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Tempesta e faro. Il perfetto simbolismo dell'eterna lotta tra l'uomo e le avversita' della vita.

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March 16, 2009

3 foto

Sabato scorso la mia mente ha scattato tre istantanee che, essendo fotografie mentali, possono essere descritte solo dalla scrittura.



Cercherò di farle vedere.



La prima:

Conferenza sulla storia di un convento tenuta da un frate cappuccino (credo il Priore dello stesso convento). La cosa che ha colpito il mio obbiettivo non è stato il contenuto ma il relatore. Sulla quarantina, alto, fisico atletico, una barbetta rada.

Il presentatore deella manifestazione ne ha però citato il curriculum: medico chirurgo, professore di teologia all’università, membro del comitato etico dell’Istituto dei Tumori.

Mi sono chiesto, da buon semiateo o agnostico: ma se questo si è fatto frate e quindi CREDE perché quelli come me devono continuare a dubitare?

Anche il frate sicuramente pensa od ha pensato, ma a qualcosa è arrivato. Io, pensa che ti ripensa, sono tornato al dubbio o alla quasi certezza del nulla dopo….

E non ditemi che lui ha la grazia della fede ed io no!



La seconda:

Mi mischio al sabato pomeriggio con la piccola folla di gente fatta prevalentemente di famigliole, che bighellonano in centro guardando le vetrine senza entrare nel negozio perché c’è la crisi.

Vedo di spalle una figura femminile molto smagrita con un foulard a bandana sulla testa e accompagnata da tre ragazzini e da un mio amico.

Li per li non la riconosco. Poi il mio obbiettivo si mette più a fuoco.

E’ M., ammalata da tempo di cancro, maestra elementare, impegnata politicamente, madre adottiva di tre colombiani.

Mi aveva colpito il fatto che anni fa era partita col marito per la Colombia per adottarne uno e era tornata con tre. Non aveva resistito al pianto dei due fratellini che sarebbero rimasti all’orfanotrofio. Da notare che non si tratta di una famiglia ricca, ne’ religiosa.. Entrambi sono “comunisti”

Una santa quindi…. Già una santa che sarà martirizzata dal boia CANCRO come tante altre come lei, purtroppo. Ma se Dio c’è e se la causa di tutto va ricercata nella sua ipersrutabile mente divina, perché M. ha il Cancro e tante zoccole invecchiano felici e sane come sgombri tra sesso, droga, alcol e amanti ……

Mio Dio, Perché?



La terza:

sabato sera avevo mangiato troppo e, come mi succede ormai troppo spesso, non riuscivo a digerire. Mi agitavo nell’insonnia e pensavo al degrado del mio corpo, inesorabile neppure troppo lento.

Mi ricordai improvvisamente il letto di morte di mio nonno quando non visto origliavo il dottore che gli metteva la flebo. Era estate, faceva caldo e mio nonno era seminudo e sudato coricato su di un letto in una grande camera matrimoniale.

Già proprio come la mia….

Non ho avuto paura ma solo ammirazione per mio nonno!



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March 1st, 2009

odio la fine (elogio del primo tempo....)



ODIO LA FINE!

(elogio del primo tempo…)



Non mi interessa la fine dei film, dei concerti e delle opere.

Normalmente mi interesso o mi entusiasmo solamente al primo atto o al primo tempo. Poi stranamente la mia concentrazione va, via via, scemando, tanto da implorare la fine per andarmene via.

Forse è un inconscio rifiuto della realtà.

Magari alla completezza de rapporto….

Nella vita di tutti c’è sempre un’inizio ed una fine, c’è una vita e c’è una morte.

La fine è sempre banale o peggio, tragica, come nella Traviata o nella Boheme!

In fondo anche nella mia vita sono stati più belli i primi che i secondi tempi delle piéces che ho recitato.

Terribile il finale del film relativo all’amore della mia vita cioè “Mimi”.

Poi a volte magari succede che un film lo rivedi con piacere, forse alla Tv, dopo tanti anni, come è successo recentemente con Giulietta.

E’ il nuovo che si mescola con il vecchio.

Magari sa un po’ di minestra riscaldata, è solo un film che vedi una sera quando sei solo e non hai proprio niente da fare di meglio.

Questo film, ovviamente in bianco e nero, perché così si vedono meno le rughe, nasce e si sviluppa alla fine di due vite parallele improvvisamente e bruscamente ricongiunte.

Il regista ha voluto farvi un concentrato di più, forse troppi, sentimenti che si credevano sopiti per sempre, e che invece sono tornati a galla, magari pericolosamente come le diversità di caratteri provati duramente dalla vita.

E’ il miracolo della vita…forse della vecchiaia….

Però è un miracolo molto insidioso perché il vecchio non ha la reattività e l’entusiasmo di un giovane che lo fa risorgere dopo ogni batosta.

Penso però di avere un anticorpo ereditato da chissà quale saggissimo antenato.

Eccolo.

Basta trasformarsi da attore in spettatore.

Basta assistere allo spettacolo, non parteciparvi come se si avesse un contratto di lavoro che ti obbliga a stare sul palcoscenico fino a quando cala definitivamente il sipario.

E andarsene quando la rappresentazione diventa noiosa.

Fermarsi al primo tempo insomma e andarsene prima che la noia o la banalità prenda il sopravvento.

Se si rimane, però, tanto vale giocare con i personaggi e divertirsi a far loro recitare tanti parti, e soprattutto tanti finali come tante sono le avventure che la vita mi ha riservato.













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November 18, 2008

un santo....



UN SANTO.



