Premettendo qui che la mia carriera di blogger non è davvero mai iniziata, anche perché mi sembra di essere a buon punto della compilazione degli spazi vuoti del setteequaranta, sento con forza di aprire un mini dibattito su ciò che è permesso a un blogger (citando la Giomini, credo che bloggeris bloggeris sia della terza declinazione), o a qualcosa che gli assomiglia: sono già stato rimproverato in più di un'occasione per il fatto che "pubblico" lettere private e ho notato che anche Rossana è stata ripresa, forse giustamente, per carità, di scrivere a ruota libera in un luogo... pubblico! Ma il Blog, mi domando sinceramente, non è un piccolo armadio in cui frugare per venire a scoprire, se ci interessa, le abitudini e le storie del suo proprietario? Se, citando stavolta la Guazzaroni, il sempre conclamato a sproposito Manzoni fosse stato un blogger, non avrebbe forse scritto le sue famose lettere per la paura che qualcuno gliele leggesse?  Non è affatto polemica, solo un interesse personale che va al di là del privato, ma che investe il dibattito sulla comunicazione. Ovvero, io scopro una fotografia, intervengo sul sito che la pubblica, e mi trovo proprietario, senza saperlo, di uno spazio tutto mio, che viene spesso usato per raccontare di tutto e di più, ma non posso scriverci il motivo che mi ha indotto ad aprirlo? Sarà che io ho sempre usato la scrittura come forma primaria di comunicazione, e che sto leggendo in questi giorni le lettere ad Ottla  senza commettere peccati di privacy, ma non credo proprio a questa forma di pudori, anche perché sono convinto che i cervelloni della Cia e quelli di Al Quaeda non si soffermeranno ad analizzare il contenuto del mio blog, spazio che temo rimarrà circoscritto a quelli che stanno partecipando a questa magnifica avventura. Io, qui devo essere sincero e attento alle virgole, mi sono molto emozionato quando ho letto trenta anni di vita di Rossana, anche perché ci ho ritrovato lei, le sue corde, il modo di raccontare, e la sua vita. Per merito di Giorgio ho ritrovato un pezzetto di noi che si era perso e che stava sospeso a un filo nel bel mezzo della capoccia, che ogni tanto si accendeva e rimaneva senza risposte. Trovo semmai più invasiva, e su questo mi piacerebbe conoscere il vostro parere, la pubblicazione di fotografie: sarà che un lato di me rimarrà per tutta la vita... paparazzoide, ma ho avuto molte più difficoltà a pubblicare una mia immagine, piuttosto che scrivere venti cartelle. Augurissimi a tutti, visto che ho dato anche troppi segni di vita acchiappo moglie figli e cani e me ne vo una setimanella in Maremma a mangià il cinghiale, spero che quando tornerò nell'anno nuovo e sarà scoccato ufficialmente il via al trentennale, saremo sempre di più, perché si è accesa una piccola lampadina e vorrei sapere tutto di voi e di loro. Ringrazio Giorgio per gli auguri speciali, avevo dimenticato anche Neruda e le sue idee, trovo la poesia fantastica anche perché oggi anche la morte presa a piccole dosi e il morire lentamente sono diventati un valore positivo, da prendere in considerazione! Pijatevela....