culturali! Che cazzo c’entrano Jean Valjean, Victor Hugo ed i Miserabili.



ASCARO: Diavolo sei proprio ignorante come in fondo lo sono tutte le persone cattive. Chi non ha letto i Miserabili? Valjean è il protagonista di questo romanzo di V. Hugo che incarna il prototipo dell’uomo sfortunato che avanza nella vita tra malattie, sofferenze e sconfitte ma che non si da mai per vinto e risorge sempre. E’ un po’ il mio caso: come Jean Valjean sono caduto più volte ma sono sempre risorto. Ne ho passate di tutti i colori, nessuno mi ha aiutato, tranne Mimi beninteso.

Tantomeno Giuliana. O meglio inconsciamente mi ha dato l’aiuto più grande: mi ha fatto cominciare a capire meglio la vita a farmi scappare da questo delizioso posticino ricettacolo di tanti vizi e pochissime virtù.

Ed in fondo è stato logico fosse così.

Rivederla quindi è stata una grande gioia e parlarne è stato come l’inizio di una liberazione. Veramente vorrei che se nella sua vita ci fosse ancora qualche momento di felicità, io potessi farne parte…Non so come…

Scrivere quese pagine per me è stato come una liberazione. Ho messo alla prova il mio buonismo. Se dovevo vendicarmi di qualcosa mi sono già vendicato scrivendo! Ora voglio farle solo del bene!



ANGELO: E come pensi che finiranno i tre personaggi di cui fin’ora si è parlato, Giuliana, il marito e…?



ASCARO: i tre???



DIAVOLO: ASCARACCIO, brutto pirla, ma non capisci proprio un cazzo? Ci sei anche te nel gruppetto di “Neomiserabili”! Cosa ti credevi? Di essere una Mammoletta. Ti ho capito, sai! Te volevi tradire la tua Mimi! E se Giuliana l’avessi incontrata dieci anni fa e lei ci fosse stata sareste stati due banalissimi amanti.



ASCARO: Mah……………….



DIAVOLO: “ Comunque l’ultima parola è la mia.

Finirete tutti e tre infelici! Anzi lo siete già.

E soprattutto te che hai perso Mimi che in questa storia è quella che ci fa la più bella figura!

Lei non frequenta Diavoli! E’ in paradiso. Io aspetto all’inferno gli altri 3.



ASCARO: Forse hai ragione. Ma Mimi non si meritava le corna e vi assicuro che in vita non la avrei mai tradita, anche se avrei dovuto farmi una violenza terribile se per caso Giuliana sui fosse davvero ripresentata al mio orizzonte.

Pensa che anche ora che non c’è più avrei comunque degli scrupoli a farlo.

Le imi disse, prima di morire, uno degli ultimi pomeriggi a Bellinzona:

« MOM AMOUR TU DOIS VIVRE E PENSER A CAROLINA. Ne te remarie jamais !!”



DIAVOLO: Questo è matto! Ma proprio matto! Caro Angelo te lo dico io.



ANGELO: Ascaro ha sempre amato Giuliana, magari a suo modo, da uomo vivo e sicuramente anche un po’ matto, e questo per tutta la vita come le scrisse una volta. Ma Ascaro è uno che mantiene le promesse.. Forse l’ha amata in un modo strano, un po virtualee un po’ irreale.

Un po’ come diceva Leopardi: “L’uomo non ama una donna ma un’immagine di ciò che vorrebbe amare.”

La riteneva una donna eccezionale. Intendiamoci: non con doti eccezionali ma eccezionale nel suo complesso. Anche lui nel suo piccolo era un uomo eccezionale. Ma certamente esiste nella vita una “regola aurea”. Due esseri eccezionale non si uniscono mai.



ASCARO: Bravo! Bella riflessione! Non parliamo di Amore. Di Amore ce ne è stato uno solo ed è stato quello con Mimi. Per Giuliana ho provato solo una grande passione accompagnata da una ferita forse mai rimarginata.

Ma la passione per me era un lusso. A quei tempi non potevo permettermelo.



DIAVOLO: Ma dopo? Ed ora?



ASCARO: Certo qualcosa provo…sarà semplicemente il ricordo di una passione!



ANGELO E DIAVOLO: Cosa hai deciso di fare?



ASCARO: Di andare al cimitero e di parlarne con Mimi.



DIAVOLO: Figlio di puttana mi stai sfuggendo!



JEAN VALJEAN è sepolto a Parigi al Pére Lachaise, per una strana coincidenza a due passi dal primo cantiere che ho fatto nel 68, Rue Belgrand.

Sulla sua Tomba c’è una iscrizione:



Il dort. Quoique le sort fut pour lui bien étrange.

Il vivait, il mourut quand il n’eut plus son ange.

La chose simplement d’elle-même arriva,

comme la nuit se fait lorsque le jour s’en va !