Era circa la Pasqua del 2000.

Decisi che dovevo rientrare nel gregge cattolico.

Decisi di andare a confessarmi dopo 32 anni.

Lo facevo ora di buon cuore dopo che le Suore Somasche mi avevano fatto uscire dall’inferno della vecchiaia di mia madre. In momenti ben peggiori (subito prima dell’operazione alla prostata) nella cappella dell’Istituto Oncologico Europeo la mia coscienza aveva rifiutato il confronto con Dio tramite il confessore.

Comunque andai in parrocchia a S. Margherita una piovosissima mattina alle 7.

Avevo appuntamento con il bravo Don Giuseppe predicatore domenicale presso le Suore Somasche.

La confessione fu rapida e insieme chiarificatrice e purificatrice.

Cosa venne fuori?

Niente semplicemente che non avevo fatto niente di male o meglio niente contro la morale cattolica negli ultimi 32 anni.



Possibile? Ebbene di fronte a quel buon prete capii che:

- non avevo mai cercato di far male a nessuno gratuitamente.

- le piccole vendette erano state professionali e comunque mai gratuite e non cattive.

- Avevo sempre avuto degli ideali di buon eroe romantico: amore, famiglia, lavoro.

- Non avevo mai realmente tradito mia moglie.

- Non avevo mai odiato veramente nessuno. Verso i miei che me ne fecero addirittura di cotte e di crude serbavo solo indifferenza e forse pietà.

- Serbavo un ricordo tenerissimo dei miei nonni materni.

- Adoravo la mia famiglia cui ero riuscito a garantire un decoroso benessere.



Ora i giorni che trascorro sempre più frequentemente da pensionato a S. Margherita mi costringono di più a riflettere sul passato cercando in ogni angolo della mia mente ogni forma di possibile rimpianto.



Un argomento sempre piu’ ricorrente: Donne? Sesso? Bella vita?

Insomma mi trovo quasi a rimpiangere la vita dei comuni peccatori che se la sono goduta in ogni modo fino alla vecchiaia e poi sono arrivati alla stessa mia conclusione: una bella confessione per ripulire l’anima e la propria coscienza. Solamente che loro se la sono goduta ed io no.



Oh quanto sarebbe stato gradevole vivere e rivivere weeks end di passione in riviera con donne, donnine e baldracche. Magari sposato con una mogliettina ben comprensiva, ignorando le corna che lei stessa avrebbe potuto mettermi.

Bar, Ritrovi, ristoranti come un qualsiasi ricco bulletto di Riviera.



Invece lacrime e polvere nei postacci del mondo che la vita mi portò a frequentare.



Mah ormai non posso più ricuperare, ho 60 anni. Troppi……….







S. Margherita 14/5/01



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November 18, 2008

le istantanee della vita.

LE ISTANTANEE DELLA VITA



-1946 Avro’ avuto si e no sei anni, in piazza Mazzini traverso la strada mentre sopraggiunge una 1100 nera anni 30 a tutta velocità’: grande stridio di freni, la macchina rallenta, io passo, la gente urla inorridita. Sono salvo la grande avventura della vita puo’ cominciare.



-1947. Natale. Con mio nonno a Costasecca a raccogliere il muschio. Poi a fare il presepio nel suo “scagno” a Piazza Mazzini. La sera della vigilia nella cucina di Piazza Mazzini con mio nonno a cuocere il pandolce preparato da mia nonna.



-1949. Bagni Patellin. Imparo a nuotare con il sig. Mornile, direttore di una banca di S. M. L.



-1962. Salita di Pagana. Del Bo tira il freno a mano della mia 500.



-1963. In pizzeria da Gennaro a mezzogiorno. Mio padre mi parla di Arrigo’.



-1965. Luglio. 11 della notte. Giuliana mi scarica a bordo della mia 500 posteggiata davanti a casa sua in via Somalia.



-1966. Davanti ai carabinieri. Pacelli mi spinge con la mia vecchia 500 investendomi frontalmente con la sua nuovissima Lancia coupe’.






-1967. 17 Dicembre il giorno della laurea e la foto fatta dal fotografo nel’atrio di Villa Cambiaso a Genova.



-1969. Agosto, Zoagli. Le 19 di un pomeriggio dei primi di agosto. Mano nella mano con Anna davanti alla chiesa da dove esce una dolcissima musica d’organo.




-1970. 6 Maggio. Il mio matrimonio in Belgio.



-1974. Abidjan le 4 di mattina del 7/7: nasce Carolina.



-1976. Gennaio. Bandar Abbas. I manovali curdi mi applaudono dopo la fine del getto della fondazione del cavalletto del primo gruppo.



-1978. 3 Gennaio. Atterro proveniente da DUBAI su un CESSNA guidato da un pilota Pakistano a Bandar Abbas in piena rivoluzione. Aeroporto deserto popolato da militari armati fino ai denti che mi puntano il mitra contro. Ho 100.000$ cash nelle tascone del Burberry.



-1989. Iran Arak. Verso i primi di dicembre. In una stanza degli uffici ARPC fucilato da Ringhio, Kabir e dal Vice ministro dell’Energia.



-1990. 5/7 ripulisco il mio ufficio di direttore EC1 dopo le dimissioni. Sono passati 17 anni.



-1991. Luglio. Gadolla mi cazzia per la prima e l’unica volta. MI pianto con la TIPO aziendale facendo marcia indietro nel sotteraneo della G&S.



-1992. Giugno. Aereoporto di Bruxelles. In transito per la partenza definitiva in Nigeria.



