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October 12, 2009

OI VITA OI VITA MIA



OI VITA OI VITA MIA di Andrea David Ciattini



Quando Solange mi ha chiesto di intervenire con carta e penna sul suo nuovo, sicuramente splendido libro e di spiegare che cosa penso della vita, sono stato due o tre giorni a interrogarmi profondamente.

Come si può prendere l’approccio giusto, dare a chi legge l’impressione che un (poco) illustre signor nessuno riesca a dire cose interessanti e nuove evitando inutili panegirici, banalità scontate, certezze presuntuose e pochezze letterarie che lasciano il tempo che trovano già alla prima riga?



Da buon operaio della penna mentre ero sospeso tra una tazza di caffellatte e una Lucky Strike senza filtro, l’idea buona “salva autore” è arrivata come un fulmine: solo allora mi sono chiuso nello studio, ho preso in mano il cellulare e la mia vita l’ho chiamata, scovandola per caso a un vecchio numero di una casa dove vivevo una trentina di anni fa. Sicuramente la cosa che so far meglio, un’intervista. Trentanove ventotto novantacinque… tu tu…..



“Pronto?”

“Ciao vita, come stai?”

“Per ora bene, ma non si può mai dire”.

“Sei la vita mia o ho sbagliato numero?”

“Non senti quanto sono noiosa? Ti sembro la vita di Garibaldi o quella di Barack Obama? Se intervisti una di loro ti ci vuole una vita”.

“Sei pur sempre una vita intera…”

“Per ora no, almeno spero. Sono una gran parte di vita, un buon inizio, qualche lunga pausa, momenti super e qualcuno mediocre, spunti da cavallo di razza e qualche grande cazzata, il tutto nella media di un uomo fortunato, di buona famiglia blandamente intelligente, furbo e leale quanto basta, pronto a cogliere sempre il momento giusto per entrare e l’istante precedente a quando bisogna andarsene. Se ancora ci fosse questa categoria tutto sommato ti considererei un saggio”.

“Non mi stai trattando bene”.

“E quando mai la vita tratta bene qualcuno? Nei film forse, ma mai nella realtà”.

“Il mio pregio maggiore?”

“Ti sottovaluti, ma sei un ottimo produttore di vite: hai tre figli che sono tre gioielli, cosa vuoi di più dalla vita?”

“Hai qualche rimpianto?”

“Qualche? Direi che sono una vita di rimpianti. Ma del resto, un’esistenza senza nostalgia che esistenza è?”

“Non fare la vittima, ce ne sarà uno più grande di tutti…”

“Certo, il fatto che la vita sono io ma a viverla sei stato tu. Sono un soggetto passivo, non capisci? Nasci? Io sono solo all’inizio. Ti sposi? Sono costretta a incrociare qualche altra vita, il più delle volte noiosa quasi come me. Divorzi? Tutti a dire che la tua vita cambia, ma non è mica vero, io sono sempre la stessa. Muori? Fine di te, ma soprattutto di me, anche perché se c’è una seconda vita, questa non sono io”.

“Ti sei intristita!”

“Molto, e visto che per la prima volta qualcuno mi fa parlare, voglio cogliere l’occasione per ricordare le vite che io e te abbiamo incrociato e che oggi non ci sono più: vite belle, intense, fatte di cose, di frasi, di momenti, di emozioni, di nomi e soprattutto di storie”.

“Vuoi ricordarne qualcuna?”

“No, le ricordo tutte. Ogni vita è tutta la vita”.

“Cos’è che ami di più?”

“E tu Andrea invece chi ami?”

“Direi la vita”.

“Dirò una banalità, ma la cosa che amo di più in assoluto è la persona che questa vita la sta vivendo, cioè te, vecchio cretino”.

“Quindi siamo innamorati”.

“Tu non è che mi piaccia sempre, per dir la verità”.

“Perché?”

