A proposito... Maddy mi ha fatto notare che ho una memoria da elefante (anche per merito del mio famoso capoccione misura extralarge), quindi ho provato stamattina a dare una spazzatina nel bel mezzo dei lobi temporali e a ricordare quanto più posso dell'Azzarita e dintorni, delle persone che sono coinvolte insieme a me in questa pazzia. Vediamo... Maddalena, ovviamente non posso non ricordare il pezzo ignobile che fe fece mister Adolf Sgamba, ma stranamente io ho in testa il terribile epilogo, quando Maddy piangeva a dirotto, non come una liceale rimproverata dal prof, ma come una donna ferita da un uomo volgare, e nessuno di noi ha fatto niente, o ha detto una parola... brrrrr! Giorgio lo ricordo come un dei più ganzi della scuola, l'ho in mente sempre impegnato in testa a un corteo verso... piazza Verdi e all'autogestione, anche se molti di noi lo "tradirono" per bieco interesse sentimentale, compagni un cavolo... non potevamo non iscriverci al corso di Educazione Sessuale organizzato da tale Margherita Buy e dalla sua graziosa salopette... Mi dispiacque tantissimo quando cambiò classe, e anche quando Adele e Roberto fecero quel pazzesco salto, mi sembra di vedere ancora la loro preoccupazione e la fiducia con cui affrontarono quella Maturità prematura. Roberto l'ho frequentato fino agli anni ottanta, più o meno quando di colpo mi si è spenta la luce interiore, e ne ho sicuramente ricordi più vivi e più nitidi: è possibile che avesse un tavolo da ping pong in terrazzo e che noi gli rompevamo sempre le scatole tutte le volte che andavamo da lui per giocarci? Ricordo benissimo la sua casa, lo studio con i dischi, le serate passate con  Cat Stevens e una pizza, ricordo bene il suo amico Federico, il suo pastore tedesco, il boxer blu (possibile?), il suo immancabile mocassino e i golf a vu rosso vino. Ma su tutti c'è l'immagine di un Capodanno passato da noi maschietti nella sua casa del Circeo, dove Sandro tirò un razzo nel camino, Marco facendo bidibodibu spaccò un letto e la casa fu davvero massacrata, spargemmo noci e nocciole per sul pavimento per evitare agguati nella notte, bruciammo per sbaglio un paio di cuscini, ma lui non fece nemmeno una piega. Marco è stato con Sandro e Maurizio un attore protagonista della mia vita, per loro tre ho tre "cameos"  degni dei loro Oscar in fatto di amicizia e pazienza. Marco lo vedo mentre prova la sua più temeraria botta di kung fu nel bagno del quarto piano, e con la coda dell'occhio durante il salto scopre che il bidello che ci sta osservando non l'ha presa bene e che tra qualche secondo ci condurrà dritti in presidenza. Sandro è sul treno per Venezia che fuma una marlboro in corridoio con i capelli che volano al vento e lo sguardo da vampiro, ci affacciamo e ci accorgiamo che tutto ciò è dedicato a una ragazza che dallo scompartimento accanto lo sta guardando ammaliata, per quanto riguarda Maurizio non posso non citare il suo salto dalla staccionata al Luna Park dell'Eur che ridusse i suoi calzoni come quelli di Hulk dopo la trasformazione, e che una ragazza in metro visto che lo prendevamo in giro disse "non lo mettete in mutande" ed invece Marco le fece vedere, alzando il golf che portava come una gonna, che già lo era. Continuo, Maurizio era imbattibile a Subbuteo, non perdeva in casa da tre anni, io lo sfidavo e prendevo un sacco di gol, un giorno iniziamo la partita e squilla il telefono. I compagni (de chi?) lo minacciano di morte, lui comincia a tremare di brutto per la rabbia ed io mi porto a casa un sonante tre a zero e tante feste! Rossana era senza dubbio la più adulta di tutti noi, e credo che avesse una gran pazienza a confrontarsi con un piglio serio femminile ma non esasperatamente femminista con