-1993. Inverno. In auto dalla raffineria a Port Hartcourt ascoltando arie d’opera a tutto volume.



Poi……non vi sono piu’ istantanee degne di nota nella mia vita. La mia vita di avventura fini’ in Nigeria.



Se non…. Si Si una altra istantanea c’e’:



-1995. 3 Marzo. Il prof. Rocco in camice in mezzo ai due suoi assistenti Carminati e Andres

mi annuncia che ho un cancro alla prostata……



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November 18, 2008

gli odiatissimi fighetti ovvero i rampolli della borghesia.



Ieri 17/12/04 ho assistito ad una pessima “Traviata” al Carlo Felice.

Negli intervalli la mia distratta attenzione è stata attirata da quattro coppie che si pavoneggiavano nel foyer.

Provo a descriverle.

Bellocci ed azzimati gli uomini.

Meno belle ma tutte alte, bionde, forse un po’ grifagne come sanno essere le liguri di antico casato, le donne.

Il gruppetto faceva un educato casino, lo stretto necessario per mettersi in mostra quanto basta.

Chiaramente tutti, uomini e donne di buona, forse ottima famiglia.

Uomini in carriera, magari locale e piccolo borghese, ma in carriera.

Donne colte ed eleganti.

L’ideale di moglie padrona di casa che aiutava il marito nelle scalate sociali più o meno carrieristiche.

Casa ad Albaro e seconde e terze case in riviera o in montagna con un grosso fuori strada nel parcheggio del Teatro.

Il mio pensiero allora improvvisamente è tornato agli anni 60.

Come mi sarebbe piaciuto essere uno di questi fighetti.....

Gioventù serena e protetta.

Matrimonio di coronamento di lungo fidanzamento con una ragazza di bel partito.

Non bellissima ma di buona famiglia, magari anche laureata.

Già sarebbe stato bello…. Ma impossibile.

Ero costretto a fare, autosuggestionandomi, di necessità virtù.

All’epoca guardavo con fastidio quel tipo di coppie, embrione di future famiglie, convinto che una vita di avventure sarebbe stata sicuramente migliore di una paciosa e serena esistenza da borghese.

Ora mi trovavo a guardarle con curiosità, irritazione e rammarico, convinto che le avventure le avevo si avute ma l’agiata giovinezza borghese mi era irrimediabilmente sfuggita.



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November 18, 2008

la morte (2000)

LA MORTE.



In un mondo votato al consumismo come il nostro la morte è minimizzata.

Nessuno ne parla se non in casi estremi.

Ed anche qui viene citata come conseguenza di catastrofi, guerre, stragi.

Nessuno (parlo dei Media) entra nel merito della sua essenza intesa come fine dei valori terreni quali bellezza, ricchezza e consumismo che sono poi i principali motori della vita di oggi.

Nessuno o pochissimi osa pensare serenamente al “dopo la morte”. Quali saranno i nuovi valori?

Saranno legati a quanto vissuto o commesso durante la vita terrena? O si inizierà da zero? O peggio dopo la morte sarà il nulla, il niente e la fine di tutto……

Ma di che “tutto”? I valori della vita terrena sono forse il “tutto”…? Non lo credo proprio.

Io penso piuttosto alla morte come alla fine di un lungo e bellissimo viaggio popolato di emozioni ed avventure che hanno contribuito a riempire di soddisfazione e di orgoglio la nostra vita terrena.

Certo c’è la paura del nulla, dell’infinito, dell’eternità…….

Durante la mia vita ho sentito, tangibilmente, la protezione che qualcuno esercitava su di me vegliando sulla mia vita e sull’esito delle mie avventure più pazze, costruite tutte per pura necessità di sopravvivenza. “Marcia o crepa!” è stato sempre lo slogan che ha animato la mia esistenza. Guardandomi addietro penso alle infinite occasioni che ho avuto di finire male ed agli aiuti che ho ricevuto per andare avanti ed arrivare ad oggi.

Cio’ mi convince che qualcuno fuori dal mondo mi ha seguito e mi segue. Chi è mai questo qualcuno??

Il mistero è proprio li. Però non è un mistero terribile o pericoloso. So che costui mi vuol bene e mi protegge. Mi proteggerà anche dopo la morte, magari chiamandomi a mia volta a proteggere qualcuno dei viventi che lo meritano.



Ho scritto queste note nel 2000...



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November 18, 2008

quel semaforo a Diano Marina.



Eravamo a fine anno 1971. Soletanche era finita male.

Tornavo a casa con le pive nel sacco e con il dubbio (poi felicemente svanito) se quei quattro anni trascorsi in Francia fossero stati positivi, almeno nel processo della mia formazione professionale.

Di certo era che non avevo più un lavoro e per di più avevo una moglie sul gobbo.

I miei genitori, allora ancora giovani, mia madre 49 e mio padre 62, avevano preso con un fastidio egoista il mio ritorno a casa. Insomma ero un problema per gente che non ne voleva.

Mimi era spaurita ma stranamente fiduciosa.

Decisi di fermarmi, quasi per caso a Diano Marina, dove affittai un bilocale. Le giornate erano vuote e fredde riscaldate solo dall’amore che ci legava.

La mattina comperavo ogni giornale dove potessi trovare una proposta di lavoro e scrivevo a tutti comprese le imprese di fondazioni reperite sulle pagine gialle.

La cosa durò fino a metà gennaio quando fui chiamato ed assunto dalla ELSE di Milano, reperira tra l’atro sul Sole 24Ore.

Non fu un periodo lungo in fondo, circa un mese.