“Stai sempre a citarmi, a dire a una donna, staremo insieme per tutta la vita, a recitare da oggi cambio vita, questo momento vale una vita, ti conosco da una vita, sei la mia vita, o addirittura, quando sei depresso, che merda di vita. Per te e per tutti quelli che vivono un momento vale sempre più di una vita intera, cioè me. E’ come se i tuoi cinquant’anni fossero giudicati in tre minuti”.

“Filosofa. Cos’è che odi di più?”

“Senza dubbio chi si toglie la vita, o chi la toglie a qualcun altro. Non c’è niente di peggiore e di più aberrante. E’ come leggere un libro e strappare le pagine che vanno dopo i primi dieci capitoli. Se quel libro non ti piace non lo leggere, ma perché non vuoi dar modo di farlo a qualcun altro e a lasciare che quel libro esista e continui a raccontare la sua storia?”

Qual è il momento più bello della tua vita?”

“Questo dovresti dirlo tu. Io sono la tua vita e mi sento francamente bella in ogni istante”.

“Ci sarà stata una volta in cui non ne potevi più”.

“Dipende da te, quando hai poca voglia di vivere, di fare, quando sei stanco e io valgo poco, sei pronto a buttarmi nel cesso e a dimenticarti di me, delle persone che hai accanto, delle belle cose che vivi ogni giorno, di Sofia, di Alessio, delle bimbe, di Tico e della Roma, mi irriti!”

“Quando da vita diventi vitaccia”.

“Siamo precisi: quando tu mi fai diventare una brutta vita”.

“Lasciamo perdere, come vorresti finire?”

“Non vorrei finire mai, e spero che quando succederà non me ne accorgerò. Tutti gli esseri viventi… pensanti pretendono che la vita termini quando è tutto realizzato e compiuto, ma a me questa pare una gigantesca stronzata”.

“In che senso?”

“Che voglio finire nel bel mezzo di una cosa da fare, di un viaggio da progettare, di un amore da inventare, sono una vita io, mica mi posso fermare con le mani in mano per dire è tutto fatto, ora potete spegnere i riflettori”.

“Ovvero?”

“Finché c’è, la vita non finisce mai”.

“Bella massima”.

“No, questa è solo la verità, ma non è ora di attaccare il telefono e ricominciare a vivere?”

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September 30, 2008

Qualcun dovrebbe ricordare il passato...

Quello recente e quello meno. Giorgio e i suoi rewind mi hanno fatto pensare a una storia e a una canzone che avevo ovviamente dimenticato. Modestamente ve la segnalo, tenendo a mente un'Italia che andava in giro per il mondo in cerca di pane, e che veniva maltrattata, derisa e assassinata come succede oggi dalle nostre parti

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September 23, 2008

Andate tutti qui (e di corsa)

se volete contribuire a un piccolo restauro musicale del nostro (ancora recente) passato, correte tutti da Giorgio che sul suo blog ha fatto insieme a noi una piccola grande gallery cine-musicale!

www.ipernity.com/blog/geo8/94513

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August 7, 2008

a Mina Welby in un giorno sgangherato!

L'altro giorno dopo una giornata di lavoro a 42 gradi all'ombra (del Mac) mi sono stupito che una donna dal carattere di Mina Welby avesse la forza tutti i giorni di combattere, lottare, credere ancora nella vita dopo aver convissuto così duramente con la morte. Le ho mandato un messaggio su Facebook modesto e semplice:

Andrea manda un bacio a Mina Welby, orgoglioso del fatto che qualcuno abbia ancora la forza di difendere i nostri diritti

www.facebook.com/profile.php?id=1269429491&re.

la sua risposta vale mille dei miei messaggi, leggetela e mi raccomando a tutti, andate a trovarla su Facebook!

 

Oggetto: Grazie a te!

Non devi ringraziarmi, il mio potrebbe essere il canto del cigno, ma serve a dare forza ai più giovani per una rivoluzione pacifica delle menti e dei cuori per un'etica laica che include e non esclude, che accoglie e non è soltanto tollerante, che fonda la vita sulla legalità.

