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december 2007
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December 19, 07

Reggae a colazione, nuvole on the road e un fiammante cappello da gnomo.

Ho scoperto che una spolverata di musica reggae al mattino ti fa affrontare la giornata con una certa serenità. Ti placa l'incazzatura tipica (almeno per quel che mi riguarda, non so voi...) delle prime ore del mattino.
Ti svuota la mente e ti disegna un leggero e disincantato sorriso sulle labbra.
Tutto questo shackerato con un cielo splendidamente dorato e macchiato qua e là da allegre nuvolette grigie e la strada che brilla davanti a te. Il mattino ha l'oro in bocca dice il proverbio, sì ma con due note di reggae in sottofondo, aggiungo io.

Stamattina mentre andavo al lavoro avevo la testa piena di pensieri.
Manca poco al Natale. Le case, le strade e le vetrine si vestono di mille luci colorate. Sembra essere un momento incantato, ma com'è, mi chiedo io, che in questi giorni la morte mi ha attraversato la strada più volte?
E, inesorabilmente, la nera compagna ti apre gli occhi e ti dice hey, la vita è come un soffio.
E così passo da uno sciocco sorriso ad una dolce lacrima senza neanche pensarci troppo su. E' così e basta. Chi c'è c'è, chi non c'è non c'è... e Buon Natale a tutti.

Riprendendo il discorso alla leggera e indossando lo sciocco sorriso di cui sopra vorrei comunicare al mondo che ho comperato un magnifico cappello rosso.
Appena l'ho visto lui mi ha chiamato, sì proprio a me e mi ha detto psst psst guardami e innamorati di me: sarò tuo. Detto fatto. Il mio simpatico cappello rosso di lana cotta con una rosa al fianco mi fa sembrare uno gnomo e questo mi fa sorridere.

Voglio sprofondare sempre di più nel magico e crudo mondo che vive tra le pagine del mio libro e uscire solo di tanto in tanto per andare a prendere una bella bibita fresca. Con ghiaccio e limone, please.

Si è fatto tardi, devo andare ad aiutare l'elfo a chiudere gli ultimi pacchetti...
 

© Published at 12:25 ( 2 comments / 462 visits )
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November 21, 07

Picchetti, ricordi e quell'indimenticabile puzza di carbone.

Stamattina andando al lavoro sono passata, come tutte le mattine, davanti alla fabbrica della Maserati. Oggi aveva un aspetto assai diverso da tutti gli altri giorni. Oggi c'era sciopero. I metalmeccanici avevano issato le loro bandiere rosse. E volevo tirare giù il finestrino e sorridergli e dirgli forza ragazzi, sono con voi e magari alzare timidamente al cielo grigio il mio bel pugnetto sinistro.
Al semaforo, con un leggero sorriso sulle labbra, mi sono tornati alla mente i tempi in cui, bambina, vedevo mio padre alzarsi presto la mattina per andare a fare i picchetti davanti alla fabbrica. E mi ricordo di tutti quei discorsi da grandi tra i miei genitori su scioperi, picchetti, comunismo e padroni fascisti. Io ci capivo poco, ma ho sempre pensato che erano gli operai quelli dalla parte giusta. Così come gli indiani d'America. E ammiravo il mio papà che usciva di casa pieno di entusiasmo, fervore politico e un briciolo di rassegnazione.
Sempre lui che, pur essendo un chimico - e negli anni '70 avere un diploma era già tanto - non ha mai baciato il culo al padrone e dal laboratorio l'hanno sbattuto a lavorare negli altiforni.
E non potrò mai dimenticare quell'odore di quando tornava a casa e puzzava di carbone. Non so perché, ma tutto sommato a me quell'odore piaceva, mi dava forza e sicurezza.

Per me quella puzza è l'odore degli ideali.

Il semaforo è diventato verde e i miei pensieri sono scivolati via, lenti e sonnolenti.
Hasta la victoria siempre e buona giornata.

© Published at 12:56 ( 3 comments / 262 visits )
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November 16, 07

Pensieri più o meno sconnessi sparpagliati un po' di qua e un po' di là.

Ad esempio un chiodo fisso che ho da quando ho scoperto che Ben Harper è un '69 proprio come me. Voglio dire... Avrei potuto dividere una schiacciatina con lui durante l'intervallo in seconda elementare.