Negli anni successivi lo dimenticai o meglio lo cancellai dalla mia mente come un brutto sogno.

Ora 34 anni dopo mi ricordo di quel semaforo lampeggiante ad un incrocio proprio sotto la casa che avevamo in affitto. Lo guardavo di notte stralunato ed impaurito come se quell’incrocio fosse stato il bivio della mia vita e che se avessi sbagliato strada sarei stato rovinato per sempre.

Però non ero disperato: ero come un alpinista che era scivolato dalla parete ghiacciata durante una difficile scalata, ma che si era salvato perche’ il chiodo di sicurezza aveva tenuto.

Quel chiodo si chiamava Mimi ed era fatto di un amore purissimo r che, quindi, non poteva cedere.....



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November 18, 2008

il capolinea.



IL CAPOLINEA.





Finalmente, dopo tanto pensare, ho trovato il sostantivo adatto per definire la città o meglio il paese nel quale sono finito a vivere presubilmente gli ultimi anni (o mesi…o giorni) della mia vitaccia disperata e spericolata (…ala Steve Mc Queen…).

Quando ero ragazzo e, sfortunatamente, vivevo nello stesso posto vedevo i vecchi con un altro occhio.

Cioè il mio occhio era più radicale: i vecchi erano vecchi e gli altri (giovani o adulti) erano diversi.

Il vecchio aveva anche una sua funzione di nume tutelare le famiglia (le case di riposo praticamente non esistevano, anche perché le aspettative di vita e la durata media della stessa erano più basse di ora.).

Il tempo.

Tanti pensano che per i vecchi il tempo non passi mai e trascorra lentissimo.

Niente di più falso. Anzi il tempo trascorre velocissimo come una discesa su di uno scivolo lubrificato che porta ad una sola piscina: il lago AVERNO dove il traghettatore Caronte ci aspetta tutti.







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November 17, 2008

ricordi scritti nel 2000: LA SOLITUDINE DI NOI DUE::::



Eravamo soli nella nostra debolezza intrinseca



costituitasi su famiglie balorde.

Ci siamo sposati da soli pur circondati da un mondo di zombies

in una cerimonia assurda e paradossale.

Abbiamo vissuto da soli, ignorando amicizie e vita sociale

per paura che la nostra solitudine fosse rovinata.

Abbiamo lottato e affrontato da soli, senza aiuto,

le difficoltà che la vita poneva ad una coppietta

partita dal nulla in una bella giornata di sole primaverile in quel di Bruxelles.

Di plastica erano le valigie di dozzinale qualità comperate in un

supermercato di periferia.

Li riponemmo tutto quello che avevamo. Poco e di povera qualità.

E ce ne andammo in Africa, sfuggendo ad un mondo che ci faceva paura .

Arrivò una figlia. La abbiamo fatta quasi assieme quella notte di luglio.

Tu partorivi ma io pativo e soffrivo con te,

alla clinica di Cocody, tra levatrici e ginecologi neri come la notte africana,

laggiù, nel nostro primo paradiso terrestre, Abidjan.

E poi…. quante avventure, amore mio…

Vedevamo il mondo con occhi da vincenti.

Il mondo che giravamo vedendolo poco,

ma guardandoci tanto dentro….

Mentre costruivamo la nostra solitaria famiglia.

Soldi e carriera….La prima casa….

Le valigie diventarono di pelle….. di lusso…

Carriera vertiginosa e discesa altrettanto vertiginosa.

E tu sempre li, a calmarmi, a eccitarmi ed a sopportarmi.

Tutto questo da soli e senza amicizie,

imbozzolati e barricati nel bunker della nostra felicità.

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October 12, 2008

lugano 11-10-08. una prova di un eterno amore.

il giorno 11-10-08, invitato dallo IOSI di Bellinzona ho introdotto così una spettacolo di teatro interattivo che aveva per tema: IL CANCRO (ti voglio tanto bene)

grazie per i lettori che lasceranno un commento!

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August 14, 2008

LE RAGIONI DEL CUORE

"Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce!" Biagio PASCAL.

"Le coeur a ses raisons que la raison ignore..." Blaise Pascal

Sto vivendo una strana sensazione provocatami da un incontro con una persona che ho amato alla follia 43 anni fa e che ha rischiato di rovinarmi la vita.

La ragione mi dice di darmela a gambe.

Il cuore invece mi spinge a amarla anche dopo 43 anni!

Ieri sera, per una strana combinazione, ho visto su SKY Tv il film "L'amore ai tempi del colera" tratto da un libro di F. Garcia-Marquez. Ne sono rimasto sconvolto.

Le analogie sono impressionanti!

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July 17, 2008

UMBRIA JAZZ!

A PERUGIA 3 ANNI DOPO……

Dai coraggio Ascaro, mi sono detto..

Così un mese fa ho prenotato l’Hotel e domenica sono partito.

La solita Perugia. In tre anni (dal 2005 al 2008) è cambiata pochissimo, forse è anche migliorata.

Già! E’ la prima volta che vengo qui da solo. L’ultima volta è stata l’ultima vacanza con Mimi. Mimi sapeva ed io non ancora.

Ho cambiato hotel passando da un 2 stelle (IRIS) ad un 4 stelle lusso (SANGALLO), Mimi era parsimoniosa forse anche un po’ taccagna come solo quelli che sono stati molto poveri possono esserlo.

Ho mantenuto la Trattoria (Dalla BIANCA), perugina e frequentata solo da perugini. Costa poco e si mangia bene anzi benissimo….. La trattoria è sempre uguale, come uguale è il menu, il cameriere e la vecchia padrona impagliata su di una seggiola vicino al bar che fa da “Totem controllore” agli affari di famiglia.

