Ranieri era un pozzo di sapere paliesco, potevi starlo ad ascoltare delle ore senza annoiarti mai e quando raccontava i suoi occhi brillavano e vedevi una sorta di velata nostalgia per quel palio che lui aveva vissuto; ti faceva veramente desiderare di ritornare con il tempo indietro di 30 e più anni e di rivivere quelle emozioni di un palio forse più ‘rusticano’ ma non per questo meno affascinante. Un episodio che lui ricordava sempre con piacere è quello relativo al palio del 16 agosto del 1975. Il pomeriggio della carriera entrando nella stalla insieme a tutto lo staff palio,si accorse che Panezio non faceva capolino dal box come al solito. A quel punto ,aperto il box, si trovarono davanti la povera bestia a terra immobile. Credendolo morto, Ranieri si avvicinò e dandogli un calcetto si accorse che Panezio si muoveva. Non avendo all’ epoca un veterinario di contrada, lui e gli altri mangini decisero di andare a Colle Val d’Elsa a prendere un veterinario che però si occupava solamente di maiali. Il veterinario decise di fare una lavanda gastrica a Panezio che subito dopo vomitò tutto addosso al povero Ranieri che non potè fare altro che andare a casa a cambiarsi i vestiti tutto arrabbiato.
Ora, come sappiamo tutti,quel palio per qualche misteriosa grazia divina,fu rimandato al giorno seguente per maltempo e Panezio potè così riprendere le forze ed andare a vincere alla grande con Aceto. Sicuramente, diceva sempre Ranieri, se non fosse stato rimandato, quel palio noi non l’avremmo neanche corso.
Un altro ‘succoso’ aneddoto riguarda il palio del 2/7/1974 vinto dal Montone con Pancho e Bazzino. In quel palio la sorte ci assegnò il grigio Robin Hood,cavallo esordiente e allenato dal compianto Canapino. Come molti cavalli di quegli anni come Pitagora e Arianna, Robin Hood aveva il brutto vizio di andare sempre a dritto a San Martino disarcionando il malcapitato fantino di turno. Di questo palio Ranieri ricordava il fatto che avevamo cambiato ben 4 fantini. Per la cronaca, la prima prova fu corsa da Peppinello, la seconda e la terza furono corse da Giovanni Cabitza, la quarta e la prova generale fu la volta di Valente che come gli altri si infortunò . Il fatto curioso e che Ranieri rammentava sempre, fu che la sera della prova generale, lui andò nel Montone a farsi ‘prestare’ Tristezza per fare sì che la cena propiziatoria non si svolgesse senza fantino. Alla nostra dirigenza non restò da fare altro che rivolgersi all’ unico fantino libero rimasto ovvero Emilio Falchi detto Fil di Ferro. Anche in corsa per il palio, Robin Hood non smentì la sua fama e andò a dritto disarcionando il povero Fil di Ferro. Ranieri sempre col sorriso sulle labbra raccontava dell’ enorme fatica per rintracciare dopo l’infortunio dello Zedde un fantino visto che all’ epoca erano molto pochi e non erano certo professionali come adesso. Della rivalità con la Tartuca, Ranieri diceva che bisognava essere rivali solo per otto giorni all’ anno e mi preme sottolineare che tutti i tartuchini lo rispettavano. In merito a questo, raccontava sempre che nel 1972 dopo la vittoria della Tartuca una sera un gruppo di tartuchini andarono a casa sua in Via del Giglio (nella Giraffa) e gli disegnarono un enorme tartarugone davanti all’ uscio di casa. Fatto questo,suonarono alla porta, lui scese e bevve un fiasco di vino insieme a loro. Nonostante vari tentativi di rimuovere il tartarugone, non ci fu verso e solo molto tempo riuscì a toglierlo.
Questo era Ranieri, un grande contradaiolo e senese ma soprattutto una grande persona che manca a tutti noi per il grande vuoto  che ci ha lasciato.
 
 
Francesco Zanibelli