In fondo in fondo sotto sotto in ogni lavandino di cucina vive un grasso e molle mostriciattolo. Per questo io quando ci sono briciole, pezzetti di carote e semini di limone li caccio giù dal buchino e gli auguro anche buon appetito al signor mostro del lavandino della cucina.

Ormai è Natale. Natale porta con sé una marea di cose da fare. Ho già il panico. Tanto so perfettamente che mi riduco sempre all'ultimo momento a fare tutto. Non riesco a fare le cose per tempo.

Vorrei una camicia hawaiana di quelle coi fiori un po' rossi e un po' turchesi... e vorrei passeggiare sulla spiaggia con un surf sotto al braccio (se si può...) e vorrei Elvis per la colonna sonora. La chiamo ElvisTherapy. Ascolto Elvis e sto bene. Mi stabilizza il battito cardiaco. E mi fa davvero credere di essere su una spiaggia al ritmo di Love Me Tender.

Sarà servito poi, dico io, preparare 12 vasetti di peperoni farciti con olive, capperi e acciughe?... mah.

Oggi mi sto chiedendo da ore: ma è meglio partire o è meglio arrivare?
Non ho ancora trovato una risposta...

Non vedo l'ora di tornare a casa e riprendere la mia lettura... posso udire da qua il clangore delle spade. E ho già l'ansia perché ho superato la metà del volume e nel fine settimana lo finirò. Poi mi tocca decidere cosa leggere di nuovo...

Vorrei essere un cane per avere il pelo sulle orecchie. Per sentire odorini buoni in giro per il mondo e per ringhiare e dare morsi a tutti quelli che non mi vanno a genio.

Meno male che oggi è venerdì.
Che domani è sabato e vedo la mia casa con altri occhi.
Perché la mia stessa casa di tutta la settimana, al sabato e alla domenica ha una luce diversa...

Una cosa strana che mi è successa di recente e che un tantino mi preoccupa: ho iniziato a fare i letti. Tutti i giorni. Sto decisamente invecchiando.

Manca poco più di un'ora alle 17.00. L'ora del the. Problema del giorno... Mi faccio un Earl Grey o un English Breakfast?


I miei neuroni oggi non possono fare di più.
Click.

© Published at 14:49 ( 10 comments / 305 visits )
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October 26, 07

Delirio, sudore e una manciata di acqua gelida.

Non è bello ritrovarsi in gabbia tra quattro muri bianchi con le ombre che saltellano impazzite.

Il delirio si impadronisce di te, ti chiedi tremando se domani ti ritroveranno così, disteso e inerme sul pavimento lucido e freddo.
Ti sembra quasi di morire e il tuo dolore è così forte che non riescono ad arrivarti altri pensieri, sono tutti bloccati sotto uno putrido strato di sudore.


Stai male.
Tutto il corpo è spossato.
Stai davvero male.
Le forze ti stanno abbandonando e non c'è soluzione al male.


Acqua fredda, ecco cosa ci vuole.

E allora, strisciando, riesci a buttarti addoso una manciata di acqua gelida.

Inizi a sentire il tuo corpo che riprende calore. E la tua mente si riscalda. Sta finendo tutto.

E puoi ricominciare a sperare.

© Published at 11:18 ( 2 comments / 314 visits )
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October 19, 07

Finalmente. E' arrivata.

Dopo tanta attesa, finalmente, oggi la nebbia si è fatta vedere in tutto il suo splendore. Mi ha riempito il cuore di emozione vederla tornare, annunciando il tanto sospirato autunno. Adoro vedere e non vedere il panorama della pianura mozzato e sfocato. Tutto viene inghiottito in questo silenzio intimo.

Ci sono cresciuta in mezzo alla nebbia. Fa parte di me, dei miei ricordi.

Di quelle giornate a passeggiare fra le foglie secche che scricchiolano sotto le scarpe e la nebbia che ti avvolge e ti coccola nel suo abbraccio gelido e frizzante, ricoprendo tutto di un certo magico mistero.

La nebbia ti fa sentire finalmente solo in mezzo a un mondo che non puoi vedere.
E il mondo non vede te.