Umbria jazz propone sempre musica ottima in una Organizzazione quasi perfetta. Quindi orgia di concerti, tutti di ottima qualità, alcuni gratis alcuni a pagamento , forse anche un po’ cari ma chi se ne frega…..

I perugini sono simpatici e gentili, il pubblico ha l’aria signorile, colta ed educata che solo i jazzofili sanno avere. Gran brulicare di vecchie coppie over 60 o giu’ di li’.

Cazzo! Perché sono solo qua? Non potevo portarmi una qualsivolglia amica e mimetizzarmi nella fauna dei turisti. No! Ho preferito di no. Mi sarei visto come quello che va a limonare al cimitero.

Perché proprio a Mimi? Cosa aveva lei, così carina e giovanile, di peggio, di tutte queste befane colte col ganzo viagrato al seguito? Niente.. forse solo la sfiga!

Qualche vantaggio in fondo ad esser solo l’ho avuto. Per esempio quello di mangiarmi il primo giorno per merenda due Hot Dogs in pane caldo e ben pucciati de Keicth Up e senape. Mimi mi avrebbe preso a pedate in culo….

Poi ho potuto guardare non di nascosto le perugine, quelle vere, nere e di pelo nero con un portamento altero che solo loro hanno. Che sa perchè da ‘ste parti non si vede un culo basso? Ma! Questione di razza (Goebbels). Ahimè “’Un tzono miha guarito!”.

Ridi pagliaccio (Leoncavallo)…

Mimi mi diceva spesso quando mi lamentavo della qualità di un albergo o di un ristorante che giudicavo inadatto al ceto sociale così faticosamente raggiunto, “Senza di me ti saresti mangiato tutto in Porsches e puttane!!!”,

Io rispondevo ridendo: “No! In Porche e Maiale!!!!”

Cazzo come eravamo felici!

Bene! Dicevo: concerti e concertini con un unico comun denominatore: la buona musica. Sono stato proprio contento e musicalmente appagato. Anche i ricordi sembravano non pesarmi troppo…

Finchè…

L’ultima sera al Brufani (sei stelle super) all’aperitivo in jazz me ne stavo seduto a fianco di un famoso attore americano e a una strafiga ovviamente mora. Suonava un complessino che si ispirava a Nat King Cole in un ambiente meraviglioso dove avrei voluto fermare il tempo. Ero immensamente sereno e felice…quandoooo…

Quando….quando quel figlio di puttana… quel negraccio del cantante si è messo a cantare “UNFORGETTABLE”!

Allora? Allora che cazzo! Mi son messo a piangere ! No!

‘FAN CULOOOOOOO PERUGIAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!

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July 8, 2008

LA SOLITUDINE.

LA SOLITUDINE.

 

(ovvero: manuale di sopravvivenza di un 66enne vedovo).

Dopo 10 mesi e qualche giorno di vedovanza penso sia bene ed utile, per autoschiarirmi le idee, fare il punto della situazione dando anche una serie di consigli ai malcapitati che possano essere nelle condizioni di vita simili alle mie.

 

La casa.

Normalmente sarete chiamati a vivere nella stessa abitazione in cui avrete vissuto da sposati, così densa di ricordi e di oggetti, che provoca sentimenti che vanno dal dolore disperato del ricordo del periodo della fase acuta della malattia al dolore sottile, e per questo non meno grande, del ricordo dei bei momenti trascorsi durante la vita di coppia.

La mia potrebbe essere definita una seconda casa, anche se fa 130 mq, e si trova in un quartiere esclusivo in una esclusiva località turistica sul mare. L’abbiamo abitata per 8 anni con Mimi. Personalmente senza troppi entusiasmi ma, essendo felicissima Mimi di abitarvi, un po’ pigramente come tutti i vecchi mariti innamorati, mi adeguavo al concetto che la felicità di mia moglie era un po’ anche la mia felicità.

Consiglio una profonda ristrutturazione dei muri, dei mobili (basta spostarli) e degli arredi sulle pareti.

La farete così un po’ meno sua e un po’ più vostra.

Dedicare poi un'attenzione maniacale alla pulizia e all'ordine della casa. Tutto deve essere in ordine e facilmente reperibile. Niente è più schifoso di un vecchio sporco e disordinato. Lavatevi spesso, deodoratevi e rispettate il vostro corpo. Fatelo imputridire con dignità.

Una vera e propria conquista sociale sarà la donna ad ore. Due volte la settimana. Non giovane e carina. Vi ecciterebbe subito e sareste ai suoi piedi. Possibilmente tracagnotta, pelosa e con non meno di 50 anni.

Ricordatevi: una bella casa pulita ed ordinata è l'inizio della serenità senile.  

La cucina.

Dovrà essere sana e non troppo abbondante. Fatevi da mangiare con ricercatezza scaricando le ricette dal web. Non potete immaginare quante mattinate di gioia ho passato quest'inverno a cucinare. Dopo un ragù alla salciccia particolarmente riuscito ho pianto di gioia!

Abolite aperitivi, vino e digestivi. Sono veri e propri veleni consumistici. Ciò vi garantiraà almeno 10 anni di vita serena in più. Che squallore un vecchio ubriaco di Amaro Averna... E quanti ce ne sono in giro....

Gli amici.