cretini pazzoidi anarchici coi pannolini del nostro stampo. Anche se una volta ha fatto vedere in tv a Maurizio una operazione chirurgica e lui boom è caduto per terra svenuto! Le sue feste me le ricordo molto bene, con i suoi grandi balconi che davano su un parco di Vigna Clara, le Pointer Sister e la loro amica Bitta Caneva, che, lo confesso, mi piaciugava alquanto. La Rossa si arrabbiava moltissimo (a ragione) quando metteva qualcosa in bocca e noi tutti facevamo "ahhaaaam" (era meglio se ci ammazzavi da piccoli). Se non vado errato Alessandra fu la mia prima compagna di banco al Bezzecca (e Marco finì con Caterina), se non lo ricorda non ne faremo un dramma, tornava spesso a casa in autobus con noi perché abitava a piazza Igea, credo che fosse alta sei o sette volte me... Pino è indimenticabile per la sua ballata sarda su Titiro, e perché quando arrivava in classe qualche personalità importante si alzava in piedi e lanciava l'applauso, Fabrizio credo giocasse qualche volta a pallone con noi e che fosse nella formazione che battè in un campaccio in fondo alla via Cassia la prima elle uno a zero ma che fu eliminata (Marco mi sembra che sbagliò un rigore all'ultimo minuto) come seconda nel girone eliminatorio. Katia ha scritto un po' tutta la storia della nostra classe, non si arrabbierà dopo trenta anni se dico insieme a un po' tutti voi che era la più bella e la più brava. Se fossimo stati in America sarebbe entrata negli annali come miss miss miss. Devo dire che a parte qualche raro "Ciao Topacchio", lei in linea di massima ci sgridava sempre quando scrivevamo sul banco, quando Marco attaccava le gomme al termosifone (Dusty vi punirà!) o quando entravamo in fibrillazione politica demenziale nel corso dei collettivi di classe che cercava di condurre seriamente nonostante noi. Ma il rimprovero più grande me le fece quando mi presentai a scuola con un registratore per carpire di nascosto Sgambati e le sue pazzie (se vi ricordate la Bassani non voleva credere a quello che ci diceva durante le sue lezioni), e lei me lo impedì dicendo che non era corretto, che era una bambinata e che se se ne accorgeva quel dannato prof ci avrebbe punito a tutti, non solo a me. Ora non possiamo mettere sul blog le lezioni di quel matto! Carlo mi scriveva sempre i risultati della Lazio campione d'Italia sulla agenda, era un fenomeno a pallone e contava le gocce che cadevano dal termosifone, di Pepito ho già detto ma ribadisco che durante una lezione di inglese mi sputò dritto in un occhio senza motivo, Piero fece un falò col tabacco e anche lui ogni tanto dormiva in classe, ho un bellissimo ricordo di Laura, che era stata bocciata per colpa di Sgamba e che era sempre dolce e molto depressa, non credo che la vita con lei sia stata buona, mi piacerebbe che qualcuno mi smentisse. Maurizio mi ha ricordato Roffi, io ricordo Luzzi che sempre Sgamba chiamava amabilmente Mammoletta. Ne avrei ancora, ma ne metto per chiudere una su di me: terza liceo appena iniziata, primo banco, mi chiama alla cattedra Sgambati per interrogarmi in storia sugli Arabi. Mentre Marco e Sandro si danno da fare a distribuire la mia pizza in beneficenza a gran parte della terza c, lui smette di fare domande storiche e mi chiede se sono maschio o femmina. "Ti chiami Andrea, hai i capelli lunghi lunghi, e si sa che oggi non è più chiaro chi sia un uomo e chi una donna". Me la sono cavata con un sette meno irripetibile che mi fece passare un primo semestre in panciolle. Ma ve la ricordate la prof che lo sostituì in quinto, la Remigio, con cui andammo peggio che con sir Adolf? Mi fermo, il dovere mi chiama... a tavola! Spero di non avere dimenticato nessuno, anche perché devo dirvi che in realtà non l'ho mai fatto!