© Published at 06:56 ( 2 comments / 190 visits )
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October 12, 07

Chiudi gli occhi e ti ritoverai in un mondo popolato da gnomi e folletti

Come quando, dopo ore e ore di sonno, in quello strano stato di incoscienza tra il sonno e la veglia mi capita di sentirmi tirare. E allora mi accorgo che ci sono un'infinità di gnomi e di folletti che mi stuzzicano e vorrebbero giocare con me. Ho sonno.
Non riesco ad aprire gli occhi. C'è troppa luce. Ma forse sono già aperti anche se sto dormendo. E le immagini nella mia testa si fanno confuse e sto correndo in un prato immenso e l'erba umida e verde sotto i piedi nudi mi fa il solletico. Mi viene da ridere. Richiudo gli occhi. Ma non li avevo già chiusi? Non ricordo...
Adesso sento il vento che mi scompiglia i capelli, per quello che si può scompigliare, più di così... ed eccomi in una città abbandonata con palazzi enormi, grattacieli imponenti tutti blu e non c'è nessuno per strada. Avverto il pericolo. Mi stanno cercando, lo so. Vogliono uccidermi e devo scappare. Scappare. Scappare o mi troveranno. Inizio a correre. E sto correndo ancora. Allora mi viene in mente il vecchio trucco che usavo da bambina per scappare dai sogni che non mi piacevano. La botola. La cerco in giro. Eccola. La apro ed esco da questo sogno, che non mi piace affatto.
Eccomi qua... nel mio letto in compagnia di gnomi e di folletti.


E' bello tornare a casa di tanto in tanto.

© Published at 12:30 ( 4 comments / 201 visits )
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October 9, 07

Ricetta base per creare uccelli di carta di tutte le razze

a cura di Jacopo (7 anni)

Prendi un uccello vero, un piccione o un fagiano, va bene anche una gazza.
Lo uccidi molto semplicemente cercando di non fargli troppo male.
Poi prendi un foglio di carta, lo appallottoli e ci metti dentro il cuore caldo e lo fissi con la colla.
Prendi dell'altra carta, la tagli, la colori, appiccichi qua e là un po' di scotch.
Ecco fatto il tuo uccello di carta. Adesso puoi farlo volare.

Lo sapevate voi che tutti quelli che vediamo in cielo sono stati fatti così?

© Published at 11:43 ( 11 comments / 482 visits )
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October 7, 07

Il tempo fa il suo dovere: guarisce le ferite e attacca cerotti in giro

E io ho un cerotto enorme che mi avvolge da 10 lunghi anni.
Non si stacca più.

In effetti avrei voluto scrivere di più... riuscire a raccontare.
Ma non ci riesco.
Sono passati 10 anni e non è vero un cazzo che il tempo guarisce ogni ferita.
Il tempo fa soltanto sì che tu abbia la forza di rassegnarti.
E per me la rassegnazione è comunque una sconfitta.

Per fortuna ci sono i cerotti.
Io ne ho uno grande e grosso appiccicato sopra di me.

Alle volte è fastidioso, mi sento soffocare e mi toglie il respiro e le parole.
Alle volte mi fa compagnia, come un malinconico compagno di viaggio.
Siamo amici ormai.
E sì. Credo che non si staccherà mai. Fa parte di me.

 

© Published at 21:23 ( 6 comments / 167 visits )
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October 2nd, 07

Tutto quello che avrei voluto scrivere stanotte ma non me lo ricordo più

Stanotte in sogno ho visto quantità inimmaginabili di cappelli galleggiare in un fiume in piena.

Stanotte il treno mi ha svegliato mille e mille volte.

E ogni volta al risveglio mi batteva forte il cuore e mi dicevo tutto ok è solo un altro treno.

Stanotte alle tre mi sono girata sullla parte destra e ho fatto un incubo. Terribile. Straziante.

Come se fosse una novità che non si deve dormire sulla fottuta parte destra, che poi i sogni diventano cattivi e si travestono da incubi per farti un dispetto.

E nella mia notte agitata e convulsa mi venivano in mente parole virgole ricordi colori da scrivere su questo piccolo spazio bianco e quasi quasi stavo per alzarmi e venire qui a mettere nero su bianco tutte queste lettere che si correvano dietro all'impazzata nella mia testolina assonnata.

Avrei fatto meglio così.

Voglio dire.

Al mattino tutto questo era solo un lontano ricordo.

E vorrei raccontare le immagini che ho ancora nei miei occhi, ma non ci riesco.

Tutte le parole che giocavano nella mia testa stanotte, ora sono andate a dormire, stanche.

E io che ho persino pensato che ci fosse davvero l'alluvione... e i cappelli e il treno...

© Published at 19:03 ( 5 comments / 150 visits )
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