Categoria tra le più inutili per un tizio che vive solo. Di solito con voi coetanei e sposati. Quindi parlo di coppie di amici. Curiosi e interessati a sponsorizzare qualche single di sesso femminile in caccia di amori senili o di qualcuno che le levi dalle grane delle donne sole. In fondo gli amici son ben più contenti di commiserare il vedovo che essere commiserati loro se uno dei due fosse schiattato. Vi accorgerete piano piano che vi danno fastidio.E girerete alla larga se non lo faranno prima loro.

Stranamente vi sentirete più portati per stringere amicizie con gente più giovane di voi dai quali vi sentirete maggiormente attratti. Forse perché il frequentare i giovani vi aiuta a restare giovani (di testa) e perché loro sono un po’ come uno specchio nel quale rivedere la “vostra gioventu’”.

Attenti però con le donne. Oggi le donne sono cambiate: quando sentono di destare l’interesse di qualcuno pensano immediatamente che quel qualcuno se le voglia ingroppare. Mai una giovane (20 anni di meno) avrà una relazione con un vecchio ( 20 anni di più) se non per soldi o per interesse. La donna oggi è scopatrice ma sempre romantica e spera sempre di trovare un giorno l’amore della vita.

Vedasi in proposito le avventure del nostro Presidente impunito del Consiglio dei Ministri. Fellatio. Carfagna. Nano arrappato.

La barca.

E' componente essenziale di un vedovo che adora pescare al largo.In più con ogni tempo. Barca di 7metri, cabinata, l'ideale per la pesca alla traina. Il vero pescatore è solo e va al largo, molto al largo confortato dal sicuro rumore del diesel da 130 cavalli. Speriamo non si fermi col vento, se no finisco in Corsica. In mezzo al mare si pensa e si medita su tutto ed sul contrario di tutto. Vedovanza è sopratutto meditazione sulla giustizia e sull'ingiustizia divina che è particolarmente tangibile in mezzo al mare come in mezzo al deserto. Perchè è toccato a me????

 

Sentirsi solo.

Personalmente non mi sono mai sentito solo se riuscivo a stabilire con qualcuno una comunione di umani intenti applicata a comuni passioni tipo, politica, musica, letteratura e fotografia. Meglio ancora se su internet così riesci meglio ad idealizzare il rapporto. Stranamente sul web puoi avere, senza complessi di sorta,rapporti di amicizia anche con trentenni e giù di li.

 

 

Sesso.

Qui sono cazzi acidi. La libidine senile esiste ma è diversa dalla tradizionale. In più senza Viagra o Cialis è quasi impossibile avere un rapporto soddisfacente. Quindi con una di 20 anni più giovane potete immaginare l’imbarazzo ed il disagio…In attesa che la medicina faccia effetto potrete sempre mostrarle collezioni di stampe cinesi o declamare poesie di D'annunzio.

Ma vi assicuro c’è più rischio di farsi due risate che due scopate.

Potrete accoppiarvi o cercare di accoppiarvi con una coetanea, però la cosa diventerà ancora più difficile, forse meno ridicola, sicuramente un po’ tragica.

Quindi invito al sesso a pagamento con professioniste serie che sanno quel che trovano e che abbiano un buon rapporto prezzo/qualità.

Magari pensavate di trovare una puttana, invece avrete trovato un’amica.

Sconsiglio l’autoerotismo perché demode’.

Assordisce, e spendere 15 euro di viagra per una masturbazione è un po’ eccessivo!

 

La religione.

Ne sono assolutamente distante. Almeno da quella Cattolica. Le preghiere alla sera e basta! A volte arrivo all’esistenza di Dio attraverso ragionamenti spaziali cosmici sul sistema solare che mi fanno pensare che l’ordine dello spazio abbia una ragione. Lasciamo perdere Chiesa e Religioni varie. Se facessero il loro mestiere meno poveracci al mondo creperebbero di fame!

 

Il senso della morte.

C’è ed è molto vivo. Ho visto morire Mimi. Mimi è annegata per blocco renale con l’acqua che le ha invaso i polmoni.

Personalmente sarei quasi contento di crepare annegato in una tempesta al largo o trascinato fuori dalla barca da un tonno che ha abboccato e mi porta velocissimo in fondo al mare. Creperei si, ma rapidamente. Se fosse una cosa più lenta non so se avrei la forza d’animo che ha avuto la mia Mimi.

 

 

I soldi.

Ovviamente questo manuale non è fatto per pensionati poveri. Si presuppone un attore benestante che abbia budget per vivere bene. Come me insomma! Se però l'attore fosse un poveraccio non gli resta che trovare conforto nell'autoerotismo!

Se non ce la fa sarà un vecchio porco! Ma se ce la facesse potrebbe buttarsi in politica, in FORZA ITAGLIA, fare carriera, diventare ricco, e fottersi una VELINA!

W BERLUSCONI MODELLO DI VITA!

W il MINISTRO FELLANTE CARFAGNA!

 

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March 13, 2008

VEDOVO DA SEI MESI!

Vedovo da sei mesi…Un primo bilancio.

 

Nella vita tutto dovrebbe essere visto positivamente ed io ho provato a farlo pur in questa nuova situazione di “vedovanza”.

La mia “vedovanza” non è stata improvvisa: un tumore, anzi due annunciano il trapasso con grande preavviso. Anzi per assurdo in 2,5 anni hai tutto il tempo di prepararti a questo evento.

Il tumore provoca tante e tali sofferenze (sia fisiche che mentali) nella tua partner che alla fine la morte sembra quasi una liberazione: per lei soprattutto ma anche (un po’ egoisticamente) anche per te.

