Dopo una discussione animata e un po' dolorosa con Agnese il comunista irriducibile si è messo a pensare, e si è ricordato una scena dei primi anni settanta, quando suo padre, infuriato con quelli che chiamava "democristacci", gli consegnò un libro piccolo e molto prezioso. Mio padre non era di tante parole: "Ogni volta che si discute di razzismo e che chi ti parla ti giura di non essere un razzista, tu dagli questo". E così a poco più di dieci anni mi sono ritrovato in mano "I dannati della terra" di Franz Fanon.

L'ho ripreso tra tanti volumi polverosi dopo la discussione e mi ha dato, proprio come diceva mio padre, tutte le risposte che cercavo. Ho dato la caccia su Internet a una versione Pdf, ma il nostro pregiatissimo mondo occidentale sta cercando (inutilmente) di cancellare Franz Fanon, dopo averlo ucciso. Come negli anni caldi si faceva contro-informazione, mi sono pazientemente scansionato la magnifica e meravigliosa prefazione al libro di Sartre, e la dedico tutta alla comunque nostra eterna amica Agnese, sperando che rilfletta insieme a me. Se qualcuno ha la pazienza di scaricarsi e stamparsi questi cinque miseri gif avrà la possibilità di leggersi una cosa scritta nel 1961 che anticipava di cinquanta anni quanto sta avvenendo oggi. Il resto del libro se volete ve lo fotocopio e lo spedisco a chi lo richiede!

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