Nel Palio come si sa le rivalità sono il ‘’sale’’, quel qualcosa che rende questa manifestazione ancora più unica nel mondo. La storia della nostra e di ogni contrada è costellata da rotture di alleanze, riconciliazioni e inizi di inimicizie; la nostra stessa storia con la Tartuca è caratterizzata da un’alternanza di pacificazioni ed episodi violenti. Allo stato attuale secondo me nelle giovani generazioni, la rivalità viene un po’ troppo esasperata. Abbastanza di frequente si manifestano risse fra gruppi di giovani contradaioli avversari nelle discoteche di contrada che  vengono organizzate. Molto spesso però questi episodi sono originati dal tasso alcolico alto e ,basta un niente per far scoccare la scintilla. Questa esasperazione, però, è dovuta in primis secondo me alla scarsa conoscenza fra contradaioli e in secondo luogo alla scarsa volontà di conoscersi e di cercare di istaurare un dialogo. Certe volte sembra quasi di essere in periodo paliesco tutto l’anno, tanto è il clima di sospetto reciproco che si viene a creare. Recentemente sono stato invitato a cena nella Tartuca e, nonostante la “scimmietta”, sono stato trattato molto bene; infatti bisognerebbe sempre ricordare che prima siamo senesi e poi contradaioli: ben vengano i cazzotti sani in Piazza ma mai trascendere nella violenza gratuita specialmente nei giorni non di Palio. Per quanto riguarda le alleanze, bisogna rilevare che allo stato attuale il loro peso non è molto rilevante; nel Palio  dominato dai fantini e soprattutto dalle enormi cifre che vengono spese non si guarda molto all’alleanza con una determinata contrada. I fantini stessi nella storia del Palio sono stati spesso causa di rotture di alleanze come il Bruschelli in tempi recenti e negli anni passati Canapetta che provocò la rottura della nostra alleanza con la Torre. Bisognerebbe recuperare a mio parere l’importanza che negli passati le alleanze avevano nel Palio anche se ci sono esempi di rapporti molto sentiti da entrambi i popoli come quella fra il Bruco e la Torre. Negli anni passati la rivalità era vissuta molto meglio rispetto ad oggi, c’era più conoscenza anche perché i rioni erano popolati e i bambini di contrade avversarie fin da piccoli stavano insieme. Non mancavano episodi di violenza, ma essi rientravano sempre nei canoni della rivalità paliesca che non era certo meno sentita di oggi. Le alleanze, invece, erano molto più sentite di oggi ed anche nelle strategie di  Palio avevano un loro determinato peso specifico. Concludo auspicando una maggiore conoscenza fra contradaioli di contrade avversarie affinché non si verifichino episodi di violenza esasperata anche nei momenti lontani dal Palio

Francesco Zanibelli