Eppure, sembrerà strano, io e mia moglie abbiamo sempre vissuto com positività questi mesi ed anni terribili cercando e ottenendo da essi le ultime stille di un grande amore che ci ha accompagnato per 39 anni.

Strano... 39 anni sembra un tempo infinito ma a me è parso passare via in  un lampo come quando si assiste ad un bellissimo spettacolo e, tutti presi dalla rappresentazione scenica, ci accorgiamo che siamo arrivati improvvisamente alla schermata con su FINE o alla discesa del sipario.

Già, è stata una rappresentazione unica e senza repliche.

Bene il 2/9/08 mi sono ritrovato vedovo e condannato a vivere solo in una sonnacchiosa cittadina di provincia.

Mi direte: e gli amici? Quelli sicuramente mi hanno lasciato solo! E la carità cristiana dei tuoi amici (così portati a fare del bene) dove è finita?

Parliamoci chiaro: Non mi sono mai fatte troppe illusioni con l’amicizia. Anzi, dopo i miei 20 anni, ho sempre pensato all’amicizia come ad un sentimento tarocco, forse irreale. Irreale come il mondo di plastica che Berlusca e le sue TV ci hanno costruito attorno. Un mondo di parrucchini come quello di Pippo Baudo insomma….

Sono passati poi gli anni e gli amici sono sempre di più rivelati come una razza sconosciuta. Almeno a me e Christiane tutti e due barricati nel bunker della nostra felicità.

Ma ora viene il bello: Christiane ha il cancro (anzi ne ha due). Due operazioni. quattro Chemio. Sofferenza, stress e comprensibili ansie per entrambi.

Sempre più soli anzi, io tutto impegnato, con la mia managerialità, a gestire il quotidiano per farla assistere nel modo migliore possibile.

Amici? E chi li conosce ? Non ce ne è! Soli con la nostra battaglia già persa in anticipo. Di cancro di solito si muore alla faccia di quelli che …il cancro è stato sconfitto… delle interviste in tv e delle chemio a 2000 Euro a botta.

Nessun aiuto, niente. Erano cazzi miei, anzi cazzi nostri.

Gli anglosassoni maestri di sintesi usano dire FUCK YOU! ( fottiti!)

Bellissima frase che dice tutto. A noi il mondo ha detto FUCK YOU!

Cazzi miei sempre più acidi fino alla morte di Christiane!

E poi? Dopo la morte cosa è successo? Qualcuno ti ha aiutato a vincere il dramma della solitudine, della mancanza, delle giornate trascorse in solitudine?

Risposta: certamente e prevedibilmente NO! Nessuno mi ha dato una corda di salvataggio. Ne le vecchie né le nuove conoscenze!

I nuovi pseudo-amici che scambiavano la mia voglia di socializzazione con chissa’ quali depravate libidini senili!

Ma no! Mi direte, magari quelli più cristiani, quelli con più fede, e più portati all’altruismo. Io che correvo disperatamente alla ricerca della Fede, delle certezze non certo di avventure da letto viagrato!

Già FOTTITI è stata la cattolicissima risposta!

Forse ha ragione Zucchero quando cantava: “solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress dell’azione cattolica…”.

E i preti, i pastori di anime? Ma che cazzo vuoi? Tanto prima o poi si muore tutti! Tanti muoiono di cancro o di incidente stradale………….

L’ha detto recentemente anche il Papa: mica vorrete diventare immortali, in un modo popolato di incredibili zombies ultracentenari tipo Berlusca Pippo Baudo Rita Levi Montalcini Cossiga…

Ma sì! Forza cancro (che aiuti a riequilibrare la razza umana), forza IEO, forza Itaglia!

E quindi? Ho superato questi sei mesi con la forza della mia volontà di affrontare tutto e di tutto!

In fondo sono anche un po’ più sereno perché so che Christiane mi guarda da lassù e mi raccomanda: GUARDATI DALLE CATTIVE COMPAGNIE!!!!!!!!!!!! MEGLIO SOLO CHE MALE ACCOMPAGNATO.

 

 

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March 1st, 2008

vedrai, vedrai..vedrai che passerà....

Così diceva Luigi Tenco, cantautore suicida, in una sua vecchia e bellissima canzone.

Già, mi diceva ieri un mio amico, il tuo dolore, e quindi la mancanza per la perdita di tua moglie, piano piano si attenuerà col passar del tempo, è una cosa inesorabile, succede a tutti così.

Risposi: la mia attuale sensazione a 6 mesi dalla morte di Christiane è di uno che abbia perso un braccio. Certo continua a vivere, ma non è più una vita. Una vita normale!

 

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February 7, 2008

LA FEDE ED I MISTERI DELLA VITA!

Niente è più banale e nello stesso oscuro come la nascita di un essere umano.

Ecco cosi si intende per casualità.

In funzione di dove (stato e famiglia) uno nasce, è già fissata una buona parte del suo destino.

Si può nascere con le stesse probabilità figli del Padrone della Fiat o figli di un morto di fame della Somalia. Il primo destinato a carriere, onori e impunità, il secondo destinato ad una orrenda vita se riuscirà a sopravvivere alle più micidiali malattie dell’infanzia. E se poi gli andrà bene ad una orrenda vita di stenti e di malattie!

Questo perché? Il Dio creatore ha avuto qualche criterio nella localizzazione della nascita dei nostri due individui di cui sopra?

Mi si dirà: il Dio creatore è imperscrutabile. Se hai fede, devi accettare tutto e BASTA. Quindi anche questo!

Un po’ semplicistica questa risposta.