Un testamento che ho l'obbligo morale di eseguire!

Ciao

Mina

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August 1st, 2008

another song

Ecco una canzone molto bella ma anche... ben cantata!

 

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July 30, 2008

Trema.... Giorgiuccio che t'arovinamo!

 Ecco un paio di filmati per far capire ai grandi tifosi di "basket-city" quanto sarà lungo il prossimo inverno... e non sarà in bianco e nero, ma a colori!

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July 30, 2008

Alla mia carissima amica Agnese!

 Dopo una discussione animata e un po' dolorosa con Agnese il comunista irriducibile si è messo a pensare, e si è ricordato una scena dei primi anni settanta, quando suo padre, infuriato con quelli che chiamava "democristacci", gli consegnò un libro piccolo e molto prezioso. Mio padre non era di tante parole: "Ogni volta che si discute di razzismo e che chi ti parla ti giura di non essere un razzista, tu dagli questo". E così a poco più di dieci anni mi sono ritrovato in mano "I dannati della terra" di Franz Fanon.

L'ho ripreso tra tanti volumi polverosi dopo la discussione e mi ha dato, proprio come diceva mio padre, tutte le risposte che cercavo. Ho dato la caccia su Internet a una versione Pdf, ma il nostro pregiatissimo mondo occidentale sta cercando (inutilmente) di cancellare Franz Fanon, dopo averlo ucciso. Come negli anni caldi si faceva contro-informazione, mi sono pazientemente scansionato la magnifica e meravigliosa prefazione al libro di Sartre, e la dedico tutta alla comunque nostra eterna amica Agnese, sperando che rilfletta insieme a me. Se qualcuno ha la pazienza di scaricarsi e stamparsi questi cinque miseri gif avrà la possibilità di leggersi una cosa scritta nel 1961 che anticipava di cinquanta anni quanto sta avvenendo oggi. Il resto del libro se volete ve lo fotocopio e lo spedisco a chi lo richiede!

PER SCARICARE UNA VERSIONE DECENTE DELLE PAGINE DOVETE ESSERE ISCRITTI AD IPERNITY E USARE LA "LENTE", MA IN FONDO SI TRATTA SEMPRE DI SARTRE E L'ISCRIZIONE E' GRATIS!!!

 

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July 8, 2008

dia de enero

 

Te conocí un día de enero,

con la luna en mi nariz

Y como ví que eras sincero

En tus ojos me perdí

 

Que torpe distracción

Y que dulce sensación

 

Y ahora que andamos por el mundo

Como Eneas y Benitin

Ya te encontre varios rasguños

Que te hicieron por ahí

 

Pero mi loco amor

Es tu mejor doctor

 

Voy a curarte el alma en duelo

Voy a dejarte como nuevo

Y todo va a pasar

Pronto verás el sol brillar

 

Tú más que nadie merecer ser feliz

 

Ya vas a ver como van sanando

Poco a poco tus heridas

Ya vas a ver como va

La misma vida a decantar la sal que sobra del mar

 

Y aunque hayas sido un extranjero

hasta en tu propio país

Si yo te digo ¿qué dices tu?

Tu aún dices ¿que decís?

Y lloras de emoción oyendo un bandoneón

 

Y aunque parezcas despistado con ese caminar pausado

Conozco la razón que hace doler tu corazón

Por eso quise hacerte esta canción

 

Ya vas a ver como van sanando

Poco a poco tus heridas

Ya vas a ver como va

La misma vida a decantar la sal que sobra del mar  

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June 14, 2008

Appi birtdai, santu!

Oggi 14 giugno 2008, è il compleanno di Marco, e io affido i miei auguri al blog, dove si può scrivere, disegnare, sentire musica e parlare molto meglio che in tanti altri posti. Segnalo un paio di canzoncine adatte all'uopo, e un lavoretto creato giusto appunto per festeggiare il suo ennesimo genetliaco tale da... far risparmiare il regalo! Auguri Andrea!
birthday
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June 11, 2008

Viiiirrrrrrtuuuuussss!

