Ecco le email che mi sono scambiato con giorgio: il tutto nasce da una foto di classe che spiega il mio strano coinvolgimento su ipernity LETTERA UNO Ok Giorgio, faccio un riassunto completo di queste ultime 48 ore passate su internet tra i ricordi di una trentina di anni fa, ad uso di tutti i "manfredi azzariti" che sono collegati con noi, e soprattutto con te. il pezzettino della nostra vita che ho trovato sulla pagina www.ipernity.com/doc/15993/1103330 di giorgio prosperi mi ha un tantino emozionato, anche perché credevo di aver perso le tracce di quegli anni pazzeschi per sempre. Di quel periodo mi sono rimasti un po' di sogni che oggi appaiono quasi... sinistri, tanti sorrisi e una incredibile mole di ricordi, compresa la certezza della mia giovanile, ma assoluta mancanza di un pizzico di raziocinio e di qualsivoglia forma di vita intelligente all'interno della mia testa. Sento (e vedo) spesso Sandro che è a Milano, ha due figli che si chiamano Gianluca e Andrea, Marco, che lavora a Rai International ed è sposato, due figli, Giovanni e Marianna, Maurizio, sposato no figli, insegnante di nuoto, sempre di destra, ovviamente. Io faccio il giornalista ed ho una piccola editing con mia moglie Sofia a Monteverde, sono sposato (two times) ho un figlio di venti anni (Alessio) iscritto al primo anno di psicologia, e due graziose fanciulle di dieci e sette anni (Rebecca e Arianna). Il mio picco massimo di carriera è stato... fare per un anno il direttore di un settimanale famoso di gossip (capirai che carriera...), ma poi ho capito che la cronaca rosa e tutto ciò che ne deriva (dalle cause fino a una vita infernale per otto giorni alla settimana tutto l'anno), non facevano per me. Preferisco usare i miei fine settimana seguendo la mia Roma su Sky o andando in Toscana nel paesino che mi fu quasi natale e capodanno (tatti) piuttosto che perdere tempo dietro al fotografo che ha inseguito Aida Yespica dentro il night TranTran di Riccione... Anche perché non so usare bene l'espressione "quant'altro", non ho la fidanzata velina (non piaccio a quelle più alte di un metro e settanta) , e detesto andare in tv nei salotti più o meno buoni dotati di telecamera con vista... Voi tutti che fate? E Rossana, ha notizie di Roberto? Carlo che fine ha fatto? Io e M. parlavamo di lui dieci giorni fa, ricordando anche i tempi di quando gli piaceva da morire la sua sorella gemella Donatella: sapevo che Roberto lavorava all'ufficio stampa della Piaggio, ma ad occhio e croce sarà una ventina d'anni che non lo sento nominare. La vita a volte è proprio strana, vi giuro che la settimana scorsa ho sognato dopo tutti questi anni (non mi era mai capitato), che ero angosciato perché io e m dovevamo uscire con Alessandra e Caterina e non sapevo proprio che cosa mettermi (rivista la foto questo era l'ultimo dei miei problemi, anche se il pantalone a zampa di elefante non mi donava affatto...). Come quelle due siano uscite dalla mia capoccia è misterioso, non sapevo nemmeno più di conoscerle! Ho scritto un sms a M che mi ha risposto un gradevole ed esaustivo "chi cazzo sono?" poi mi sono messo a cercare sul web un po' di nomi di classe, ma non ho scovato nessuno. Di Giorgio invece avevo notizie da una comune amica... Mi dispiace per Barbara, suppongo che i nostri eccessi non li ricordi ancora con grande piacere, anche se mi sembra un stravagante non essere capaci di guardare il passato con un minimo di indulgenza e divertimento. Ho provato a cercare il numero di telefono della presunta Katia francese, ma non c'è niente da fare, lei non è in alcun modo sull'elenco, e all'indirizzo che ha trovato Giorgio rue de la ville 25 st etienne, non corrisponde alcun negozio di abbigliamento. questo è tutto, vi saluto e spero che mi darete presto vostre notizie, sandro sta cercando altre foto di quel periodo... RISPOSTA DUE Si vede che fai il giornalista (italiano). Macini parole ma tutteattaccate! Oddio... da dove comincio? Ok... vediamo. Anche io pensavo di aver perso le tracce. Se non era per Internet, per Patrizia De Rossi, che ho ritrovato cercando suo fratello che per anni è stato in contatto con me e che poi per anni era scomparso, a te quando ti ritrovavo? Forse, come dici te e come non mi ricordo io, eri infantile e pazzo ma io non l'ho mai pensato. Forse, quella volta che ho preso l'autobus (che non mi ricordo) ero io che avevo "le paturnie mie", che ne sai? Magari, qualsiasi cosa aveste fatto o detto, me ne sarei andato uguale. Una cosa che comunque mi è rimasta. Mi dicono sempre che io dò "l'addio del Baglioni [quello che si levò dai coglioni]": me ne vado senza salutare, spesso succede. Veniamo ai nomi... Maurizio .. il nome non mi suona nuovo ma... boh? Ha una faccia? Hai una foto in cui ci sia? Maro'! Direttore di VIP!!! Conoscevo una celebrità e ho perso "l'attimo fuggente"! Andrea David: ma come hai fatto??? Una cosa come quella maltirebbe i coglioni a chiunque! Vabbe', cose che succedono. In fondo, hai fatto come me: dieci anni in una corporate (più una serie di cose prima, tra le quali vivere in Germania per due anni) e ora mi sono messo a fare il giornalaio proprio perché "ci sono cose più importanti" dei