Certo sulla Fede si basa tutto il Sistema della Chiesa Cattolica. Praticamente la Fede ha corrisposto alle attese di speranza di un Oltretomba migliore, attese manifestatesi fin dalle prime civiltà e di cui è arrivato fino a noi il Culto dei Morti con Cimiteri e Tombe!  

Il mondo è sempre stato un ambiente ingiusto: perché i pochi devono spartirsi le sue ricchezze a danno dei tanti che muoiono letteralmente di fame.

Mi si dirà: “per meritocrazia” magari non dei figli ma dei padri e dei nonni. Quindi i nipotini se ne vanno a sciare a S. Moritz per i meriti maturati dai nonni. Mentre il negretto  che non ha avuto la fortuna di nascere “bene” se sopravvive alla fame, magari si fa scannare o violentare in qualche guerra tribale spersa per la grande Africa.

Vi è un negozio, a Milano vicino alla Scala che letteralmente invita alla rivoluzione: “Il neonato di lusso”. Roba da fare impallidire la camera del figlio di Luis XVI a Versailles. Purtroppo a fianco non vi è l’analogo per il neonato Albanese i cui genitori sono emigrati traversando il canale di Otranto in gommone e che, se è sopravissuto “fortunatamente” campa facendo il lavavetri con la speranza che quando sarà più grande fara’ il “Prostituto” o magari il Viado preda della libidine del Lupo o Lapo di turno.

Comunque le cose vanno così e basta! Forse non perché ha voluto andassero così il creatore dell’Universo ma per pura casualità. Questa è una bestemmia che può bruciarmi l’anima “ad aeternum” ma visto che l’uomo è stato fatto essere pensante perché rinunziare a pensare e a riflettere?

Quindi nasciamo in piena casualità. Prendiamoci in spalla la nostra fortuna o sfortuna e incamminiamoci lungo i sentieri della vita!

Eliminiamo gli estremi (il negretto e Lapo) e immaginiamo la vita di un operaio specializzato e di un borghese della classe media magari laureato.

L’operaio non studia semplicemente perché i suoi genitori appartenendo ad una classe sociale ben definita sanno che il destino del figlio è quello di fare come papa’ dopo la scuola d’obbligo. Cioè la fabbrica. Magari, se ha dei genitori illuminati, il nostro pargolo potrà ambire ad un diploma, geometra o ragioniere, e aspirare ad un salto di classe nella scala sociale, senza osare pensare alla laurea, giudicata innarivabile.

Il pargolo borghese, se ha la fortuna di appartenere ad una famiglia  illuminata, se la passa decisamente meglio. Viene da un ambiente colto dove si parla già normalmente di arte e cultura dove girano libri e giornali  anzi è seppellito dai libri appena impara a leggere e se il bambino è un po’ dotato il gioco è fatto: sarà un appartenente alla futura borghesia.

Quanti piccoli drammi famigliari avranno invece vissuto i figli degli operai che riuscivano a studiare ma che sapevano che le prime economie di famiglia erano quelle fatte proprio sui libri che erano giudicati appartenere alla categoria “spese superflue”.

Ecco qui di seguito la mia chiave per aprire la porta della fede.

Diversi assiomi sempre più consequenziali! 

Un uomo è un essere razionale.

E’ portato a pensare!

Se in più è intelligente affina, pensando sempre di più con l'eta', le sue qualità intellettuali.

Pensa che ti ripensa, è portato a farsi domande e darsi spiegazioni su tutto.

Così facendo accresce il suo orgoglio e diventa un libero pensatore.

La vita non è eterna: prima o poi si muore.

L’uomo è vigliacco: vorrebbe essere eterno.

La sua razionalità ed il libero pensiero maturato con gli anni non lo sorregge più di fronte alla paura dell'al di la'.

Si costringe quindi a ragionare sull’al di la’.

Possibile che ci sia il nulla prima e dopo la vita’?

Il suo razionalismo lo porterebbe a concludere in questo senso!

Pero’ il suo razionalismo non può risolvere ne’ il mistero della nascita nè il mistero della morte!

L’errore di questo processo logico sta nel fatto che tutto è razionale all’interno del nostro piccolo mondo.

Il tutto diventa irrazionale al di fuori di esso e la chiave di collegamento tra il nostro mondo e l’aldila’ (post mortem) è l’anima, l’entità che pensa e che non muore perchè è immateriale, non è legata a fattori somatici quindi non può degradarsi e morire come un qualsiasi parte del corpo umano!

Determinato così che qualcosa c’era prima della nascita e qualcosa ci sarà dopo la morte non rimane che affrontare il mistero della vita.

 

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November 16, 2007

Onore a Giacomo Lagorio, un eroe del nostro tempo. Gloire a Giacomo Lagorio un heros de notre temps!

Volevo invitare tutti gli amici di stomaco forte e nervi saldi a visitare il sito del mio amico ed ex collega Giacomo Lagorio, (www.lagorio-giacomo.it), morto alcuni giorni fa!

Persone del genere dovrebbero essere portate ad esempio!

Storie del genere dovrebbero farci riflettere sul significato dell’esistenza.

La quale purtroppo non è solamente belle immagini e belle chiappe!

 

Je voudrai inviter tous les copains avec des  nerfs forts et de l’estomat costaud a visiter le site de mon ami et ex collegue Giacomo Lagorio, (www.lagorio-giacomo.it) decedè il y a une semaine.

Des gens pareils devrait etre portes a exemple.

Histoires pareilles drevraient nous faire reflechir sur le significat de la vie !

Vie qui n’est pas seulement des belles Photos et de la belle fesse !

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