 

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 Grazie presidente Massari, con te in questa stagione abbiamo fatto anche troppo

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June 4, 2008

UNA TRAGEDIA PI GRECA

 UNA TRAGEDIA PI GRECA

 

 

Astianax
Astianax

 

 

 

Nota bene, questo scritto è frutto di totale immaginazione. Ogni riferimento a situazioni di cronaca e personaggi reali è puramente casuale e non va tenuto in alcun conto, signor giudice! Non va letta per forza, anzi la sconsiglio ai più. Chi ha da intendere in tenda e tutti gli altri… in roulotte!

 

 

 

La scena rappresenta il campo dei Greci dinanzi a Troia. In fondo alcune tende, e vicino al mare anche qualche ombrellone. Sotto ad uno di questi Andrea giace al suolo su un asciugamano della Roma.

 

In fondo, fumano le rovine di Troia. Albeggia.

 

 

Andrea: Ma perché il Pi Greco si chiama Pi Greco?

Lisistrato: Forse perché legato a Pi Tagora…

Termostato: Oppure al lato del Triangolo…

Telefone: In che senso?

Termostato: il Pi Lato…

Pandalo: Ma no, il Pi Greco è legato al cerchio…

Schifido: Sbagli, quello è il Cerchio Pi Teco!

Vodafone: Bando alla ciance greci…

Multistràto: …qual buon vento mediterraneo ti conduce a noi, o Andrea?

Andrea: Tutti dicono che fare le vacanze in Grecia costi molto meno… e poi….

 

Coro: e poi?

 

Andrea: e poi devo parlarvi in ogni modo!

Termometro: Dicci dicci, siamo tutti orecchie…

 

Coro: …mentre tu sei tutto naso e pancia!

 

Andrea: Volevo raccontarvi una piccola tragedia e rifacendomi alla antica tradizione achea sono venuto fin qua

 

Coro: Fin qua? Ma a che fa?

 

Andrea: Dovete sapere che tante vite fa conobbi una dolce e cara fanciulla…

Cellopàne: il solito autore italiano da quattro soldi!


Bridgèstone: Parte dalla tragedia per arrivare alla solita storiella melensa e sdolcinata del belpaese

Coprilo: Pizza amore, cuore e Mandolino!

 

Enasarco: Dopo Vacanze a Miami… un’estate a Tebe!

 

Coro. Boldi, Boldi, Boldi!

 

Andrea. Ma no, ma no, è una vera, piccola grande tragedia. State a sentire. Dopo trent’anni finalmente la rintraccio…

Pallimaco: Non  vi eravate mai più visti?

Multistràto: Nemmeno sentiti?

 

Coro: Scritti? Chattati? Esseemmessati? Messaggiati?

 

Andrea: Più o meno mai…

Positrone: E allora che l’hai chiamata a fare?

Chécuba: Eri ancora innamorato?

Andrea. Ma niente affatto, sono rimasto affezionato a lei in grande amicizia e mi faceva piacere sapere a che punto era arrivata la sua vita!

Melafiloetté: Non ci vedo niente di strano…

Sandalo: Mi sembra una cosa onesta…

Cassio:: Quasi carina…

Cellofàne: E lei invece era morta!

 

Coro: Secca!

 

Andrea: Ma no…

Cassio: Era finita in convento!

Andrea: Ma tu come ti chiami?

Cassio: Cassio

Andrea: E che ci fai in una tragedia greca?

Cassio: Non lo vedi? Ombrellone… sedietta… tavolino pieghevole… corriere dello sport stadio e moglie in topless. So in ferie al Valtur qui dietro!

Andrea: Dove eravamo rimasti?

Cassio: Era finita in convento!

Andrea: Ma no!