soldi, della carriera, della immoralità di una corporate. La vita è una, ed è mia! Qui faccio le cose per me, vivo nel mio rione dove conosco tutti e sto T-R-A-N-Q-U-I-L-L-O. E non è poco. E quindi, qui, ti capisco al 200%! Ricordi. Quello più forte che ho di te è il concerto dei Police visto insieme a casa tua, quando già non stavamo più in classe insieme e forse io stavo già a Siena. Stai sempre alla Collina Fleming? Per quello che devi chiedere a Rossana, chiedilo a lei direttamente, no? L'email è "nel giro". E' sotto stress col nuovo lavoro e non ti aspettare risposte celeri. Donatella era MIA sin dai tempi delle elementari, oh! Ai tempi del liceo capitavo anche a casa loro e Roberto mi piacerebbe proprio rivederlo. Solo che, con un nome del genere, non è proprio facile trovarlo sul Web... Ora ti lascio, perché devo fare la resa e chiudere bottega... Ah, devi dirmi che fate, di pubblicazioni. Ve le metto in prima fila! Spero che non siate di quelli che camuffate i nomi per fregare i giornalai... ;-) Baci e abbracci Giorgio LETTERA TRE eccomi qua, ieri ho consegnato otto copertine alla mia squallida casa editrice ed oggi ho un po' più di pace! Scusa per l'impianto di scrittura aggressivo, odio proprio il concetto di e-mail, le font che sono costretto ad usare, la tecnologia di contorno, litigo con le maiuscole e con il corpo delle font, di solito quando scrivo parto con word e poi mi copio tutto in bozza, ma forse è meglio nei contatti azzariti usare rapidità e morbidezza, (ho anche sfoggiato un indirizzo email nuovo di zecca coi controcazzi) cercando di non essere, come direbbe mio padre, a tutti i costi letterario. Trovo molto divertente tutta questa storia, anche perché abbiamo passato gli anni settanta a gridare per le strade (noi) e a bruciare le macchine (io), per finire ognuno di noi chiuso in a cena con i genitori dei compagni di scuola della figlia piccola a parlare del fisco, abbassando gli occhi quando il maschio degli invitati se la prende con gli extracomunitari. Questa è Roma, voi in Toscana state ancora lievemente meglio, ma quanto può durare... Bada bene, sono nipote del granduca anch'io, quindi niente affatto pessimista, ma comunque cinico e... merda fino al midollo. L'effetto... Mela è una componente fondamentale della nostra vita, l'anno scorso ho incontrato in spiaggia a Fregene un mio carissimo (ma proprio carissimo...) amico che è diventato un pezzo grosso di un posto ancora più grosso: l'ho abbracciato e lui mi ha guardato male, gli ho presentato la mia numerosa famiglia e lui è stato meno affettuoso delle mie bambine con lui, poi ho scoperto che il suo ombrellone era a dieci metri da me e che mi teneva ben lontano da moglie e figli. Credo che chi viva per motivi personali un presente in totale contraddizione col passato, sia un po' cretino, (ma non lo dire mai a Veltroni & co) soprattutto se ha una posizione da difendere più solida della mia. Poi ho saputo da un amico che gli ha chiesto lavoro e lui l'ha ricevuto in un bar ben lontano dal suo ufficio, e me ne sono fatto una ragione. Oggi è così che funziona! Giorgio De R. è stato un grande mio amico (lui negli anni trenta stava con la sorella della mia ragazza) e mi ha anche fatto uno dei più bei regali della mia vita, visto che con la sua casa editrice ha pubblicato il mio unico e terribile romanzo. Lui ora è a Trevignano e ho perso un le sue tracce, ma lo scorsa settimana è venuta qui Patrizia e mi ha aggiornato sulle sue vicissitudini, credo molto simili alle nostre. A parte quelle della sua Laziaccia, che va perennemente peggio della mia Romissima. Casa al Fleming è in affitto e su di essa gravitano i soliti studi legali e le loro carte, perché sono cinque anni che litigo con le mie sorelle, stessa cosa le nostra case di Tatti. Facendo mia per un attimo la sindrome di Mele ho casa in affitto a Roma e in Toscana, aspettando che un giudice volenteroso ci metta d'accordo e mi dia la mia parte. Io e mia moglie lavoriamo per la casa editrice ...., e abbiamo tutta una collana di giornali per ragazzetti (a parte un paio di scandalistici che mi sono rimasti sul groppone quando me ne sono andato dalla casa editrice). Ti segnalo... io faccio quasi esclusivamente la grafica, e adesso con un paio di disegnatrici pazze sto tentando di passare al target dei piccolissimi, che è in assoluto la cosa che mi divertirebbe di più. Sogno quasi tutte le notti di venire a vivere in Toscana, ma per Rebecca e Arianna Tatti non ha grandi aspettative, scuole lontane, università impossibili, e non c'è nemmeno l'adsl per poter lavorare. E' assurdo, ormai tutti i miei amici che contano sono là, e io qui a vivere una vita assurda e risicata con quindici volte quello che guadagnano loro: sempre qui a lavoro e loro al mare a Follonica, nel bosco a cercare i funghi, a sciare sull'Amiata, nei campi a bacare le olive, in montagna a raccattare castagne... tenetevela stretta la Toscana, nel mondo non ci sono molti posti così! tanti saluti, a presto andrea... sperando che tu sia della chiocciola, che ha colori molto belli e vivi (il mi babbo a ogni gita in piazza del campo mi comprava una bandiera, e io non potevo non scegliere quella...)