ODIO LA FINE!
(elogio del primo tempo…)
Non mi interessa la fine dei film, dei concerti e delle opere.
Normalmente mi interesso o mi entusiasmo solamente al primo atto o al primo tempo. Poi stranamente la mia concentrazione va, via via, scemando, tanto da implorare la fine per andarmene via.
Forse è un inconscio rifiuto della realtà .
Magari alla completezza de rapporto….
Nella vita di tutti c’è sempre un’inizio ed una fine, c’è una vita e c’è una morte.
La fine è sempre banale o peggio, tragica, come nella Traviata o nella Boheme!
In fondo anche nella mia vita sono stati più belli i primi che i secondi tempi delle piéces che ho recitato.
Terribile il finale del film relativo all’amore della mia vita cioè “Mimi”.
Poi a volte magari succede che un film lo rivedi con piacere, forse alla Tv, dopo tanti anni, come è successo recentemente con Giulietta.
E’ il nuovo che si mescola con il vecchio.
Magari sa un po’ di minestra riscaldata, è solo un film che vedi una sera quando sei solo e non hai proprio niente da fare di meglio.
Questo film, ovviamente in bianco e nero, perché così si vedono meno le rughe, nasce e si sviluppa alla fine di due vite parallele improvvisamente e bruscamente ricongiunte.
Il regista ha voluto farvi un concentrato di piĂą, forse troppi, sentimenti che si credevano sopiti per sempre, e che invece sono tornati a galla, magari pericolosamente come le diversitĂ di caratteri provati duramente dalla vita.
E’ il miracolo della vita…forse della vecchiaia….
Però è un miracolo molto insidioso perché il vecchio non ha la reattività e l’entusiasmo di un giovane che lo fa risorgere dopo ogni batosta.
Penso però di avere un anticorpo ereditato da chissà quale saggissimo antenato.
Eccolo.
Basta trasformarsi da attore in spettatore.
Basta assistere allo spettacolo, non parteciparvi come se si avesse un contratto di lavoro che ti obbliga a stare sul palcoscenico fino a quando cala definitivamente il sipario.
E andarsene quando la rappresentazione diventa noiosa.
Fermarsi al primo tempo insomma e andarsene prima che la noia o la banalitĂ prenda il sopravvento.
Se si rimane, però, tanto vale giocare con i personaggi e divertirsi a far loro recitare tanti parti, e soprattutto tanti finali come tante sono le avventure che la vita mi ha riservato.
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Rita Rossi says:
come stai, spero ti ricordi di me ..................sono Rita
ho letto il tuo articolo e , se posso, mi e' sembrato infinitamente triste.
Anche a me capita spesso di avere voglia di essere una semplice spettatrice della vita, ti capisco
Anche a me sembra di essere parte di un mondo del quale non mi importa piu' nulla, tutto dalla morte del mio amore ha continuato a esserci, tutto scorre ma senza di me.
Solo........mi piace pensare che questo mio nuovo atteggiamento e' un'opportunita' , l'opportunita' di vivere senza ansie, aspettative tradite o che ci si aspetta che tradiscano.
vivere, semplicemente .
Amare? Forse, di un amore nuovo, diverso.
Mi piace pensare che la vita mi ha donato il grande amore, l'ho vissuto , mi e' stato tolto.
Adesso posso sperimentare l'affetto, la stima , la compagnia.
L'eta' non ha senso............parli troppo spesso di vecchiaia quando sai benissimo che il tempo e' farlocco, e nessuno meglio di noi puo' saperlo.
Ti voglio bene.
Rita