Muccidite: Faceva l’elemosina ai semafori…

Andrea: Niente di tutto ciò, era tranquillissima, aveva una bellissima famiglia, figli, marito una grande carriera, simpatica, intelligente, brillante come sempre…

Naiche: Malata, era molto malata…

 

Coro: Emaciata, consumata, rovinata…

 

Andrea: Sbagliato, sana come un pesce!

Termometro: Però era diventata completamente pazza!

Andrea: Ma che, era più che normale, la mente lucida come uno specchio…

 

Coro: E allora? Non ce poi sfinì…

 

Andrea: E allora ci siamo visti

Positrone: Ed è rispuntato l’amore!

Sandalo: E’ rinato il sentimento…

Cassio: E’ ripartita la storiella…

Coprilo: e vai con l’intrigo!

Andrea: Niente affatto, nessuna storiella. Ve l’ho detto, eravamo solo buoni amici… Abbiamo scambiato le foto, abbiamo riso sui nostri comuni conoscenti, abbiamo parlato delle nostre famiglie e dei figli, dei cani e del lavoro.

 

Coro: Di ieri, di oggi e di domani…

 

Diadora: Che bello, che storia dolce e commovente!

Positrone: Una banalissima rimpatriata…

Cassio: du palle!

 

Coro: du palle du palle du palle!

 

Cheròsene: Non vedo il dolo!

Dolo: Veramente sono qua dietro…

Parlopòne: Vai avanti e narra subito cos’è successo dopo!

Cassio: Dicci dove scatta sta cacchio de traggedia!

Andrea. La tragedia è iniziata subito, perché il giorno dopo mi telefona il marito…

Chissene: Il marito di chi?

Aggippina: Ma di lei…

Ipermetrofe: Lo vedi che hai fatto un bel casino?

 

Coro: che gran casino, che gran casino!

 

Andrea: Quello tutto incavolato mi prende a male parole

Marmìttone: In che senso…

Andrea. Forse aveva finito le parole, perché è partito di filato con un caterva di parolacce… che io, che lui, che lei, che noi... il passato non torna, non ci si prova con le ex… sono un comunista divorzista sempre in pista…

Aspirina: Che pena…

Idrovora: Che dolore…

Cassio: che fame…

Andrea: Una fiumana di insulti senza senso a me, a lei, ai miei, ai suoi… fino al momento topico!

Diadora: Catarsi!

 

Coro: Catarsi catarsi catarsi…

 

Andrea: L’eroe greco, un po’ uomo un po’ dio urla che parte con le denunce!

Silfide: Denuncia chi?

Andrea: me

Parroclo: E perché?

Andrea. Perché li avevo importunati!

Parlopòne: Importunati chi?

Andrea: loro…

Indice: in che modo?

Andrea. E che ne so, io lo chiedo a voi. Siamo arrivati finalmente al momento topico

Lanciathema: Curarsi!

 

Coro: Curarsi curarsi curarsi…

 

Aggippina: Ma ora passiamo al lieto fine!

Ipermetrofe: Ora facci sorridere!

Andrea: Non c’è alcun lieto fine. Vi ho detto che è una tragedia…

Tostene: Non dire che lui…

Andrea: niente…

Chissene: Ma sicuramente lei…

Andrea: Sparita nel nulla!

Termometro: Non ti ha chiamato per…

Andrea: Nisben

Parroclo: Non ti ha scritto per…

Andrea. Nada

Cassio: Famola breve. Com’’è finita?

 

Coro: fine fine fine

 

Andrea (parte finalmente il noioso e interminabile monologo, una tiritera infernale che il povero Ulisse dei nostri giorni teneva sullo stomaco da un bel po’):

E’ finita così. Come è cominciata. Nel silenzio, che una volta tanto nella vita non posso e non voglio ingoiare. Non si può sempre fare finta di niente, riderci sopra, considerare le cose come se fossero successe a qualcun altro. Non è bello e non è giusto. Non si può guidare in modo così pericoloso la propria vita dentro quella degli altri, e poi sparire come un’anima pirata tralasciando di dare soccorso, spiegazioni o almeno scuse a me, e soprattutto a chi mi sta vicino, che ha accolto a braccia aperte l’amica dal passato e sentito a tutta forza gli insulti dal futuro. Vale quello che vale, non sono cose che tolgono il sorriso, e lasciano il tempo che trovano, ma vanno sottolineate.  Loro vogliono far diventare matto a me… ma i matti siono loro!

 

Andrea: Non voglio farla lunga e parlare di tanti bei sogni di ieri e… di l’altro ieri, di comunismo, ma che dico, di femminismo… ma che dico, di socialismo, ma che dico, di estremismo. Sarebbe troppo e non posso permettermi  il lusso di farne qui appello… anche se lo abbiamo “manifestato” pubblicamente per molto tempo e non si può rinnegare nella vita privata. Ma che diamine, l’amicizia, l’intelligenza, il buon senso dovrebbero sempre avere la meglio nella vita, soprattutto quando è difficile e faticoso… c’è stato il rinascimento, l’umanesimo, l’illuminismo, perfino la rivoluzione industriale e i patti lateranensi…

 

Andrea: Concludo, o greci. Molti mi rimproverano che io sono nato per farmi le seghe mentali, e questa vi giuro che è l’ultima, e non lo dico affatto con amarezza e sarcasmo. Lo dico ridendo perché a una certa età ci siamo abituati a tutto e a tutti, al peggio e all’ancora peggio che non è mai morto. Se tanti anni fa ero rozzo simpatizzante della legge della pistola, oggi preferisco di gran lunga quella della penna, e questo ne è un piccolo, solitario, vi giuro unico esempio.

 

Andrea: Ora che mi sono tolto questo sassolino dalla scarpa, sperando che su questo autobus sia salito il controllore… non mi resta che concentrarmi sul lavoro, sulla vita, sulla prossima vecchiaia… sugli europei di calcio e soprattutto sulle Olimpiadi…

 

Coro: Olimpiadi, olimpiadi, olimpiadi

 

Silfide: Le Olimpiadi? E dove le fanno?

AnaAlfabeta: Nella calda Olimpia?

Muccidite: Nella pensosa Atene?

Ipermetrofe: … o nella rude Sparta?

Cassio: No, veramente quest’anno  se svorgono a Pechino…

Andrea: Hanno taroccato anche quelle?

 

 

 

 

 

 

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May 13, 2008

Per non dimenticare mai Ribolla il 4 maggio (1954/2008)

  Quattro anni fa ho scritto questi bizzarri monologhi per ricordare il disastro minerario di Ribolla del 1954, in cui persero la vita molti minatori di Tatti, che lavoravano in quel dannato pozzo soltanto perché era il più pericoloso e loro erano comunisti. Il mio amico Doddo e una grande band del luogo prepararono un magnifico cd che prima o poi riuscirò a ritrovare e a scaricare, e questa doveva essere la parte recitata di uno spettacolo sul luogo. Poi ovviamente non se ne fece più niente, ma ho ritrovato questi testi che fanno parte un po' della mia vita, che mi ricordano mio nonno Arsenio, il grande Ennio Sabatini, che quella notte era lì, e tanti altri anziani di Tatti che hanno vissuto di dignità, valori e comunismo.

PER CHI VUOLE SAPERNE DI PIU': 

digilander.libero.it/ribollastories/1954.htm

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May 6, 2008

Video amicos

pietro e marco sono due tra i miei grandi amici di sempre. vi segnalo le loro opere, a dir poco originali, se non uniche. Compliments!

Pietro: www.youtube.com/watch?v=ixh32BWslNI

Marco: www.youtube.com/watch?v=hgP39yoNlvY

 



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March 3rd, 2008

Ancora chitarra....

Un altro genio del web: si chiama Antoine Dufour come le caramelle... e lo e il mio amico Massiméééé lo troviamo quanto meno originale!

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